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Un pericolo dallo spazio e non sappiamo come difenderci

Asteroidi: rischio per la Terra
di Riccardo Liberati

Il sistema solare è costituito da una serie di pianeti rotanti intorno ad una stella di medie dimensioni: il Sole. Sul terzo di questi pianeti, partendo dal più vicino al Sole, viviamo noi e le altre specie viventi che si sono evolute grazie alle favorevoli condizioni di temperatura, clima e quantità di ossigeno. La nostra è una stella di seconda generazione;  vuol dire che prima di lei ce n’era un’altra.

Dopo l’esplosione di quest’ultima, una grande quantità di materia ha iniziato a ruotare su se stessa formando un enorme disco, condensandosi, il disco ha formato i pianeti: purtroppo in questa fase, qualcosa è andato storto. Per ragioni ancora dibattute, una grande massa di materia non è riuscita a riunirsi e a formare un pianeta. Nella zona compresa tra Marte e Giove, probabilmente a causa delle forte gravità di quest’ultimo, si è formata una fascia di piccoli pianetini chiamati asteroidi. Alcuni, come Cerere, Pallade e Vesta, sono talmente grandi da essere di fatto dei piccoli pianeti. Altri, dai nomi meno appariscenti e più tecnici, hanno diametri variabili, da qualche chilometro a poche decine di metri. Le orbite di questi corpi celesti, sono fortemente influenzate da Giove, un gigante talmente enorme da essere praticamente una stella mancata.

Può accadere che per effetto delle perturbazioni dovute alla sua gravità e alla gravità degli altri pianeti a cui si avvicinano, l’orbita di qualcuno di questi asteroidi cambi in modo da intercettare quella della Terra. Quando questo accade, la probabilità di un impatto diventa rilevante.

Ogni giorno il nostro pianeta è investito da piogge meteoriche: piccoli asteroidi che sono catturati dalla forza di attrazione della gravità terrestre e precipitano a velocità dell’ordine della decina di chilometri al secondo. Fortunatamente l’urto con gli strati alti dell’atmosfera li disintegra e a noi non resta altro che vedere in particolari momenti dell’anno in cui questa pioggia è più consistente, lo spettacolo delle ‘stelle cadenti’.

Che cosa accade però, quando la grandezza di queste meteore è molto grande o il materiale di cui sono fatte è di tipo metallico? L’atmosfera non ce la fa a disintegrarle e cadono sulla superficie terrestre. In questo caso la forza d’urto è talmente grande da causare vere e proprie catastrofi planetarie. Secondo una teoria accettata dalla maggior parte della comunità scientifica, fu proprio l’impatto di una di questi oggetti a causare le più grandi estinzioni di massa della vita sulla terra.

Un asteroide o forse una cometa caduta nella zona dello Yucatan avrebbe addirittura causato la totale estinzione dei dinosauri, signori incontrastati del pianeta per milioni di anni. Quanti sono gli asteroidi? Nessuno lo sa. La NASA ha catalogato fino ad oggi circa 15000 pianetini di diametro variabile. Di questi, sono noti i parametri orbitali e tra questi qualcuno potrebbe costituire nel prossimo futuro una minaccia mortale.

Da molti anni è in atto un programma internazionale per la ricerca e la catalogazione di questi sassi cosmici, ma ovviamente ci vorrà molto tempo e una buona dose di fortuna per catalogarne almeno il novanta per cento.

A Luglio del 2017 la terra è stata sfiorata da un asteroide di qualche decina di metri di diametro e gli astronomi se ne sono accorti soltanto dopo il suo passaggio. Questo dà un’idea del rischio che corriamo. C’è tuttavia un’altra minaccia ancora più tremenda anche se meno probabile: le comete. Molte di loro provengono dalla fascia più esterna del sistema solare, la cosiddetta fascia di Kuiper e molte, come la famosa cometa di Halley hanno orbite note. Alcune tuttavia hanno orbite aperte: sono catturate dalla enorme forza gravitazionale del Sole, gli girano attorno e se ne vanno per non ritornare mai più. Non avendo orbite ricorrenti, è impossibile prevederne la traiettoria.

Se uno di questi giganti dovesse entrare nel sistema solare e impattare sulla Terra, vi potrebbe essere un’estinzione di massa e la razza umana potrebbe non sopravvivere. Nei primi anni 60 il Sole attirò nella sua morsa gravitazionale una cometa, la Shoemaker – Levy. Spaccata in ventuno frammenti cadde su Giove tra il 16 ed il 21 Luglio del 1994. Per il pianeta più grande del sistema solare fu una catastrofe. Non ostante Giove disti circa ottocento milioni di chilometri dalla terra, l’evento fu facilmente visibile con i telescopi. L’impatto tremendo provocò una gigantesca macchia nella sua atmosfera e passarono mesi prima di scomparire. Se invece di precipitare su un pianeta disabitato avesse colpito la nostra terra, molto probabilmente la nostra specie si sarebbe estinta e con lei migliaia di altre specie viventi.

E’ possibile che prima o poi un tale evento riguardi la Terra? La risposta è drammaticamente affermativa. Non sappiamo quando avverrà, ma di sicuro avverrà, così come è già avvenuto in passato.

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