La parola della settimana

Tunnel
di Roberto Mostarda

Si tratta di una di quelle parole che appaiono e scompaiono nella dialettica e nella cronaca, un po’ come l’immagine che evocano. Che però, grazie al ministro per le infrastrutture e i trasporti Toninelli, hanno assunto un valore quasi teatrale, cabarettistico. Forse la stanchezza, forse gli impegni come spesso sottolinea Crozza nella sua imitazione, lo hanno spinto ad immaginare già costruito e funzionante un tunnel che non c’è ancora, quello del Brennero. Di più un suo compagno di partito sempre nell’esecutivo ha poi affermato che bisognerà vedere se i lavori in corso continueranno! Dalla boutade, insomma, siamo calati nel non sense alla Jonesco.

Parliamo di lui, allora, in senso reale e metaforico, del tunnel parola che ci viene dall’inglese, in italiano useremmo galleria, nonché anche dal francese antico tonnel (corrispondente al tonneau, ossia «botte»), per la caratteristica forma del tetto della galleria. E’ vocabolo che viene adoperato spesso come sinonimo di galleria e, in qualche caso, di traforo e si è largamente affermato nell’uso, e spesso in modo predominante, per indicare un passaggio sotterraneo artificiale, soprattutto come sede stradale e ferroviaria.

In senso figurato il termine indica una situazione o condizione negativa, gravemente pericolosa, dalla quale è difficile uscire o il cui superamento è comunque, o appare, molto lontano nel tempo; soprattutto nelle espansioni entrare o essere nel tunnel, uscire dal tunnel (della drogadella malattiadell’inflazionedella crisi economica, e via dicendo).

Nel linguaggio economico finanziario internazionale, proseguiamo con il dizionario, indica invece la fascia di oscillazione entro la quale possono fluttuare, rispetto alla moneta base di riferimento, le monete dei varî stati aderenti al «Fondo monetario internazionale». Con altro uso figurato nel gioco del calcio, vuol dire superare l’ostacolo di un avversario facendogli passare il pallone tra le gambe. Ancora in modo estensivo, vuole indicare passaggi, apparecchi, impianti e strumenti a forma di tunnel, o con funzioni analoghe a quelle di un tunnel. Così nelle costruzioni navali, la galleria per l’albero dell’elica. Analogamente nelle autovetture, tunnel della trasmissioneè il canale ricavato nel pavimento per l’alloggio dell’albero di trasmissione. In aerodinamica, si parla di tunnel aerodinamico, lo stesso che galleria aerodinamica. Restando alla scienza, in termostatica, è frigorifero quel tipo di surgelatore continuo in cui i prodotti da surgelare vengono introdotti mediante un nastro trasportatore. Forno a tunnel è un tipo di forno largamente usato, con forme e denominazioni particolari, nell’industria ceramica, siderurgica, chimica, alimentare, costituito da una lunga galleria attraverso la quale, su nastri trasportatori, rulli, carrelli, ecc., viene lentamente fatto passare il materiale da trattare e sulle cui pareti sono opportunamente disposte fonti di calore (il calore emanato dal materiale in uscita viene recuperato sotto forma di aria calda e usato per il preriscaldamento del materiale in entrata)Può essere di lavaggio indicando l’impianto per autovetture di cui sono dotate alcune stazioni di servizio; ha la forma di una breve galleria nel cui interno sono sistemati i getti d’acqua e le spazzole rotanti che provvedono al lavaggio delle vetture mentre avanzano lentamente da un’estremità all’altra. 

Ancora in anatomia, pensiamo a quello carpale, o aponeurotico, canale costituito da fasci fibrosi interposti tra le aponeurosi palmari superficiale e profonda della mano, nel quale decorrono i tendini dei muscoli flessorî. Con funzione appositiva, in fisica, l’effetto tunnel è il fenomeno, tipicamente quantistico, per cui una particella ha una probabilità diversa da zero di superare una barriera di potenziale anche quando la sua energia è minore del valore massimo della barriera di potenziale.

A dire il vero, l’azione del governo e le uscite dei suoi esponenti danno la sensazione di essere entrati in un tunnel alla cui fine, si spera vi sia un’uscita all’aperto ossia una soluzione ai problemi che nella galleria ci portiamo dietro. Non sono solo le richieste dei commissari europei, le indicazioni di correzioni da apportare alla manovra il fardello, piuttosto la massa di nodi cruciali, sociali, economici, e in prospettiva anche politici a caricare le spalle degli italiani. E l’aver messo in moto una serie di aspettative e di misure pesanti e non sempre conciliabili, indicando che tutte saranno portate a compimento, sta creando l’effetto tunnel, un ingorgo nel quale si entra e si fatica poi ad uscire non potendo sapere in anticipo quale sia la sua lunghezza.

In tutto questo, l’immaginifica visione del ministro che vede tunnel anche dove non vi sono e immagina ponti che fungano da centri di aggregazione e non di snellimento del traffico, crea sicuramente un po’ di singolare ilarità momentanea, facendoci subito dopo ripiombare nella sindrome del tunnel, quasi un figurato buco nero nel quale si entra ma dal quale allo stato delle conoscenze fisiche e astronomiche, non è possibile o facile poter uscire!

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