Dieta sana (fonte Pixabay)

Il dramma di chi si vuole mettere a dieta

Bugie e verità sul cibo che mangiamo
di Antonello Cannarozzo

Sono disperato, un depresso ormai cronico; sono entrato nel girone dei dannati: quello delle diete per dimagrire.

Ho accumulato sulla mia scrivania decine di libri sull’ argomento, per non parlare di ritagli di giornali per saperne di più, ma è solo aumentata la mia confusione.

Ci solo le diete di solo frutta, di sole verdure, di cibi crudi, di solo carboidrati e per essere molto espliciti si va anche direttamente al digiuno, più o meno prolungato.

Unica premessa per queste diete, se così vogliamo chiamarle, è quella di avere una salute eccezionale perché ci penseranno poi loro a farci ammalare. 

Ciò che ho ricavato da tutte le letture è che bisogna mangiare di tutto, ma in modiche quantità, senza nulla togliere alla nostra tavola, insomma il classico consiglio dei nostri nonni che, senza essere dei nutrizionisti laureati, lo davano per giunta gratis.

Dunque, tutto bene, finalmente ho la formula per iniziare a dimagrire, ma allora perché cado in depressione.

È presto detto. Se si dà retta a tutti i giornali sull’argomento o peggio, al collega d’ufficio, entriamo nella confusione più tragica tra bugie e verità dove il confine è assai tenue.

Un esempio?

Il latte da qualche tempo si legge che fa male.

Ma come l’elemento della nostra infanzia e poi della nostra vecchiaia?

Nessun animale - è questa la tesi - una volta diventato adulto beve latte, solo che noi umani lo utilizziamo da millenni e attraverso innumerevoli modifiche il nostro genoma si è modificato per produrre l’enzima che scioglie il lattosio e poi, per chi è veramente intollerante a questo elemento nutrizionale, sappia che di solito c’è una tolleranza fino a 125 ml e per chi fosse goloso di formaggi può consumare quelli stagionati dove il lattosio con il tempo scompare quasi del tutto.

Ma questa è solo una delle tante notizie che ascoltiamo sul cibo, come quella sull’ananas che brucia i grassi. È vero, oserei dire verissimo, si chiama bromelina solo che è contenuta nel gambo coriaceo di questo frutto che nessuno, penso, voglia mangiare.

Così per altri prodotti.

Mi ero illuso, ad esempio, di poter tornare ad una dieta antica, fuori dalla modernità ed assaporare così i vecchi sapori di una volta.

 Ho comprato allora tutta una serie di prodotti da forno a base di farina di Kamut, quella degli antichi faraoni, così almeno si racconta, per scoprire poi che si tratta di farina americana non particolarmente pregiata ed anche dal costo non certo economico e risalente agli anni ’60.

Per fortuna ancora ci sono le banane per uno spuntino veloce e ricco di potassio contro lo stress. Peccato che il potassio è contenuto in maggior numero nei kiwi, negli asparagi, nei cavolini e per di più assai meno calorici.

Altre raccomandazioni per una dieta senza se e senza ma è di togliere qualsiasi traccia di grasso nel cibo, senza pensare che il 25/30% delle nostre calorie, dunque della nostra forza, è rappresentato proprio da questo tesoro naturale.

Ed infine, ma solo per motivi di spazio, il solito dilemma della carne: fa bene o fa male?

La migliore per alcuni sarebbe quella cosiddetta bianca, per altri quella rossa, ma con l’avvertenza che può causare malattie più o meno gravi tra cui anche il cancro.

Tutte notizie sulla carne che circolano da anni anche promosse anche da importanti istituti, ma ancora la parola definitiva non c’è nel mondo, anzi se non viene assunta completamente, come per alcune diete, c’è il rischio di carenze alimentari anche gravi.

Alla fine decido per i cari prodotti del contadino, ma anche qui bisogna stare attenti e comprare da chi veramente conosciamo perché difficilmente questi prodotti sono controllati per quanto riguarda la coltivazione, l’uso, ad esempio, di diserbanti o di fertilizzanti vietati, quando poi addirittura il prodotto che compriamo non viene sempre dall’orto o dalla campagna del contadino, ma spesso da tutt’altra parte come  dai mercati generali per poi essere rivenduti a prezzi maggiorati a noi che abbiamo fatto chilometri per raggiungerlo quando bastava andare al supermercato quello sotto casa quello sì a km zero.

Ritorno allora sconfitto ai consigli dei miei nonni di mangiare di tutto, ma in modiche quantità.

Addio piatti stracolmi di pasta asciutta, bistecche che escono dal piatto o insalatone unte di tanto olio, pizze napoletane ricche di condimento, basterà di tutto prenderne solo un quarto di tutto sperando durante la dieta di non morire di inedia, ma ho tempo per questo pericolo; debbo perdere ancora quaranta chili per tornare in forma e la morte per fame non è certo dietro l’angolo.

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