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Un veto che salverebbe la salute dell’uomo e dell’ambiente

La Danimarca valuta la tassa sulla carne rossa
di Giulia Iani

Dopo l’allarmante studio realizzato e reso pubblico qualche mese fa dall’Organizzazione Mondiale della Sanità riguardo la nocività derivante dall’abuso di carne rossa e la possibilità che questa possa causare forme di cancro al colon-retto, pancreas e prostata, la Danimarca ha avanzato la proposta di imporre una tassa sulla carne rossa per una duplice causa: salvare la salute dell’uomo e, non da meno, dell’ambiente.
La proposta, ora al vaglio del governo, arriva dal Consiglio etico del paese nordico, gruppo di esperti legato al governo che si occupa di temi etici, che non ha dubbi: tagliare il consumo di questo alimento non può che fare bene. La tassa verrebbe inizialmente applicata solo alla carne rossa di manzo (successivamente si estenderebbe a tutti i cibi che impattano in maniera negativa sull’ambiente) per indurne alla riduzione del consumo. Si consideri che l'allevamento dei bovini copre circa il 10% delle emissioni globali di gas serra nonché il consumo di 43 mila litri di acqua per ogni chilogrammo di carne che arriva sulle nostre tavole. La tassa dunque non può che essere considerata una spinta verso comportamenti più sostenibili: è quanto considerato da Mickey Gjerris, portavoce del Consiglio. «Una risposta efficace all’emergenza climatica include anche una politica relativa al consumo dei cibi più inquinanti, che contribuisca a creare consapevolezza sul tema. La società deve mandare un segnale chiaro attraverso la legislazione», ha dichiarato. Il provvedimento, votato da 14 su 17 consiglieri, è indirizzato verso un cambiamento nello stile di vita del Paese che secondo i consiglieri danesi «è ancora ben lontano dal modello di sostenibilità che ci viene richiesto se vogliamo attenerci agli obiettivi dell'accordo di Parigi» (ovvero la finalità di mantenere il riscaldamento globale al di sotto dei 2°C). «Siamo chiamati ad agire subito, a cominciare dal cibo”, il monito dei funzionari. L’altra faccia della medaglia però mostra l’insoddisfazione degli allevatori e del Consiglio alimentare che intravedono la minaccia incombente dell’impatto economico derivante dall’attuazione del provvedimento, a fronte inoltre di uno scarso risultato sull'ambiente. Se il provvedimento dovesse passare, i danesi sarebbero moralmente ed eticamente impegnati a trasformare le loro abitudini alimentari. Secondo gli esperti tra l’altro eliminare la carne dalla propria alimentazione non sarebbe affatto un problema dal momento che si potrebbe sostituirla con altri cibi sani e nutrienti.

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