Commemorazione CNR 60 Anni Europa

Ricordati al Cnr i 60 anni dai Trattati di Roma

Scienza: una grande sfida europea
di Antonello Cannarozzo

In un atmosfera assai grigia, tra blindati e forze dell'ordine per paura di attentati, sono stati celebrati a Roma, lo scorso 25 marzo, i 60 anni della firma del trattato che dette vita alla futura Unione Europea.
Una giornata che ha illustrato bene la situazione di isolamento in cui versa il sogno di Adenauer, De Gasperi e Spinelli tra crisi economica, Brexit, il crescente successo dei vari populismi ed in tutto questo senza una vera leadership in grado di parlare con una voce unica al resto del mondo.
Oggi l'Europa rischia di essere il classico vaso di coccio tra quelli di ferro specialmente in questi ultimi giorni dove la temperatura internazionale sta salendo in maniera esponenziale.
Eppure in questa contesto politico così precario, l'Europa ha dimostrato una vitalità poco conosciuta in un ambito che dovrebbe inorgoglirci come i tanti successi nel campo scientifico.
Lo scorso venerdì 7 aprile la comunità scientifica dell’Unione Europa si è incontrata a Roma, presso la sede Cnr (Consiglio nazionale della ricerca), per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma fondativi dell’Ue e i 10 anni dello European Research Council (Erc) con il convegno: 'La ricerca come supporto ai processi di unificazione dell’Unione Europea – verso una diplomazia scientifica'
L’incontro ha visto, tra gli altri, gli interventi del presidente del Cnr Massimo Inguscio, di Carlos Moedas, Commissario europeo per la ricerca, la scienza e l’innovazione, di Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, del ministro dell’Istruzione, università e ricerca Valeria Fedeli e di Jean Pierre Bourguignon, presidente Erc.
La ricerca ha assunto un ruolo di primaria importanza nella creazione di un’Europa unita e nella condivisone dei saperi - ha dichiarato il presidente del Cnr Inguscio - con migliaia e migliaia di giovani ricercatrici e ricercatori che con passione e talento hanno lavorato assieme nei diversi Paesi in Europa e nel resto del mondo”.
Una verità che ha visto negli anni risultati scientifici delineare una svolta per la società contemporanea, attraverso il benessere delle persone e una maggiore sensibilizzazione per la salute per il nostro habitat naturale.
Successi che hanno segnato traguardi fondamentali per la scienza e la tecnologia, cambiando radicalmente la visione dell’uomo e del mondo come le missioni spaziali, il laser nelle applicazioni industriali e mediche, l’informatica e il world wide web. Questa forte innovazione è stata potenziata e sviluppata solo negli ultimi dieci anni rivoluzionando la nostra vita: si pensi solo alla Ict (Information and communication technology), tutti quei metodi e tecnologie  che realizzano i sistemi di trasmissione, ricezione ed elaborazione di informazioni anche digitali.
I lavori del convegno si sono sviluppati su quattro argomenti: Idee, Mobilità, Benessere ed Innovazione, temi che collegano trasversalmente lo sviluppo di idea/ideale Europeo nei settori della ricerca in via di approfondimento.
Dunque, le idee come motore di eccellenza scientifica che sostenga la crescita dell’Europa nell'economia, nel benessere dei cittadini ed ancora come seme della conoscenza e un ambito per la ricerca e per le sue applicazioni.
La mobilità come libertà di movimento per la conoscenza, le persone, i prodotti e la cultura. Il famoso programma Erasmus, le Marie Curie fino all’ERC hanno consentito l’  abolizione di barriere culturali e l’inizio di rapporti scientifici ancor prima che governativi.
Il benessere nel quale si registrano tra le più importanti scoperte degli ultimi 60 anni per una vita lunga, serena e in salute. Una sfida ancora in atto in grado di offrire soluzioni per la riduzione dei costi sociali per la salute che assorbono la più grossa fetta dei Pil nazionali ed infine l'innovazione con la ricerca, vero fulcro dello sviluppo industriale europeo, avviando la collaborazioni fra parti interessate che superino gli ambiti nazionali.
L’Europa unita può fare molto in questa direzione, come è stato ribadito, con un effetto trascinamento dei Paesi più dinamici, ma anche promuovendo più investimenti e innovazione.
Oggi l'Europa, nonostante i tanti problemi, è, dunque, ancora al centro di una spinta di progresso scientifico importante. C'é solo la speranza di non perdere nella sfida planetaria anche questa fondamentale e, forse, ultima occasione.

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