Contro la fame nel mondo

Ristoranti italiani del Buon Ricordo
di Roberto Mostarda

Prosegue anche nel 2016, la campagna Ristoranti contro la fame, promossa dall’Unione ristoranti del buon ricordo – associazione nata nel 1964 per far conoscere e privilegiare la cucina e il valore delle tante tradizioni gastronomiche della penisola - a sostegno dell’impegno umanitario dell’organizzazione Azione contro la Fame. logo Buon RicordoIl segno tangibile dell’impegno, uno speciale piatto in ceramica dedicato, creato e dipinto a mano dagli artigiani delle Ceramiche Solimene di Vietri sul Mare, che sarà regalato dai ristoratori del Buon Ricordo che partecipano alla campagna ai propri clienti. Per ogni piatto distribuito, l’Unione verserà un contributo di 2 euro ad Azione contro la Fame, organizzazione internazionale impegnata nella lotta alla malnutrizione e che lavora ogni giorno con l’obiettivo di salvare la vita di bambini gravemente malnutriti e fornire alle famiglie accesso ad acqua pulita e soluzioni di lungo periodo per combattere le cause strutturali di fame e denutrizione. Nata in Francia nel 1979 è oggi attiva in 47 paesi del mondo, anche in situazioni di emergenza causate da disastri naturali o carenza cronica di cibo.
Il problema è gravissimo: ancora oggi oltre 3 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno per cause legate alla malnutrizione, quando esistono e sono praticabili e disponibili cure salva-vita efficaci e a basso costo. Con 2 euro infatti si fornisce un giorno di cure a base di cibo terapeutico per fare tornare in salute un bambino malnutrito e restituirlo ad un futuro di speranza.
L’iniziativa Ristoranti contro la fame si è svolta con successo da ottobre a dicembre 2015 in Italia, Germania, Canada e Stati Uniti coinvolgendo oltre 130 ristoranti e si è deciso di riproporla anche per tutto 2016.
Accanto all’impegno contro la fame nel mondo, l’Unione promuove anche l’educazione al mangiar bene per chi, nei paesi avanzati, lotta contro gli eccessi o la qualità scadente del cibo che assume, un problema non meno grave sia per le persone che per i bilanci sanitari in termini di cure ed interventi ex post. Quindi educare è prevenzione e come tale la si intende. Questo perché piacere della tavola e salute possono convivere anche al ristorante. L’Unione ha infatti lanciato il progetto di mettere in carta, a fianco dei loro tradizionali menù, un vero Menù della salute, ovvero piatti di alta cucina gustosi e salutari nel medesimo tempo, particolarmente attenti – negli ingredienti e nella preparazione - alle regole del mangiare sano. Per rafforzare questo impegno hanno deciso di supportate la campagnaIl Gusto di Stare bene” indetta dalla Fondazione ProADAMO Onlus per promuovere la consapevolezza di una corretta alimentazione attraverso le buone abitudini alimentari. La fondazione è nata con il particolare obiettivo di sensibilizzare gli uomini sull’importanza di adottare stili di vita sani e del prendersi cura della propria salute. In Italia, a differenza di quanto succede in Europa,gli uomini in sovrappeso o obesi sono infatti in numero superiore rispetto alle donne, più attente alla qualità dell’alimentazione e alla conservazione di un buon stato di salute anche perché più informate sulle norme essenziali da rispettare e maggiormente interessate a mantenersi in forma.
Ben calibrati, a ridotto numero di calorie, certificati da nutrizionisti e ricercatori, i menù saranno realizzati dagli chef del Buon Ricordo attingendo al grande patrimonio delle tante cucine del territorio italiane di cui sono portabandiera, interpretato in chiave contemporanea, a dimostrazione che piacere della tavola e salute possono convivere anche al ristorante. Inoltre in tutti i locali sarà a regalata ai clienti una chiara e sintetica Guida all’alimentazione con consigli utili e semplici per mangiare bene e mantenersi in forma.
“In linea con le ultime opinioni di autorevoli nutrizionisti, vogliamo concretamente dimostrare con le nostre cucine che per mantenere un buon stato di salute non occorrono diete estreme (coercitive, di moda certamente, ma spesso effimere), ma piuttosto un’alimentazione corretta che deve tener conto di alcuni semplici accorgimenti e va abbinata, ovviamente, al movimento – dice Ovidio Mugnai, presidente dell’Unione Ristoranti Buon Ricordo – e da sempre ci battiamo per la qualità del cibo, per il piacere della convivialità a tavola. Il sapore di un cibo che piace sazia più della quantità: per far star meglio chi siede alle nostre tavole, nei Menù della salute privilegiamo il gusto, l’equilibrio e la varietà delle porzioni, la stagionalità dei prodotti, gli abbinamenti corretti fra gli alimenti, l’uso limitato dei grassi, meglio se vegetali.”
Quello dell’alimentazione è infatti un problema complesso: il cibo non è solo un insieme di calorie, proteine e vitamine; ma innanzitutto il prodotto di culture, tradizioni, regole e rapporti economici che influiscono sulla trasformazione dell’elemento naturale in vivanda e decidono cosa mettere sulla nostra tavola. Il benessere che ha caratterizzato questi ultimi 30 anni ha influito significativamente sugli stili di vita: è diminuita l’attenzione alla qualità del cibo, il tempo da dedicare all’alimentazione e contemporaneamente al movimento. Ciò ha contribuito ad aumentare in modo allarmante il numero di bambini e adulti obesi.
La cucina “del territorio” invece non è più oggi né segreta né negletta. Gode anzi di grande considerazione da parte di storici, dietologi, nutrizionisti e, soprattutto, dei consumatori. Ma il compito dell’Unione dei Ristoranti del Buon Ricordo è ben lontano dal considerarsi esaurito. La cultura enogastronomica è materia viva e dinamica. La scienza, la tecnologia, le caratteristiche e la disponibilità delle materie prime, inducono una dinamica, in cucina, che deve sempre interfacciarsi con le esigenze dietetiche e con la salute dell’uomo d’oggi. Il prodotto agroalimentare italiano, un tempo poco conosciuto, è oggi talmente apprezzato e ambito nel mondo, da provocare continue, equivoche imitazioni e falsificazioni che danneggiano l’Italia in tutti i sensi. Per questo l’Unione intende lavorare ancor più intensamente perché le evoluzioni, i cambiamenti, la creatività si sviluppino in modo corretto e coerente con la storia culturale dei nostri territori, e allo scopo di difendere e diffondere la ristorazione italiana di rigore e qualità, dentro e fuori i nostri confini. E i ristoratori seri, professionalmente adeguati e culturalmente preparati, sono ambasciatori di questi valori di un made in Italy che non teme confronti ma che richiede rigore e serietà.

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