Fotografia originale a colori dell'Eruzione del Vesuvio del 1944, vista da Napoli. https://it.wikipedia.org/wiki/Vesuvio#/media/File:Eruzione_del_Vesuvio_del_1944b.jpg

L'esplosione del vulcano cambierebbe il clima dell'intera Europa

Il Vesuvio pronto a risvegliarsi
di Riccardo Liberati

Il Vesuvio è il vulcano più famoso del mondo. Il golfo di Napoli che gli fa da cornice è uno dei luoghi più incantevoli e ricchi di storia dell’intero pianeta, un vero paradiso per gli archeologi e gli storici dell’età classica.
Pompei ed Ercolano sono tra i luoghi più visitati d’Italia e d’Europa, una vera e propria finestra sullo stile di vita della civiltà romana di venti secoli fa. Il Vesuvio dorme dal 1944.
In quell’anno, un’eruzione ricordò a chi se ne fosse eventualmente dimenticato che il vulcano non era morto, ma semplicemente dormiva.
L’eruzione del 1944 non fu devastante come quella del 79dC, ma gli esperti sapevano benissimo che in futuro quel tipo di esplosione eruttiva avrebbe potuto verificarsi ancora. Negli ultimi anni, una serie di segni premonitori ha messo in allarme i vulcanologi.
Terremoti di lieve entità nella zona flegrea fanno sospettare che laggiù nelle profondità della camera magmatica sottostante il cratere, qualche cosa si stia muovendo.
Negli ultimi mesi, il grado di allarme dei vulcanologi è passato dal verde al giallo, appena un gradino sotto il rosso, il massimo livello di allerta.
Il Vesuvio è il sistema vulcanico più controllato al mondo.
Posto in una zona tra le più densamente popolate d’Europa, è come un deposito di alto esplosivo messo nella cantina di un palazzo di dieci piani.
Recentemente, un ingegnere fluidodinamico della New York University, Flavio Dobran, ha utilizzato un complesso modello di simulazione per valutare l’effetto di una possibile eruzione esplosiva del complesso vesuviano.
I risultati non sono confortanti. In assenza di chiari fenomeni che avvertirebbero in maniera inequivocabile la popolazione dell’imminente eruzione dandogli la possibilità di allontanarsi, in soli quindici minuti un milione di persone perderebbe la vita.
In appena quattro minuti dalla prima esplosione, Boscoreale, Somma vesuviana e Ottaviano sarebbero investite da una nube ardente di circa mille gradi centigradi che rotolando dai fianchi della montagna a una velocità di oltre cento metri al secondo spazzerebbe ed incenerirebbe qualsiasi cosa si trovasse sul suo tragitto.
Sessanta secondi dopo, anche Torre Annunziata sarebbe letteralmente incenerita e appena pochi secondi dopo, Ercolano subirebbe la stessa sorte.
I modelli di simulazione sviluppati nei vari centri di ricerca vulcanologica in tutto il mondo non danno molte speranze.
Quando il Vesuvio si sveglierà, potrebbe liberare una tale energia che al confronto le atomiche di Hiroshima e Nagasaki sarebbero paragonabili ad un petardo.
L’incertezza non riguarda tanto il se o il come, ma il quando. Nessuno al momento è in grado di prevedere il momento esatto del risveglio.
L’unica speranza è che la natura sia così generosa da avvertire con parecchie ore di anticipo gli addetti alle operazioni di evacuazione.
Tuttavia anche nel caso di una serie di segni premonitori che consentirebbero di evacuare le zone a rischio con parecchie ore o forse giorni di anticipo, non staremmo comunque tranquilli.
Tutto dipende dalla potenza dell’esplosione. I vulcani sono imprevedibili: il Vesuvio è un tipico sistema a magma acido.
Il magma acido dà luogo a eruzioni esplosive, al contrario dei vulcani della Polinesia a magma basico che emettono lava in continuazione senza dare luogo a esplosioni vere e proprie. Circa trentanovemila anni fa una violenta eruzione vesuviana, la più potente in Europa negli ultimi duecentomila anni, devastò completamente tutta l’Italia centromeridionale distruggendo l’intera area oggi chiamata Campania. Una colonna di cenere si alzò fino a un’altezza di 44Km oscurando il sole e facendo piombare l’intero pianeta in una sorta di ‘inverno vulcanico’.
In Europa le temperature medie si abbassarono di circa otto gradi e di ben due gradi nel resto del mondo.
Se una tale eventualità dovesse verificarsi, non basterebbe evacuare la zona oggi considerata a rischio, ma tutta l’Italia centromeridionale sarebbe in gravissimo pericolo e l’intera Europa non si troverebbe certo al riparo da sgradevoli conseguenze climatiche.
Per fortuna eruzioni del genere sono abbastanza rare, ma ciò non esclude che al suo risveglio il Vesuvio potrebbe fare cose sorprendenti e le sorprese non sarebbero certamente gradevoli.

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