Foto di Biancoshock (https://www.facebook.com/fra.biancoshock/photos) attraverso Facebook

Nel progetto “Web 0.0” i mondi virtuale e reale si incontrano

In Molise la street art di Biancoshock
di Giulia Iani

 

Ad una settimana dalla celebrazione avvenuta al CNR di Pisa per rievocare il glorioso 30 aprile 1986, quando i tecnici del CNUCE collegarono per primi un computer sul territorio italiano alla rete militare statunitense Arpanet, basta guardarsi attorno per comprendere quanto il mondo digitalizzato nel quale viviamo sia cambiato in così poco tempo e abbia influito nelle vite di ciascuno di noi.
Tra shopping online, biglietti per i mezzi pubblici acquistati attraverso applicazioni e pizza, sushi e kebab a domicilio grazie ad un click, abbiamo dimenticato che appena tre decenni fa ascoltavamo musica negli apparecchi walkman e che i nostri portafogli erano pieni di schede telefoniche da utilizzare nelle cabine pubbliche.
Per i nativi digitali questa sembra fantascienza, o peggio, l’era del Neolitico. Eppure c’è chi ancora oggi, nel 2016, vive una realtà fuori dalla fitta rete telematica dove sembriamo essere stati incastrati. I circa 400 abitanti (prevalentemente over 60) di Civitacampomarano (Campobasso), sembrano non sentire il “peso” della connessione che scarseggia.
È così che l’artista Biancoshock attraverso il progetto “Web 0.0” ha portato internet nel piccolo borgo molisano in occasione della prima edizione della manifestazione di arte urbana, CVTà Street Fest, che ha avuto luogo dal 12 al 24 aprile scorso sotto la direzione artistica di Alice Pasquini. Dal negozio di alimentari trasformato nel sito di aste on line Ebay, alla panchina “blu Twitter” dove “cinguettare” tra abitanti del luogo, al logo di Gmail affisso sulla cassetta delle lettere delle poste, fino alla restaurazione di una lavatrice abbandonata trasformata nella fotocamera di Instagram, l’artista ha ideato 12 geniali interventi di street art.
L’estrosità creativa di Biancoschock, oltre a strapparci un sorriso, ci fa riflettere poiché dimostra come le funzionalità offerte del web, ormai indispensabile per un’ampia porzione della popolazione, esistano anche laddove la connessione sembra un miraggio. In forme “arcaiche”, certo, ma tra smartphone senza campo, wifi assenti e minacce di social a pagamento, ci viene da chiedere se forse non si vivesse meglio senza l’incubo odierno di dimenticare il cellulare a casa o di condannare il tecnico che tarda ad aggiustare il modem per la connessione internet.
Non abbiamo alcun dubbio che il sommo fisico Einstein avesse previsto il giusto, quando in tempi non sospetti  dichiarò:  “Temo quel giorno in cui la tecnologia andrà oltre l’umanità”.

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