La produzione del film Suffragette visita il parlamento del Regno Unito ©UK Parliament/Jessica Taylor - NonCommercial 2.0 Generic (CC BY-NC 2.0)

La Giornata Mondiale della Donna tra marketing, socialismo e leggenda urbana

8 marzo, una festa controversa
di Massimo Predieri

I distributori di Sufragette hanno scelto astutamente la prima settimana di marzo quale data di uscita del film inglese diretto da Sarah Gavron con protagoniste Carey Mulligan, Helena Bonham Carter e Meryl Streep. Ambientato nella Londra dell’inizio Novecento, la trama del film rievoca la rivolta delle coraggiose donne suffragiste per ottenere il diritto di voto, concesso finalmente dal parlamento britannico nel 1928 per tutte le donne con più di 21 anni.
Molte donne, riconosciamolo, non amano la ricorrenza dell’8 marzo. Si sentono da questa celebrazione ridotte a specie protetta, minoranza meritevole di tutela perché debole e inferiore all’uomo. Lamentano che la data, più che occasione di festeggiare, ricorda luttuosamente il rogo che sarebbe avvenuto nel 1908 a New York in cui perirono centinaia di donne operaie.
Altri, invece, vedono nella Festa della Donna la celebrazione della femminilità, del “gentil sesso”, occasione per una attenzione in più verso le donne. Chi non si fa troppi scrupoli è l’apparato pubblicitario della società dei consumi, che vede in questa festa una benvenuta occasione per promuovere le vendite.
Facciamo chiarezza: la storia delle operaie morte nell’incendio del cotonificio Cottons nel 1908 è una bufala. Ci fu veramente una tragedia, ma si verificò a New York il 25 marzo 1911, un incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori, 123 donne e 23 uomini, in gran parte giovani immigrate di origine italiana ed ebraica. Ma con la Festa della Donna questa tragedia non c’entra niente.
Come riferisce l’autorevole pagina dedicata alla Giornata della Donna dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, le origini sono decisamente socialiste. La prima Giornata Nazionale della Donna fu celebrata dal partito socialista americano il 28 febbraio del 1909 e univa le rivendicazioni sindacali a quelle politiche relative al riconoscimento del diritto di voto femminile. Un anno dopo, nel 1910 l’internazionale socialista istituiva la Giornata della Donna per celebrare il movimento per i diritti delle donne e per il suffragio universale.
Malgrado lo sviluppo delle democrazie occidentali, gli uomini erano riluttanti a concedere alle donne gli stessi diritti di cittadinanza. Lo evidenzia la lunga esclusione delle donne dal diritto di voto. La conquista del suffragio universale ha richiesto da parte delle donne una organizzazione e una lotta lunga e intensa. Una celebrazione dei diritti così acquisiti è quindi senz’altro giustificata. Ma gli ambienti conservatori e tradizionalisti non sono molto inclini a riconoscere il carattere socialista e rivoluzionario di questa celebrazione.

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