Nomade mendicante in una via di Roma GFDL, https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=1308178

A difesa della vita e della dignità
di Angelo Schiano

I giornali degli ultimi giorni hanno dedicato molto spazio - un po' forse anche per riempire il vuoto mediatico estivo - alla tragedia dei rifugiati sfollati da un palazzo di via Curtatone in Roma.
Subito l'attenzione si è estesa al problema degli immigrati, degli aspiranti tali e alla proposta di legge sullo jus soli.
L'occasione è stata fornita dallo sgombero forzoso dall'ampia comunità di rifugiati eritrei che anni fa, senza titolo, aveva occupato l'edificio in parola.
Subito si è aperto un confronto-scontro tra le testate di opposto orientamento politico, tutte in cerca di un facile consenso.
Ogni testata - video, online o su carta - ha urlato la sua rispettiva tesi che è parsa motivata più dalla ricerca di uno share, chedal desiderio di informare; al più, da quello di assecondare - a prescindere dal torto e dalla ragione e al di là di ogni pensiero ragionato - l'ipotetica aspettativa del suo lettore tipo.
A favore dello sgombero, chi ha gioito perché finalmente è stata fatta rispettare la legge; contro, chi ha protestato perché gli sfollati sono stati, puramente e semplicemente, buttati in malo modo per strada.
Nulla questio.
Se non fosse che la contrapposizione è parsa riportata un po' troppo semplicisticamente; tacendo colpevolmente della divisione che pure è stata avvertita all'interno di ciascuna parte; e addirittura, a prescindere che uno propenda per l'una o l'altra parte, in ciascuno di noi.
La stragrande maggioranza delle due parti pensa infatti che tutti i valori democratici e civili vadano difesi e rispettati; da quello della legalità a quello della vita e della dignità; ed è impensabile che vi sia qualcuno che non abbia sofferto per quanto accaduto, o che non soffra per quanto accade quotidianamente ai tanti immigrati, agli aspiranti tali, agli “strapoveri” al di sotto della soglia di sopravvivenza, agli homeless, e così via; senza distinzione di nascita, razza, sesso o religione.
Un plauso al Governo, quindi, per l’approvazione definitiva del decreto legislativo che introduce il reddito di inclusione, misura rivolta al sostegno di quasi due milioni di persone in condizione di estrema povertà.

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