Un ombrello aperto. Foto: birdy

Meteofilosofia

Il tempo e l'ombrello
di Michael Barons

Il tempo passa...
Lo sappiamo e lo diciamo tutti.
E non è neanche quello di una volta...
Non solo il tempo meteorologico, ma anche quello storico-sociale, tout court.
Il primo, si può dire che sia stabilmente variabile,ma ormai quasi definitivamente variato.
Il secondo anche variato ed in più soggetto a cambiamenti veloci.
E non so perché mi viene in mente l'ombrello.
Perché l'ombrello?
Nel primo caso perché, ovviamente, se dovesse improvvisamente piovere, per non bagnarsi, si prende l'ombrello.
Ma nel secondo caso, quello del tempo e delle abitudini sociali?
Non é ovviamente un riparo fisico, l'ombrello.
Ma psicologico, sì.
Sotto l'ombrello psicologico del tempo, e dei tempi che passano, si riparano molte cose.
Non si fa più il baciamano alle signore... è il tempo...
Non si porta più il cappello... è il tempo...
I vecchi non sono più fonte di saggezza ma solo bisognosi di una badante, è il tempo...
Non si cede il posto in treno o in autobus alle donne, è il tempo...
Non si apre la portiera dell'auto per far salire la signora, è il tempo...
E così via infiniti altri esempi...
E allora?
Esiste un valore giusto ed uno sbagliato?
Naturalmente vi sono i sostenitori, come nel campionato di calcio, dell'una o dell'altra teoria,
Io non lo so e, nel dubbio, apro l'ombrello, sia quando piove che quando splende il sole.

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