Confusione
di Roberto Mostarda

Che il nostro paese si divenuto di difficile comprensione sia sociale che politica è un dato di fatto ed un elemento di studio nei prossimi decenni alla ricerca del bandolo di una matassa inestricabile almeno in apparenza. Ma un dato certo c’è ed è indubitabile: l’Italia attraversa il periodo più caotico e incomprensibile della sua pur variegata storia nazionale. E’ la confusione, l’elemento distintivo. Confusione che attraversa tutto e tutti.
Partiamo allora dal nostro consueto dizionario per descrivere la parola. Confusione, dunque, deriva dal latino confusio, sostantivo del verbo confundĕre, ossia è facile comprenderlo «confondere». Il primo approccio ci dice che confondere, il confondersi, l’essere confuso sono altrettanti status derivanti dall’azione del termine. Nel particolare possiamo aggiungere che si delinea con questa parola la situazione di più cose o persone mescolate o riunite insieme alla rinfusa; quindi anche disordine, scompiglio, tumulto. La confusione può riguardare qualunque ambito: di oggetti d’ogni speciedi vocidi suoni. Basti pensare alla confusione delle lingue che biblicamente  coinvolse i costruttori della torre di Babele mettendoli nell’impossibilità d’intendersi l’un l’altro. Così in senso estensivo si usa anche  come sinonimo di chiasso, rumore.
Esiste anche la confusione in elettronica come contromisura radioelettrica attiva consistente nella emissione di radioonde e, in genere, di perturbazioni radioelettriche, che si propone lo scopo d’ingannare il nemico nell’interpretazione dei dati fornitigli dai suoi mezzi radioelettrici e di presentare false indicazioni ai suoi dispositivi. Può anche parlarsi di scambio di una persona o di una cosa per un’altra. Nel diritto si vuole intendere la riunione nella stessa persona di qualità o condizioni contrastanti di natura patrimoniale in maggioranza.
C’è poi la confusione come disordine mentale, incapacità di ordinare le idee e in psichiatria, lo stato mentale, temporaneo o persistente, caratterizzato da annebbiamento del pensiero, turbamento emotivo e talvolta da disorientamento nel tempo e nello spazio; come fenomeno accessorio è sinonimo di stato confusionale. Infine, può indicarsi il turbamento, l’imbarazzo, l’umiliazione, lo scorno.
Insomma, potremmo dire, che anche il dizionario ci crea e ci mette in gran confusione, rendendoci difficile analizzare di che cosa realmente si tratti rischiando proprio di metterci “in confusione”.
Tornando al tentativo di capire il nostro stato di paese, la prima considerazione che si affaccia è che l’Italia è un paese in stato confusionale da almeno 25 anni. Non che in precedenza fosse un paese pacificato e sereno, ma la crescita economica e della ricchezza aveva posto le basi per una maggiore armonia ancorché temporanea e anche in politica gli elementi in gioco erano chiari: da una parte i moderati e i riformisti, dall’altra i comunisti e la sinistra in genere. Era tutto più semplice e comprensibile? Non proprio se si guardava infatti sotto il livello pubblico, si scopriva molto non detto, non spiegato, non superato. Ma le grandi idee emerse nel dopoguerra riuscivano a riportare un po’ di ordine.
La realtà attuale, quella scaturita dalla “rivoluzione” del 1992 e dalle sue contrazioni successive e dalle sue contraddizioni, ha condotto il paese in una terra incognita in cui non sembra più esserci alcuno che abbia non l’idea, ma la capacità di interpretare e accompagnare la collettività nazionale su grandi temi e interessi che siano di tutti: in sostanza il ruolo della politica.
E qui sono dolori. Infranti gli schemi sociali per la crisi sociale ed economica tutto è entrato in confusione e la politica da guida potenziale è divenuta specchio illuminante dello stato complessivo. Il fenomeno Cinquestelle è la manifestazione evidente del morbo confusionale: tutti pensano singolarmente, nessuno in modo sociale e per la collettività e se c’è una parola d’ordine questa è solo quella che viene dal guru o dal consesso dei guru, con buona pace della democrazia e del ruolo del cittadino.
Dove però la confusione diviene caos è nel recinto ormai devastato della “vecchia” politica. Il centrodestra ha subito la sua implosione ed è ora una costellazione che non si comprende se in crescita o destinata al declino.
Il Pd, poi resta un caso emblematico! Qui invece di costellazione si può parlare di galassia e come la vita dei grandi ammassi stellari, il destino ultimo non inevitabile ma probabile è il buco nero! Questa sembra essere la strada intrapresa da chi in nome di vecchi ideali consunti e di una “ditta” sconfitta dalla storia, pensa di recuperare il popolo in libera uscita tornando ai vecchi cari slogan confortevoli fatti di nemici di classe, di fascisti e altri nemici. Pur di avere un nemico costoro stanno cercando di comportarsi come il marito che vuol far dispetto alla moglie. A fronte una condotta disinvolta della maggioranza ha spinto costoro a fare il gran passo della scissione. Ma attenzione, questa non è una strada positiva e soprattutto il popolo della sinistra aveva abbandonato la ditta molto prima dell’arrivo del nuovo nemico di classe! Quindi confusione e traveggole, non certo a favore del paese che attende sempre di essere governato e posto in condizioni non di divenire un luogo di vecchi e pensionati, ma di giovani portatori di entusiasmo e di idee. Non in decrescita felice (mai espressione è apparsa più infelice) ma alla ricerca di nuovi punti di forza per una crescita di nuovo forte e positiva! Ogni ulteriore commento è superfluo e rischia di aumentare la .... confusione!

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