Desolante pervicacia in politica

Di equilibrismi non si vive…
di Roberto Mostarda

La fotografia del Paese, settimana dopo settimana, lascia stupiti per l'irrazionalità, l'incoerenza e la temerarietà con cui tutti gli attori politici e non sono capaci di proseguire il loro percorso nelle e fuori delle istituzioni. Tutto mentre i rapporti sociali sono al minimo storico, il confronto è scontro, ognuno impersona un ruolo congelato e asfittico incapace di capire l'altro. Intanto si intrecciano gli interessi, non tutti e non sempre commendevoli, per tirare acqua al proprio mulino, possibilmente a detrimento degli altri (ultime le notizie sulla cupola mafiosa nella capitale)!
Andiamo con un qualche ordine. L'economia è ferma, ogni piccolo accenno di rialzo viene surgelato da valanghe di dati di segno contrario e, con ineffabile faccia tosta, qualcuno blatera sull'inefficacia degli 80 euro decisi dal Governo e dei bonus annunciati per i nuclei familiari. Non bastano, sono velleitari, non smuovono neppure mezzo punto di Pil, sono un errore! Profluvio di parole e di invettive sulla linea decisa dal premier Renzi. Al di là dell'effettività delle decisioni e degli atti - peraltro pochi in verità – dell'esecutivo lascia letteralmente allibiti e sgomenti l'improntitudine di quanti attaccano questi strumenti peraltro agli albori quasi fossero la causa della crisi del sistema paese, dimenticando la trave nei propri occhi, cioè le decennali responsabilità che molti di questi attori hanno avuto e hanno nella lentezza, farraginosità, inconcludenza della macchina amministrativa nazionale!
Un vecchio adagio metteva in guardia dal "bue che dà del cornuto all'asino" sottolineando come il primo non vedesse l'armamentario sulla sua testa e attribuisse invece la dotazione al povero asinello.
Quando esponenti dell'apparato statale e politici e sindacalisti di lungo corso si svegliano improvvisamente e si rendono conto, quasi verginelle innocenti, di quanto di sbagliato vi è nel sistema del Paese, si misura plasticamente l'abisso di arroganza e di temerarietà con la quale – ex post – ci rendiamo conto di essere stati governati al centro come in periferia! Costoro, che hanno contribuito sovente a complicare, rendere pletorico e inconcludente ogni sforzo conciliativo, anzi più esattamente concertativo, tra esecutivo e parti sociali, hanno ancora l'ardire di venire ad ammannire veti e critiche sul nuovo e inventivo metodo renziano, senza saper produrre però neppure uno straccio di programma contrario e alternativo. L'importante per loro è attaccare, rallentare, impedire, complicare sempre - naturalmente - per il bene del paese!
Intanto, il governo e i partiti (o meglio quella sorta di emulsione lattiginosa che sono divenuti) di maggioranza e di opposizione, galleggiano sull'abisso, non sanno o non vogliono, certo non cercano di trovare soluzioni!
Il premier e il suo esecutivo sembrano appannati dalla valanga di dinieghi e critiche, il cambio di verso è rimasto a mezza strada, le conventicole e i centri di interesse più forti fanno sentire il proprio peso e, dunque, sovente ai proclami bellicosi fa da contraltare qualche magro passetto in avanti. Non giova certo il muro contro muro aperto con i sindacati, ma sarebbe fallace pensare che coloro che dovrebbero rappresentare i lavoratori, tutti i lavoratori, siano in condizioni di promuovere strategie capaci di invertire il trend, anzi appaiono più spesso portatori di interessi corporativi e settoriali mai inseriti in un disegno più generale! Il ritardo che essi hanno accumulato in decenni di rendite di posizione e difese ideologiche e non pratiche, si fa sentire prepotentemente. Ma è altrettanto vero che senza questo confronto non si aiuta il paese.
Se guardiamo ai partiti c'è di che far cadere le braccia. Il Pd è spaccato con una minoranza ondivaga e arrogante che agita le piazze come ai "bei vecchi tempi" e una maggioranza che vive di luce riflessa del leader! In più - e qui il renzismo vi entra ben poco – stanno venendo a galla compromissioni di esponenti locali nei vari sistemi tangentizi e corruttivi che fanno da corollario alla vita degli enti locali, proprio quelli che la sinistra si vantava di saper amministrare diversamente!
Il centrodestra, se possiamo ancora impiegare questo termine, è una galassia divisa tra il retaggio del grande affabulatore sempre meno pervasivo e convincente e sempre più criticato dai suoi e le altre piccole formazioni, Ncd in testa che cercano la loro strada un po' per celia e un po' per non morir! Discorso a parte per la Lega che sta tornando di lotta per essere di governo, aprendo a tutto il paese e dunque abbandonando il bossicentrismo nordico! E spostandosi però più a destra modello Le Pen in Francia! Una novità comunque del cui impatto effettivo ancora non si hanno conferme ma che potrebbe creare novità!
Il Movimento 5Stelle, più che un movimento sembra essere divenuto una morta gora nella quale i leader Grillo e Casaleggio fanno scorrerie menando fendenti o annunciando passi indietro, mentre non si sa più chi attacca chi, chi critica chi e chi espelle chi, al grido di pura follia "è solo la rete che decide" cioè i circa 25 mila aficionados del blog del guru che ne seguono pedissequamente le indicazioni!
Dunque, un quadro desolante e preoccupante, mentre sullo sfondo questo stesso "bordello" deve affrontare il nodo del Quirinale e le posizioni sono più o meno le stesse che hanno prodotto mesi e mesi di ritardo nelle nomine al Csm e alla Consulta! Uno spettacolo indegno!
La sensazione è che in attesa di questo o di quello, ognuno provi a sopravvivere in equilibrio instabile e puramente conservativo! Ma di equilibrismo non si vive e chi di equilibrismo ferisce, molto spesso di equilibrismo perisce!

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