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Gli effetti sulla psiche per i sopravissuti al dopo-terremoto

Il trauma dell'angoscia
di Fabrizio Cerami

È ancora viva in tutti noi la tragedia del terremoto ad Amatrice e dei suoi dintorni che ha sconvolto l'Italia accaldata e vacanziera in questo ultimo squarcio d'agosto. Un evento che, purtroppo, non si esaurirà quando i media cominceranno a spegnere le luci della cronaca sul disastro.
Ciò che fa più paura è allora il dopo-terremoto con tutte le conseguenze per i cittadini che hanno perso non solo i loro affetti, ma la casa, il lavoro e i rapporti umani difficilmente recuperabili.
Una situazione drammatica per la complessità della situazione dove manca tutto, nonostante l'impegno della protezione civile, dei volontari e di tanta solidarietà con gesti che fanno sperare bene nonostante tutto per questo nostro martoriato Paese.
Tra le prime necessità come le tende, il vestiario, il cibo, l'assistenza sanitaria, manca o, forse, non è stato messo sufficientemente in evidenza, l'aspetto psicologico di chi ha subito questo dramma improvviso che può trasformare i primi momenti di choc in un trauma irreversibile per tutta la vita se non curato fin da subito adeguatamente.
Essere sconvolti da un evento così lacerante, mette a dura prova le capacità di adattamento dell'individuo creando una forma di stress anche grave.
Questo rischio è legato all’insorgenza di patologie causate dalla persistenza di uno stato di paura, che si trasforma in angoscia quando l’evento, in questo caso il terremoto, si protrae nel tempo.
A risentirne non è solo la psiche, ma tutto l'organismo: dalla modificazione dei livelli ormonali alle alterazioni del sonno fino ad arrivare nel lungo termine a problemi cardiovascolari con il rischio di sviluppare ipertensione, tachicardia e talvolta infarto del miocardio aprendo la strada anche a forme gravi di depressione accompagnate da uno stato d'ansia permanente che può innestare fattori apparentemente contraddittori.
Talvolta, si possono manifestare dei veri e propri vuoti mentali legati all’evento sismico con una certa difficoltà di provare emozioni come nel caso dell'amnesia emotiva e, nelle situazioni più gravi, si possono anche verificare comportamenti di autolesionismo e tentativi di suicidio legati alla visione totalmente negativa del futuro.
Patologie, ovviamente, differenti tra la percezione dello stress negli adulti e nei bambini per i quali bisogna diversificare le terapie di cura a cui dovranno essere sottoposti.
Alcuni studi hanno dimostrato come, anche in situazioni drammatiche come sopravvivere ad un terremoto, gli individui possano sperimentare emozioni positive, intense e persistenti nello stesso modo di quelle negative.
Da un lato la situazione può spingere l’individuo a dare il massimo mediante una serie di fattori dinamici fisiologici, comportamentali e cognitivi che portano all’adattamento della situazione anche estrema; dall’altro può invece limitare l’esistenza dell’individuo inducendolo ad alterazioni che aumentano la fragilità a manifestare disfunzioni.
Le ricerche sull’adattamento allo stress dimostrano come personalità sostanzialmente stabili, con un senso ottimistico della vita possano conciliare gli effetti negativi dello stress. Così persone che hanno avuto nella loro vita esperienze positive, si trovano con un “bagaglio emotivo” per poter esercitare un tale controllo psicologico in modo da adattarsi allo stress, hanno una minor debolezza a sviluppare le classiche patologie stress-correlate.
Per questi motivi insieme alle tende ed altri mezzi di sussistenza bisogna intervenire in maniera qualificata per curare fin da subito i primi effetti della situazione dolorosa perché la persona affetta da questa patologia da stress protende a rivivere l’evento traumatico, perdendo repentinamente il contatto con la realtà e arrivando a provare un terrore ed una angoscia molto intensi che rendono la vita di chi è sopravissuto ancora più difficile.

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