San Leo. Veduta. Foto di Toni Pecoraro - Opera propria, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=7608639

La città fortezza

San Leo di Rimini
di Luisanna Tuti

Mago, cialtrone, genio, profeta, avventuriero? La letteratura lo ha descritto in moltissimi modi e non sappiamo quale di questi sia quello più appropriato. Una cosa è certa: quest'uomo, Giuseppe Balsamo, detto Cagliostro, nato a Palermo nel 1742, fu una persona di grande abilità ed indiscusso fascino, a giudicare dal successo che riscuoteva in tutte le corti d'Europa, soprattutto quella francese.
Astuzia? Chi lo sa! Certo un trascinatore di popoli se riuscì ad attirare l'ammirazione di personaggi come Voltaire, Goethe, Montesquieu, Dumas, Tolstoj. Questi ultimi due addirittura si ispirarono a lui per dare vita al protagonista di loro romanzi. Purtroppo l'affaire della collana della Regina di Francia lo costrinse a fuggire da Parigi a Roma, dove subì un processo per eresia che lo condannò ad una reclusione nella celletta di una torre quadrata medievale, con una finestrina (dalla triplice inferriata) da cui l'ateo Cagliostro poteva vedere solo i tetti di due chiese. Quattro anni, quattro mesi ed un giorno durò la sua reclusione (1791-1795). Nell'atto di morte così si legge: “A lui, quale eretico, scomunicato, impenitente si nega la sepoltura ecclesiastica. Il cadavere viene tumulato sull'estremo ciglio del monte dalla parte che volge ad occidente...”San Leo. Foto di Andrea Bonavita. Cortesia.
Fu così che si chiuse in San Leo la vita di questo uomo astuto e forse geniale che affascinò gran parte della gente che lo conobbe. Non poté certo godere le bellezze di questo meraviglioso paese, nella regione del Montefeltro, solcata dal Marecchia e il Conca, dominata da innumerevoli picchi rocciosi, sui quali troneggia il Monte Carpegna con i suoi 1415 metri.
La rocca sulla quale è costruito San Leo è un'enorme massa calcarea formatasi probabilmente circa 20milioni di anni fa in fondo al mar Tirreno e trasportata qui da movimenti orogenetici particolarmente forti. Al masso, invalicabile, si accede per un'unica via tagliata nella roccia. Alto 583 metri, dista circa 32km da Rimini. Ospitò Dante e San Francesco d'Assisi che qui ricevette in dono il Monte della Verna dal conte Orlando di Chiusi nel Cosentino. Costeggiando il muraglione merlato del massiccio, imponente e severo, si arriva alla Porta della Città e, oltrepassato l'Arco, percorrendo la Contrada Montefeltro, si entra nella Piazzetta trapezoidale, autentico salotto della cittadina. In fondo spicca l'abside della Pieve pre-romanica e l'Olmo sotto al quale San Francesco sostava per predicare. Il Duomo - che dista dalla Pieve solo poche decine di passi, su strada lastricata di pietre millenarie - è un edificio di notevoli dimensioni, la cui costruzione ha subito vari interventi dal IX al XII secolo. Accenni di gotico, armonizzano perfettamente con le possenti strutture romaniche. Percorrendo la navata per uscire, incontriamo il Campanile. Un tempo era proprio l'imponenza di questo che dimostrava il risveglio economico, culturale e politico della città. La Torre Civica fortificata, una mole di pietra arenaria, fu eretta probabilmente per ragioni militari. Da questa infatti si domina tutta la valle del Marecchia. Fra la Torre e il Duomo, scavata nella roccia, una grande vasca, con un'apertura in basso, lascia pensare ad un piano sacrificale dove venivano uccise le vittime, il cui sangue scorreva su canalini che lo convogliavano verso l'esterno.
Nel 2009 l'Alta Valmarecchia è stata ceduta dalle Marche all'Emilia Romagna, secondo la volontà popolare espressa con un referendum. Le Marche hanno presentato ricorso alla Corte Costituzionale che nel luglio 2010 lo ha dichiarato infondato, confermando l'esito del referendum. Questo è stato il primo caso e forse l'unico che, applicando l'art. 132 della Costituzione, (Sentiti i Consigli Regionali, si può disporre la fusione o la creazione di nuove regioni con più di un milione di abitanti, ove ne facciano richiesta tanti Consigli Comunali, a patto che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate) ha permesso il distacco-aggregazione tra alcuni Comuni italiani. San Leo è passata così in provincia di Rimini.
Purtroppo qualche anno fa una parte del crostone è franata, lasciando supporre che nel tempo (speriamo tanto) questo capolavoro di madre natura che l'uomo ha saputo valorizzare in maniera esemplare, possa privarci della sua bellezza. Nel frattempo ci auguriamo che molta gente non perda la possibilità di recarsi a visitare questa stupenda “Città Fortezza”.

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