Per la scienza, un sogno che diventa realtà

Vivere fino a 120 anni si può
di Sergio Lo Martire

Il sogno di Silvio Berlusconi diventa una realtà, almeno così sembra.
È di questi giorni, infatti, la notizia sempre più probabile che potremo vivere fino a 120 anni, grazie indirettamente al diabete, infatti si tratta di una pillola a base di metformina utilizzata per questo tipo di malattia.
Il farmaco, è stato testato dagli scienziati del Buck Institute for Research and Ageing in California con ottimi risultati nei test sugli animali, che hanno rallentato il proprio invecchiamento con un attesa di vita di almeno il 40% e anche con un sensibile miglioramento della salute primo tra tutti il rafforzamento delle ossa.
Davanti a risultati così interessanti, l'agenzia federale americana per il controllo dei farmaci, la Food and Drug Administration, ha permesso la sperimentazione sugli uomini e già stanno arrivando, si parla di almeno 3000 volontari, tra un età che oscilla tra i 70 e gli 80 anni pronti a ringiovanire, un po' come nel film diretto da Ron Howard, "Cocoon", degli anni '80.
Non è la prima volta che leggiamo notizie del genere, in passato ci sono stati tanti ricercatori con la pillola dell'eterna giovinezza, ma poi hanno dovuto fare i conti con la natura e sono stati dei veri flop, questa volta, sembra che le cose dovrebbero avere un altro tipo di sviluppo anche perché quando la grande industria dei farmaci vede un business allora la cosa diventa seria.
A questo punto sorgono una serie di riflessioni.
La vita media dell'uomo, secondo gli attuali standard, è intorno agli ottant'anni, almeno nei Paesi sviluppati, e tutto il ciclo vitale si regola di conseguenza dalla scuola al primo amore, dal lavoro alla pensione, attraverso gli affetti di una famiglia e così via.
Questa in estrema sintesi è la nostra vita, ma vale veramente la pena andare oltre questa età, siamo certi che vivere quarant'anni in più della vita media sia sinonimo di felicità. Si pensa sempre che il futuro, almeno nei sogni, sia bello e radioso, come nelle pubblicità dei biscotti, cielo sereno e mai un bisticcio o una giornata che gira storta, in realtà lo sappiamo tutti benissimo che il futuro non è questo.
Stiamo lasciando alle generazioni future, prove scientifiche alla mano, un mondo in grave crisi e non parlo solo di guerre, massacri o di clima impazzito, in proposito penso ai turisti del futuro che per prendere un po' di sole e fare dei bagni si recheranno nella dolce e assolata Finlandia, almeno così prevedono i climatologi, ma senza arrivare a questa ipotesi, di sicuro lasciamo alla prossima generazione, i nostri nipoti per intenderci, una società sempre più in profonda crisi economica, dove un lavoro costante è sempre più un miraggio, un mondo dove, dopo aver vissuto con tanta fatica dovendosi arrangiare in mille mestieri, si arriva a settanta ottant'anni, tali solo i limiti in cui si può richiedere la pensione, per avere un assegno da fame di pochi euro, se ancora questa moneta ci sarà, e continuare per il resto degli anni, almeno altri quaranta, a vivere di stenti e di rimpianti.
A questo punto, scusate, pur tra mille scongiuri, ma preferisco seguire il corso attuale della natura che vivere questo film horror del prossimo futuro.

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