Il Singapore Central Business District (CBD). Foto di Someformofhuman - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6842729

Dove vivere costa di più secondo l’Economist

Singapore, città più cara del mondo
di Caterina Salvati

Nelle nostre città ogni giorno si fanno i conti col caro vita e spesso farli tornare è una vera impresa. Il lungo periodo di crisi sembra continuare a travolgere costantemente la qualità della nostra vita. Oltre alla nostra percezione su questi dati di crescente rincaro, a confermare il quadro intervengono le indagini macro economiche internazionali.
Recentemente è stato pubblicato l’annuale studio dell’Economist Intelligence Unit, il centro di ricerca del settimanale britannico The Economist, che ha stilato la classifica delle città dove la vita costa di più. Lo scettro, per nulla glorioso, è toccato quest’anno a Singapore. La città-stato asiatica, tra le più affascinanti ed avveniristiche metropoli del mondo, ha fatto registrare dati che la posizionano sul valore più alto rispetto ad altre 133 “concorrenti”.
L’indagine dell’ EIU ( www.eiu.com ) ha preso in considerazione nel suo campione il costo di quello che noi chiameremmo un “paniere” di beni essenziali. I risultati, relativi ad alimenti, generi di largo consumo e trasporto pubblico, mostrano per Singapore un valore più alto del 10% rispetto agli stessi beni nella città di New York. Un cittadino di Singapore per spostarsi con i mezzi pubblici paga un prezzo superiore del 2,7% rispetto ad uno che si sposta nella Grande Mela. La città del sud-est asiatico in più sarebbe anche il luogo meno conveniente al mondo dove acquistare un’automobile.
Gli autori della ricerca hanno comunicato che queste informazioni sono il risultato di tutta una serie complessa di fattori, le cui interazioni vanno osservate quando si parla di costo della vita.
A influenzare le oscillazioni, e quindi le posizioni nella poco gradevole classifica, sono fattori come: la forza di valute come il Dollaro americano contrapposta alla debolezza sul mercato dell’Euro; la svalutazione monetaria dovuta al calo del prezzo del petrolio e di molte altre materie prime, insieme alla forte influenza dell’incertezza geopolitica.
Proprio parlando di euro-zona emerge che Parigi (al quinto posto) è risultata l’unica città dell’unione Europea ad essere inclusa tra le prime dieci posizioni, perdendo anche qualche posto rispetto agli anni precedenti. Questo dato potrebbe anche essere letto come segnale di fiducia nei confronti della moneta unica.
Secondo Jon Copestake, uno dei curatori del sondaggio internazionale, un ulteriore elemento rilevante emerso sarebbe il fatto che il 2015 sia risultato l’anno con maggiori variazioni e volatilità nei dati, rispetto agli ultimi diciassette anni della sua esperienza.
Nella ricerca dell’Economist è riportato anche il rovescio della medaglia, ossia lo studio delle città in cui la vita costa meno. Tra le prime tre della lista troviamo Mumbai, capitale dell’India, preceduta da Lusaka in Zambia, e da Bangalore.
Il fatto che la capitale dello stato indiano risulti speculare rispetto alla situazione di Singapore, che oltre ad essere la città più cara è anche la più ricca, mostra e sottolinea la grande contraddizione che vive l’economia e la società dell’intera Asia. La demarcazione tra gravissima povertà e ricchezza estrema, tra grande sviluppo e zone di arretratezza, si fa sempre più netta e sconcertante.

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