La parola della settimana

Rispetto
di Roberto Mostarda

Per una volta, ci sia consentito allontanarci dal consueto terreno di ricerca di termini che esprimano in un solo vocabolo la situazione del nostro paese. Sembra opportuno invece soffermarsi su una vicenda dolorosa che in questi giorni si sta dipanando davanti all’opinione pubblica, pur nell’assoluto riserbo che circonda la vicenda. Ci riferiamo ovviamente al repentino cambio della guardia ai vertici della casa automobilistica Fca e alla umana vicenda del suo ormai ex amministratore delegato. Nelle ore successive alla maggior chiarezza sul mutamento di vertici, si è potuto comprendere la situazione disperata della persona che in quattordici anni ha risanato – certo con sacrifici e difficoltà – la vecchia Fiat e fatto nascere un competitor globale nel settore dell’automotive.

Quello che più ha colpito, nella canea esplosa su internet con l’augurio di scomparsa prematura e di altre ignominie, è certamente qualche svarione, caduta di stile e sostanzialmente inutile analisi “post mortem” in capo a un uomo ancora in vita ancorché gravissimo.

Le esasperazioni sul web si sa fanno esplodere il peggio di quel che la pancia del paese pensa. Peraltro consistenti sono state anche le prese di posizione contrarie mostrando anche una faccia più rispettabile degli italiani.

Due in particolare le cose che hanno attirato l’attenzione: le dichiarazioni di un esponente politico di LeU e il titolo di un quotidiano storico e conosciuto per la sua irriverenza e che tuttavia in questa circostanza non ha evitato di essere di cattivissmo gusto.

Sulla persona si possono avere opinioni, valutazioni e giudizi liberi e corretti anche nelle critiche. Tuttavia quel che ci appare veramente agghiacciante è il modo in cui i due casi sopracitati hanno pensato di commentare la situazione. Nel primo caso l’esponente politico e presidente della regione Toscana ha sottolineato che l’ex ad di Fca, Marchionne, dovrebbe chiedere scusa a tutti coloro che hanno avuto problemi di lavoro per la ristrutturazione della casa automobilistica in Italia, perdendo l’occasione di qualche giorno di silenzio per l’aggravarsi delle condizioni della persona e con tutto il tempo a disposizione per analisi sociologiche e politiche. Non si è trattenuto e ha dato un pessimo esempio naturalmente seguito a valanga sul web.

Nel secondo caso, il quotidiano ha pubblicato una foto del non più amministratore delegato con un titolo eloquente “E così Fiat”. Anche in questo caso al di là dell’arguzia sempre riconosciuta a titoli e copertine del Manifesto, un’occasione perduta di buon senso e senso della misura, anche da una tribuna sempre critica sulla persona.

Parliamo, in poche parole di rispetto, attitudine e sentimento che sembra scomparso dal nostro paese ma che forse qualche segnale di presenza lo aveva avuto in occasioni di drammatici eventi come quello che si svolge dinanzi ai nostri occhi. Con questo vocabolo si indica il sentimento e l’atteggiamento di riguardo, di stima e di deferenza, devota e spesso affettuosa, verso una persona.  Anche con riferimento a istituzioni civili o religiose o alle cose che le simboleggiano. Ancora si indica con riferimento alla manifestazione concreta di tale sentimento mediante azioni o parole, o il sentimento che porta a riconoscere i diritti, il decoro, la dignità e la personalità stessa di qualcuno, e quindi ad astenersi da ogni manifestazione che possa offenderli, il comportarsi in modo da non offendere il proprio onore, la propria dignità e personalità.

Questo il valore della parola nelle sue diverse declinazioni. Da aggiungere che nell’occasione della quale si parla, la carenza di rispetto si evidenzia nei confronti di un essere umano in condizioni gravissime e non più in grado di replicare. Dunque un’attitudine spregevole dinanzi alla quale si rimane senza parole e le troppe che vengono dette risultano oggettivamente fuori quadro, fuori contesto e assolutamente vacue ed inutili! 

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