Meeting informale dei Ministri della Salute dell'UE, foto dei lavori del 22 e 23 settembre. Foto da salute.gov.it

Legge dei grandi numeri

Spreco di medicine, spreco di salute
di Fabrizio Cerami

Sere fa, andando in farmacia con la ricetta del mio medico, mi sono visto portare sul bancone tre scatole di medicinali dove la più piccola conteneva almeno venti pillole, tutto questo per una cura di soli sei giorni e non di tre mesi. Un vero spreco, mi è stato risposto che non c'erano confezioni più piccole e così ho comprato il 70% in più di medicinali che non userò mai, ma intanto sia io con il mio ticket che la Regione abbiamo pagato questi inutili medicinali.
In Europa, però stiamo in buona compagnia, i costi di questo spreco di farmaci non idonei è intorno ai 125 miliardi di euro l’anno.
Ma quali sono i farmaci che sprechiamo in Italia?
Lo denuncia il Rapporto OsMed 2013, preparato dall’Osservatorio nazionale sull’impiego dei Medicinali, istituito presso l’Aifa, l'Agenzia italiana del farmaco.
Riportiamo si seguito solo alcuni esempi.
Uno dei più classici è l'uso, ma sarebbe più opportuno parlare di abuso, degli antibiotici. Solo l’anno scorso il loro consumo è aumentato del 3,5% rispetto al 2012.
Non solo, l’impiego a volte non appropriato di questi medicinali supera il 20% in tutte le condizioni del malato, ma si arriva al 49,3% per la laringo-tracheite e al 36,3% per la cistite non complicata.
Tutto questo nonostante l'appello degli esperti, che ribadiscono che, "L’uso inappropriato degli antibiotici non rappresenta solo un problema di costi a carico del Servizio sanitario - come afferma il direttore dell’Aifa, Luca Pani - ma soprattutto un problema di salute pubblica, poiché favorisce l’insorgenza di resistenze batteriche con una progressiva perdita di efficacia di questi farmaci".
Un esempio questa volta contrario riguarda i medicinali per i disturbi ostruttivi delle vie respiratorie, gli antidepressivi e i farmaci per la salvaguardia del rischio cardiovascolare. L'ipertensione, ad esempio, è una malattia che riguarda, statistiche alla mano, circa 16 milioni gli italiani, e, nonostante la gravità della malattia, ad assumere antipertensivi sono in meno di 8 milioni, sebbene anche gli altri hanno avuto la diagnosi e quindi la prescrizione.
A causare questo minore uso alle terapie, gli esempi sono numerosissimi, secondo alcuni studi, è l'aumento dei costi dei ticket in fascia A, vale a dire a carico del Servizio sanitario, particolarmente per quelle Regioni con piani di rientro, un ostacolo serio all'utilizzo delle cure specialmente con la grave crisi economica in atto.
Tra le anomalie del sistema sanitario troviamo il capitolo che riguarda i medici di famiglia "Tutto sta nel rapporto di fiducia tra il medico che non è un semplice “prescrittore” e l’assistito - sottolinea Fiorenzo Corti della Federazione italiana medici di medicina generale -. Se ogni specialista prescrive farmaci, per esempio per il glaucoma, l’artrosi e la bronchite, spetta poi al medico di famiglia fare la sintesi, perché conosce le condizioni cliniche generali del paziente e può verificare anche se i farmaci interagiscono tra loro".
Non vorremmo, in conclusione, dopo aver letto le tante disfunzioni del nostro sistema dar ragione allo scrittore Giovanni Papini quando affermava che "I medici sono più pericolosi delle malattie, ma le medicine sono ancor più delle malattie".

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