Ci risiamo …..!
di Roberto Mostarda

Lascia abbastanza attoniti lo sguardo sul dibattito politico in corso nel paese. Da mesi e mesi assistiamo, qualunque sia il tema politico, economico, sociale, ad una sorta di ripetizione senza fine, un loop come usa dire in termine tecnologico, dello stesso schema. E’ come se le posizioni delle forze politiche continuassero a ripetersi indipendentemente dal tema all’ordine del giorno. Che si parli di riforme costituzionali come quella del Senato o della legge elettorale, o di legge di stabilità, di manovra finanziaria, di lavoro, di tasse, gli interventi sembrano seguire lo stesso schema, senza molte varianti. Con una singolare fissità nella ripetizione.
In sostanza non c’è alcun guizzo, alcuna evoluzione almeno in apparenza nell’articolarsi delle posizioni nel dibattito o nello scontro. Ognuno è contro l’altro, le divisioni passano trasversalmente all’interno degli stessi gruppi. Latita ogni tentativo di sintesi costruttiva.
Ci risiamo, potremmo dire. Nulla cambia e tutto congiura perché la vita politica e sociale del paese non riesca a superare le mille contraddizioni che ne rallentano da troppo tempo la possibilità di uno sviluppo liberato da condizionamenti ormai inaccettabili fatti di interessi corporativi e ricatti incrociati. E’ l’humus nel quale è maturata la fine della prima repubblica e sul quale rischia di arenarsi il cammino della seconda e la sua conclusione.
Specchio non deformante di questa situazione è il travaglio che attraversa il Partito democratico, un travaglio vero che segna la fine del precario equilibrio che ne ha determinato la nascita. Non è ancora e potrebbe non essere una deflagrazione, ma gli elementi che uniscono appaiono sempre più labili. A prevalere in questa fase è la componente più moderata, quella impersonata dal premier Renzi e dagli esponenti della sinistra più riformista e dell’ex margherita. Un gruppo che sta guidando la fase delle riforme e delle scelte economiche verso esiti non ortodossi e non scontati. Ma sicuramente configgenti con l’impostazione della parte più storicamente legata alla vecchia sinistra comunista. Ed è da questa che vengono le resistenze al cambiamento, i richiami ideologici e gli anatemi sulla Costituzione. Ultimo esempio quello dell’ex segretario Bersani che ha definito anticostituzionale persino la legge di stabilità. Un tripudio di anticostituzionalità che sembra inarrestabile e coinvolge anche gli altrui partiti. La sostanza è che questa componente diciamo marxista non riesce ad accettare la propria emarginazione dovuta al percorso della storia e inocula nel confronto e nel dibattito elementi di scontro e di contraddizione ammantati ovviamente di belle parole, richiami alla legge fondamentale e alla difesa della democrazia. Un armamentario che difficilmente la farà tornare centrale, ma che complica e rende difficile l’azione del governo. Uno schema che si ripete in ogni esecutivo di centrosinistra …. Ci risiamo, dunque.
La rigidità di questo atteggiamento fa da sponda poi alla parte più estremista della stessa sinistra, quella di ciò che resta di Sel, all’opposizione di tutto e di tutti con il sostegno di parti massimaliste del sindacato. Ma, a sorpresa, anche degli altri esponenti del sistema politico.
Così, in quel che rimane del centrodestra, in una Forza Italia ridimensionata da uscite continue a decine verso un ipotetico centro moderato, si manifestano elementi di forte criticità e il disaccordo si manifesta su molti territori. Questo mentre il ritorno dell’ex cavaliere deve continuare a fare i conti con gli sviluppi delle inchieste che lo riguardano. Ci risiamo ….. dunque anche qui!
Al centro, nella galassia di piccole formazioni in cerca d’autore e di autentico federatore si assiste ai tentativi di trovare una sintesi comune per dar vita ad un unico soggetto politico. Impresa titanica tra protagonismi e personalismi e con il rischio di una irrilevanza parlamentare e prima ancora nelle urne se dovessero arrivare troppo presto! Ci risiamo …..
Per la Lega e per l’area ex An continua a porsi lo stesso problema. Per la prima con un Salvini in crescita e con l’ipotesi di un peso parlamentare accresciuto si potrebbe schiudere uno scenario di primazia nel centrodestra senza tuttavia riuscire ancora a capire per andare dove. Per ora di lotta e di governo, dunque. Gli ex An non possono più sentirsi parte dell’alleanza berlusconiana né possono accordarsi con la Lega. Ci risiamo …. Anche in questo caso.
Restano i cinque stelle che ogni giorno si propongono come forza di governo, unica peraltro, senza alleanze, salvo poi ritirarsi in silenzio quando si tratta di scegliere. Si sentono però diversi e i soli in grado di riformare l’Italia. Un’autoreferenzialità rischiosa e inconcludente. E anche su questo versante ….. ci risiamo!
Speriamo che questa ripetizione continua si spezzi e arrivi una soluzione di continuità, per non realizzare il famoso adagio “che tutto muti perché nulla cambi”!

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