Sant'Anatolia di Narco – Veduta. Foto di ImagoAnimae (Own work) [CC BY-SA 3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], attraverso Wikimedia Commons

Umbria da scoprire: la Valnerina

Sant'Anatolia di Narco
di Luisanna Tuti

Seguendo il percorso del fiume Nera, attraversando la valle che da questo prende il nome Nerina, su di una collinetta a 328 metri sul livello del mare, incontriamo un piccolissimo paese di soli 590 abitanti in provincia di Perugia: Sant'Anatolia di Narco.
Situato nelle vicinanze del fiume, era già conosciuto dagli etruschi in epoca pre-romana, come testimoniano vasellami e ornamenti funerari, ma solo al periodo tardo medievale si deve il suo aspetto attuale.Valnerina. Foto di Giovanni Picuti [Gran Premio Valnerina (https://www.flickr.com/photos/buferanera/9733388450/)], attraverso Flickr
Quasi tutti i santanatoliesi sono dediti alla coltivazione e alla lavorazione della canapa. Si tramandano di padre in figlio i segreti di questo prezioso elemento naturale che, come affermano i più informati, può essere un gustoso alimento (i semi si utilizzano sulle bruschette e per le zuppe) o, lavorando gli steli, se ne traggono filamenti da tessere sugli antichi telai ancora in uso, ricavandone preziose stoffe da abbigliamento, biancheria, vele e cordami.
Nonostante la sua esigua superficie (46,55 Kmq.) il borgo, che conserva palazzi del '200, offre molti spunti per incuriosire i viaggiatori. La sua Chiesa Parrocchiale di Sant'Anatolia contiene affreschi del XIV secolo; la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, restaurata di recente, conserva un perfetto stile rinascimentale; il suo Museo della Canapa ha sede in un palazzo del '500 e ripercorre nei secoli la storia della coltivazione di questo prodotto nella media Valnerina.
Nel punto d'incontro della via di fondovalle e la strada montana che porta a Caso, sull'antica cinta muraria a pianta ellittica, fu edificato nel XII secolo un imponente castello, distrutto da Spoleto. Sulle mura si aprivano tre porte, ma solo una è ancora intatta.Foto di La Valnerina – Umbria [Abbazia dei Santi Felice e Mauro – Castel San Felice, Sant’Anatolia di Narco (https://www.flickr.com/photos/lavalnerina/8574551750)
Particolare interessante sono gli itinerari culturali che partono da Sant'Anatolia di Narco e accompagnano i turisti in una visita ai Castelli della zona. Il primo, seguendo la strada per Monteleone di Spoleto, arriva al Castello Gavelli, eretto per il controllo del passo montano che collega l'altipiano del fiume Corno alla Valle del Nera. La Rocca Gavelli divenne rifugio dei Ghibellini cacciati da Spoleto; altro itinerario conduce al Castello di Caso, sulle pendici del monte Coscerno. Edificato a difesa delle scorrerie devastatrici dei Saraceni tra il IX ed il X secolo, conserva ancora parte della cinta muraria; infine altrettanto interessante è la visita a Castel San Felice, eretto probabilmente nel luogo dove sorgeva il Monastero fondato dall'eremita Felice ai tempi di Teodorico. Questo aveva il compito di controllare un ponte sul Nera, il cui corso era parallelo alla strada che portava a Spoleto.
La cucina semplice e poco elaborata si basa essenzialmente sulla carne e i prodotti della terra. Maiale, agnello, cacciagione, crostini di fegatini di pollo, panzanella, formaggi di latte di capra o latte vaccino, legumi,  sono i gustosi piatti che qualunque ristorante della zona vi può offrire a poco prezzo e tanta cordialità.

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