Accordo
di Roberto Mostarda

Senza eccessivo clamore, ma con qualche speranza, 195 paesi hanno raggiunto a Parigi un accordo sui cambiamenti climatici che limita in prospettiva le emissioni per contenere il riscaldamento del pianeta.
Accordo, dunque, la parola di questa settimana. Non si può dire se sia il termine adatto a quanto successo tra montagne di numeri, simulazioni, calcoli infiniti. Una cosa va subito detta. Nella parola si nasconde il suo valore. In accordo vi è la radice latina che indica il cuore (cor, cordis), dunque un impegno che nasce o dovrebbe dal profondo del sentire umano. Dunque annettere il cuore a quanto accaduto nella capitale francese può apparire arduo. Forse dovrebbe parlarsi più di un’intesa con un valore più pratico e meno sentimentale.
Accordo, infatti, indica nel dizionario, la concordia, l’armonia di sentimenti in una o più cose.
Si può parlare di accordo anche come incontro di volontà per cui due o più persone convengono di seguire un determinato comportamento nel reciproco interesse, per raggiungere un fine comune o per compiere insieme un’azione o un’impresa. O ancora si dice accordo criminoso, quello tra due o più persone allo scopo di commettere un reato; se quest’ultimo si verifica si ha il «concorso nel reato».
In termini economici poi si indica un incontro di consensi fra due o più contraenti inteso alla perfezione di un contratto o, più in genere, di un negozio giuridico.
Ancora accordo vuol dire patto, convenzione fra persone singole o enti collettivi (per esempio nel diritto amministrativo, l’accordo fra comuni per la costruzione di un acquedotto), fra imprese, fra categorie economiche, e quelli fra stati per regolare un determinato ordine di rapporti (economici, culturali, politici) sul piano internazionale.
La parola accordo si impiega anche in musica, e con essa sin intende la giustapposizione di più suoni, e, in senso stretto, giustapposizione dei tre suoni d’una stessa funzione tonale.
Riferito a colori, indica un armonico e ben intonato accostamento che produce un gradevole effetto; riferito a elementi architettonici, ne indica la proporzionata e armonica distribuzione. Molti altri i significati in fisica, in radiotecnica e via dicendo.
Naturalmente sono pressoché infinti i possibili impieghi del termine accordo in ogni ambito. Etico, scientifico, sociale.
Essere d’accordo indica la possibilità di evitare conflitti, contrasti, liti. Andare d’accordo indica la condivisione di una situazione, di un percorso, un camminare insieme verso un obiettivo senza rallentamenti dovuti a posizioni critiche o alternative.
Torna sempre importante ricordare la radice della parola che viene da cuore. Non il solo muscolo involontario che ci tiene in vita, ci fa soffrire e ci fa gioire. Ma quel complesso di valori, sentimenti, passioni che fanno parte della vita cosciente degli esseri umani.
E’ dunque positivo che nei rapporti umani si raggiunga un accordo perché con esso ci si impegna al massimo grado con tutto il proprio essere. E dunque non si dovrebbe contemplare in esso, la possibilità contraria: il disaccordo.
Tornando al Cop 21 di Parigi e alle sue conclusioni, è da sperare che nel pratico attuarsi, nelle verifiche quinquennali, di accordo si continui a parlare come qualcosa che ci accomuna come uomini su questo spettacolare e delicato pianeta. E che il rapporto cordiale costituisca la cifra di riferimento contro egoismi e particolarismi che hanno poi il pericoloso retrogusto di un autogol, il cui risultato negativo colpirebbe poi, come già accade ogni angolo del globo!

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