Immagine tratta dal documentario Before The Flood (Leonardo Di Caprio e Piers Sellers)

Leonardo Di Caprio e gli effetti del cambiamento climatico

Before The Flood
di Lorenza Rallo

Con Before The Flood, Leonardo Di Caprio dà la conferma di quanto sia da sempre un ambientalista convinto e particolarmente sensibile alle tematiche che riguardano il cambiamento climatico, il futuro della Terra e il destino dell'umanità.

L'attore è stato riconosciuto dall'Onu Messaggero di Pace delle Nazioni Unite e Before The Flood rappresenta il prodotto finale della sua missione, durante la quale si è impegnato a girare il mondo per 3 anni constatando le conseguenze del cambiamento climatico in ogni angolo del pianeta.
Dal documentario esce un quadro della Terra allarmante. La situazione è terrificante e Leonardo Di Caprio non riesce a nascondere la preoccupazione, spesso appare pensieroso e visibilmente sconvolto. Un uomo terrorizzato dal processo irreversibile nel quale si trova la Terra.
Durante il suo viaggio affronta le cause legate al riscaldamento globale e altri argomenti come le emissioni dei gas industriali, l'olio di palma e la conseguente deforestazione, lo scioglimento dei ghiacciai, l'inquinamento delle falde acquifere e la produzione del tabacco.
Incontra personaggi di spicco tra cui Barack Obama e Papa Francesco, e li utilizza come portavoce di una campagna di sensibilizzazione mondiale. Lo stesso Leonardo Di Caprio sfrutta la sua immagine per portare in alto la bandiera della salvaguardia ambientale.
La piaga del pianeta è la disinformazione e l'obiettivo di Before The Flood è responsabilizzare l'uomo prima che sia troppo tardi. C'è ancora un barlume di speranza e l'uomo può ancora fare qualcosa. Vi è una accesa campagna a favore delle energie rinnovabili e ciò che auspica l'attore è un cambiamento radicale e di tendenza riguardo lo sfruttamento del Pianeta.
Affinché il cambiamento sia attuabile deve partire dal singolo individuo, grazie al quale sarà possibile cambiare le grandi realtà. A detta di Leonardo Di Caprio è possibile fare qualcosa «cambiando stile di vita e con i propri comportamenti dettare nuove leggi al mercato. Consuma meno, mangia differente, scegli l'energia rinnovabile, vota meglio». Consigli utili e mirati, che se fossero presi a cuore da tutti gli abitanti del Pianeta porrebbero le basi per un inversione di rotta concreta e reale.
Before The Flood, diretto da Fisher Stevens e prodotto da Martin Scorsese, è stato presentato anche al Toronto Internetional Film Festival e alla Festa del cinema di Roma ed è andato in onda su National Geographic Channel il 30 ottobre.
La pellicola è stata girata durante il periodo in cui Leonardo Di Caprio era impegnato nelle riprese di The Revenant. Il film di Iñárritu ha rappresentato il punto di partenza per questo progetto. Durante la Notte degli Oscar, Leonardo Di Caprio premiato come miglior attore protagonista, ha dichiarato quanto segue:
«Girare The Revenantè stato occuparsi della relazione tra l'uomo e il mondo naturale. Un mondo che abbiamo collettivamente percepito, nel 2015, come l'anno più caldo di sempre. La nostra produzione ha avuto bisogno di spostarsi fino alla punta più meridionale di questo pianeta solo per trovare la neve. I cambiamenti climatici sono reali, stanno accadendo in questo momento. È il pericolo più grave che la nostra intera specie si trova ad affrontare, e dobbiamo lavorare insieme e smettere di procrastinare».
Il documentario si apre e si chiude con il famoso Trittico del giardino delle delizie di Bosch, utilizzato per spiegare il processo del Pianeta. Nell'opera di Bosch è visibile la trasformazione che porta dal Paradiso terrestre all'Inferno. Un'immagine che richiama inevitabilmente la condizione attuale della Terra: nell'ultimo pannello del Trittico, le bellezze del nostro pianeta sono devastate. La Terra in queste condizioni non è più una dimora confortevole ma un paesaggio decadente, proprio come accade adesso a causa del global warming. Un'immagine profetica.
Secondo Leonardo Di Caprio: «è il momento di mettere da parte le reticenze, le scuse, le infinite ricerche. Rappresentiamo l'ultima speranza della Terra. È il nostro dovere proteggerla, o per noi e per tutte le forme di vita che la popolano sarà la fine».
Ce la farà l'uomo a fermare tutto questo?

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