Rosetta_comet_observed_with_Very_Large_Telescope. Fonte: rosetta.jpl.nasa.gov/ Credit: C. Snodgrass/ESO/ESA

Investire sulla conoscenza:

Solo un sasso?
di Luisanna Tuti

“Che esagerazione lo stato di allerta diramato su Roma per informare i cittadini dell’uragano in arrivo…”
“Certo a Genova è successo quel disastro, perché i cittadini non sono stati informati…”
Dice un vecchio proverbio “Meglio aver paura che buscarne!” Quindi, personalmente, sono d’accordo nell’allertare anziché tacere.
Il problema però non è, se dire o non dire: il problema è che non siamo mai soddisfatti!
Mi rifaccio all’atterraggio della sonda ‘Rosetta’ sulla cometa ’67P’. “E’ costata troppo”; “capirai è partita nel 2004. Chi l’ha vista partire sarà già morto...”; “per andare a raccogliere un po’ di polvere, potevano risparmiare quei soldi...”; “mi sembra che solo gli scienziati siano contenti…, alla gente…”; “figurati, dicono che anche l’Italia ha contribuito: ha montato una trivella, e allora??...”
Posso anche capire coloro che, nella mente dei bambini, vedono distruggere il mito della Cometa, della stella luminosa che guidò i pastori verso la grotta di Betlemme. Quella stella, dalla lunga coda che illuminava il firmamento, è stata, anche nella fantasia di noi bimbi, un sogno che speravamo di poter vivere ogni volta che guardavamo il cielo. In particolare nelle notti d’estate, quando le stelle cadenti tracciano quelle scie sfavillanti, vere comete del nostro immaginario. Certo, si sta avvicinando Natale e i bimbi che hanno partecipato a questa scoperta scientifica, saranno un po’ dubbiosi nel collocare sopra il loro Presepio quella splendente, luminosa stella dorata. Penseranno che, in fondo, secondo le informazione ricevute dai vari TG, le comete sono fatte di materia come la Terra: “ed allora perché illuderci?… Non la mettiamo neanche in cima all’albero, tanto non è vero quello che è stato raccontato dai genitori!!”.
In realtà le comete sono costituite da sostanze volatili, come biossido di carbonio, metano e acqua ghiacciati, paragonabili a palle di neve sporca, che però ci possono raccontare il nostro sistema planetario.
Quindi, al di là delle disillusioni dei nostri piccoli, vorrei sottolineare l’importanza dell’operazione che ci permette di studiare lo spazio intorno a noi, che, almeno apparentemente, ci dimostriamo sempre avidi di conoscere. E’ anche motivo di orgoglio per il nostro Paese che, alla guida della missione, siano due ricercatori scientifici italiani, Paolo Ferri e Andrea Accomazzo, affiancati da Stefano Mottola, come responsabile scientifico. Il costo stimato per questo evento equivale ad una spesa di circa euro 3,50 pro capite per ciascun cittadino del pianeta. In fondo, considerato lo spreco alimentare che si consuma ogni anno nelle famiglie, questo investimento pare veramente esiguo per “Rosetta”. Per conoscere i misteri che ci circondano, personalmente, sarei disposta a finanziare con altrettanti “euri” anche Carlotta, Genoffa, Francesca, Lucia…

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