Plico elettorale inviato a un votante nella circoscrizione

La non campagna elettorale verso il 4 marzo

Certezze granitiche, dubbi epocali
di Roberto Mostarda

E’ ben singolare lo scenario al quale assistiamo in queste giornate di inizio del 2018, anno che ci porterà tra poco più di due mesi alle urne. Alludiamo allo scenario che potremmo definire per comodità politico. Quello che si manifesta ai nostri occhi è una novità assoluta: una sostanziale campagna elettorale “non campagna

Andiamo con ordine. Partiamo dai novelli aspiranti al governo, i cinquestelle. Il guru appare defilato e lontano dai riflettori, ma da perfetto uomo di palcoscenico ogni tanto appare e scompare dopo aver assestato il suo colpo di fioretto. In realtà non è distaccato; quale capo comico è dietro le quinte, da dove dirige e controlla le sue marionette alle quali è concessa solo la libertà che lui riconosce loro. In caso di vittoria elettorale il coup de theatre lo vedrà rimbalzare sul proscenio per assumere il merito di essa. Al contrario, per un’affermazione non sufficiente o per una sconfitta si chiamerà lontano e bacchetterà i suoi come un regista fa con gli attori. Accanto a lui il designato, l’eletto, il prescelto non si sa da chi e per quale ragione: il neo capo politico del movimento e candidato premier per autocandidatura, Di Maio che si atteggia ad uomo del destino. “Andiamo a vincere", “abbiamo già vinto”, “il governo ci attende”. Percorre sorridente il paese attorniato da pochi simpatizzanti, ma distribuisce certezze granitiche sul dopo del quale peraltro alcuno conosce nulla. Non esiste un programma, non esiste una linea politica. Di questo lo stesso Di Maio è prolifico nell’indicare che dopo, quando saranno al governo, finalmente si conoscerà la mirabolante ricetta che i cinquestelle vogliono applicare al paese! Se non fosse un incubo ci sarebbe da ridere a crepapelle. In altre stagioni simili comportamenti sarebbero stati presi come dicono a Napoli: a pernacchie. Cioè a commenti sonori un po’ sguaiati, forse, ma sinceri. Il dopo voto ci dirà se il Paese ha deciso di entrare a piedi uniti nella commedia dell’arte.

Il secondo “corno” (citazione dantesca dove erano due, nella nostra riflessione sono tre) è quello del centrodestra. Qui la situazione appare complessa. Dalle certezze solide che pure ogni tanto l’ex cavaliere cerca di ammannire, siamo più vicini ai dubbi epocali su ciò che potrà accadere. Certo il vento in poppa appare scontato, malgrado differenze e divisioni, i tre partiti che costituiscono l’area appaiono in crescita e maggioritari se uniti nelle preferenze degli elettori ma, nella sostanza i ma sono superiori ai sì. Non è sciolto, ma rimandato a dopo, il nodo della leadership. Come abbiamo sottolineato Berlusconi non concepisce neppure di parlarne, ritenendosi depositario del ruolo a prescindere. La sua non candidabilità non ne scalfisce l’impegno, ma lascia un forte interrogativo su chi potrà essere il premier di un eventuale governo. Lui stesso non ne parla e non si sbilancia. Dal canto suo il leader della Lega Salvini, si comporta come colui che nei fatti assumerà la leadership e che dunque si avvierà al governo quale premier. I sondaggi non premiano ne l’una ne l’altra posizione, ma danno smalto alla coalizione in sé, cui si aggiunge l’apporto di Fratelli d’Italia più vicini al leghista e la nuova “gamba” moderata costituita dai reduci del partito di Alfano rifluiti in parte verso il centrodestra e riaccolti con riserva. Non è dato sapere se il voto premierà realmente quest’area soprattutto per la evidente mancanza di collante tra le parti.

Il terzo corno, il centrosinistra appare ancor di più al centro di dubbi epocali. La scissione dalemian-bersaniana e le convulsioni interne al Pd rimasto, lasciano tuttora confuse le caratteristiche della proposta politica dei diversi contendenti. Unica certezza “Leu” (cioè Liberi e uguali ora guidata da Grasso) agirà in ogni collegio, in ogni realtà, contro Renzi e il suo Pd. Votandosi alla scarsa rilevanza della quale saranno però contenti. A quale sindrome autolesionista e a quale deriva psicoanalitica regressiva si debba questa scelta è ancora difficile da capire. Resta il fatto che la crisi delle socialdemocrazie europee ha colpito anche il Pd, che socialdemocratico in senso stretto non lo è mai stato, derivando dalle anime comunista e cattolica di sinistra. Dunque il compito più difficile per il partito e il suo leader è ritrovare un’identità sociale e di proposta di governo; dopo la sconfitta referendaria e la scissione, questo appare complesso perché riguarda la ricomposizione stessa del tessuto politico e sociale di riferimento e i limiti di allargamento che esso potrà avere per non compromettere ulteriormente la caratterizzazione di centrosinistra, che ne è l’asse portante e l’unica che potrà essere alla base di un’affermazione elettorale. Alla ricerca di essa sembra essersi messo il leader segretario, consapevole che con difficoltà potrà essere nuovamente candidato premier, percorrendo il paese forse più alla ricerca di se stesso che del consenso.

Insomma, appare quanto meno improbabile definire quella alla quale stiamo assistendo, una campagna elettorale, almeno nel senso classico del termine. Sembra quasi non esserci, nessun candidato sembra in campo veramente, e nelle prossime settimane potremmo forse assistere a nuovi capitoli di questa singolare stagione dove l’indifferenza dei cittadini sembra altissima, salvo poi a convogliarsi in scelte che comunque faranno riflettere e discutere. Dalle urne uscirà il Paese di domani, quella terza repubblica nata dalle ceneri di una seconda sbilenca piena di promesse e gravida di problemi irrisolti. Nel mezzo, come sempre, lo stato che a suo modo cerca di farcela a riprendersi dalla crisi, e i dati aggregati sembrano dare ragione a chi non parla e agisce. Ma l’incognita politica resta il nodo da sciogliere. 

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.