Sea temperature and bleaching of the Great Barrier ReefBy Norman Kuring and Robert Simmon, based on data provided by Scarla Weeks, University of Queensland - http://earthobservatory.nasa.gov/Newsroom/NewImages/images.php3?img_id=17237, Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=736969

Ennesimo danno del cambiamento climatico

Lo sbiancamento della grande barriera corallina
di Caterina Salvati

Uno tra i più ricchi ecosistemi della terra rischia di essere distrutto e lancia l’allarme mostrandosi privo dei suoi colori unici.A variety of colourful corals on Flynn Reef near Cairns. By Toby Hudson - Own work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=11137678
Che il nostro pianeta stia soffrendo è ormai un dato di fatto, così come è sotto gli occhi di tutti che l’impatto incosciente dell’uomo determini effetti sempre più distruttivi sull’ambiente.
Nonostante questa sia una drammatica consapevolezza, l’umanità mantiene pressoché immutato il suo modo di sfruttare la natura. Non occorrono particolari sensibilità oppure speciali approfondimenti per notarne gli evidenti effetti.
L’ultimo, inquietante ed eclatante, sintomo della malattia della Terra ci viene purtroppo da uno dei più preziosi “monumenti” della natura: la grande barriera corallina.
La Great Barrier Reef
, che si estende per circa 2.600 km lungo le coste australiane del Qeensland, è uno dei più complessi e ricchi ecosistemi esistenti, oltre che una meraviglia da vedere. Data la sua estensione, la barriera australiana è visibile anche dallo spazio, e sono state proprio le riprese aeree a permettere di denunciare il drammatico fenomeno di sbiancamento che l’ha colpita.
Gli esperti della National Coral Bleaching Taskforce, ossia l’organo incaricato dal governo dell’Australia di sorvegliare il fenomeno dello sbiancamento, ha diffuso nelle ultime settimane notizie davvero angosciose: circa il 95% dei coralli avrebbe ormai perso il suo colore. A green sea turtle on the Great Barrier Reef. By Nize at English Wikipedia, CC BY 2.5, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=1940647
L’esperto in biologia marina Terry Hughes, della James Cook University, ha dichiarato alla BBC che il lavoro svolto con la task force sulla barriera è risultato il più triste viaggio di tutta la sua carriera. Sorvolando in elicottero tutto il sito, il team di studiosi ha certificato che su 520 barriere soltanto 4 non hanno ancora presentato i segni della decolorazione.
La perdita del colore, di quella che è la meravigliosa casa di circa 1600 specie di pesci, un tesoro di biodiversità, è causata dal surriscaldamento delle acque. L’aumento della temperatura dei mari, che assorbono il 93% dell’aumento di calore della terra stessa, crea nel corallo il rilascio di una particolare alga (detta zooxanthellae) che conferisce ad essi la colorazione.
Il fenomeno dello scolorimento, ormai vastissimo, fino a qualche anno fa era molto raro e localizzato ma ora  potrebbe essere il segnale che l’intera barriera si stia avviando verso il deterioramento e la morte dei delicati organismi del corallo. Gli studiosi del gruppo di Huges hanno precisato che il processo non è ancora irreversibile ma è necessario attuare in tempi brevissimi delle contromisure efficaci. Potrebbero volerci decine e decine di anni perché il coral reef ritorni a mostrarsi variopinto.
Meno di un anno fa l’Unesco (che considera la barriera corallina patrimonio dell’umanità dal 1981) aveva votato contrariamente all’inserimento della stessa nella lista dei patrimoni in pericolo.

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