Una tromba d'aria in Oklahoma (1999). Di Daphne Zaras - http://www.nssl.noaa.gov/headlines/dszpics.htmlOriginally uploaded at en.wikipedia; description page is/was here., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2130165

Difficile prevedere il futuro tra esperimenti e alchimie di breve durata

Politica italiana, l’estate dei misteri
di Roberto Mostarda

Nulla è più stabile del provvisorio! Può sembrare una battuta facile, un po’ qualunquista, ma è quella che fotografa alla perfezione lo status e la salute della situazione politica italiana. Basta una semplice riflessione e un’analisi dell’esistente in pressoché tutti i settori sociali, economici, produttivi, infrastrutturali, per rendersi conto che nel nostro paese tutto o quasi avviene in un regime di eterna prorogatio, di eterna provvisorietà in vista di una stabilizzazione che non arriverà mai. Esistono settori che da quasi cinquant’anni devono essere normalizzati o riformati e la cui vita si è protratta nel tempo attraverso provvedimenti ad hoc, leggi, leggine, regolamenti, decreti che mostrano la ricchezza e la fantasia di chi li ha prodotti, ma che nessun vantaggio hanno portato al concreto svolgersi ed evolversi della pratica attuazione di programmi, idee, progetti anche ambiziosi, ma sempre realizzati solo a metà, fino a un certo punto, in attesa delle norme definitive.
Se questo è quello che il nostro paese vive e mostra ampiamente e che si registra ad ogni emergenza, ad ogni complessità che investe un settore o un altro, di sicuro è anche quello che manifesta la politica nazionale. Certo, si potrebbe osservare, si sa la politica è l’arte del possibile e dunque inventiva e fantasia ne sono elementi costitutivi. E pur tuttavia, un po’ di attenzione a quel che avviene non può che provocare sconcerto, per impiegare un eufemismo.
L’estate, la calda estate che sta scorrendo, ci presenta infatti una vera e propria Italia dei misteri, dove nulla è come si pensa e niente sarà come si può immaginare! E nessun indovino e nessuna sibilla si sbilancerebbe mai per indicare una strada. Soprattutto la sensazione è che nessuno abbia chiarezza sul significato nazionale che una proposta politica deve avere e, dunque, tra esperimenti ed alchimie si procede a scatti, a tentoni, senza capire se quel che si prospetta sarà qualcosa di compiuto, e, se non definitivo, almeno capace di infondere chiarezza nei cittadini che prossimamente potranno essere chiamati alle urne.
L’offerta politica, per così dire, in un paese che sembrava avviato verso una forma maggioritaria e più stabile, solo poco tempo fa, ci manifesta un caleidoscopio impazzito, che gira vorticosamente in un senso e nell’altro e che contiene ogni amenità (per tutte l’entusiastico sostegno del rifondarolo comunista Ferrero al dittatore venezuelano Maduro!) In questo vortice dai colori vivaci ma indistinti, in un alternarsi di dichiarazioni altisonanti, di battute tattiche od occasionali che sembrano la smentita delle prime, in questo sostanziale vociare da cortile di ricreazione scolastica, si nasconde quello che le prossime elezioni potrebbero portare a conoscenza di tutti noi? Forse sì, probabilmente piuttosto, no!
I cinquestelle - partiamo questa volta da loro – si accingono a presentare il loro programma elaborato sulla piattaforma Rousseau... come tutti gli italiani ben sanno (??)... e la loro squadra di governo affermando che così gli italiani sapranno in anticipo chi li governerà. L’esempio di Roma dove la sindaca Raggi ha praticamente modificato i due terzi della sua squadra e non è ancora finita, mostrano come tali affermazioni siano senza fondamento e serietà. E, come la prima cittadina della capitale insegna, non sapendo bene che cosa le accade intorno ora sta imboccando la strada del “vi faccio causa” (vecchio adagio dell’Italia del neorealismo)! Se non rischiassimo di trovarli al governo del paese, vi sarebbe da sorridere, in realtà si tratta di un rischio sistemico per così dire e di un’eventualità drammatica per il paese.
Il centrodestra resta e appare come un piccolo universo in formazione, dove la polvere cosmica si aggrega, si formano piccoli corpi che si scontrano con quelli vicini parcellizzandosi o dando inizio apparente a qualcosa di più consistente. Con il pericolo di collisioni devastanti ad ogni passo. Nessuna leadership all’orizzonte. Berlusconi si definisce ormai piuttosto federatore dell’area a dispetto della fideistica adesione dei suoi e prova ogni giorno a far tornare il mix che potrebbe riportare il centrodestra ad essere determinante in Parlamento o al governo. Sulla sua strada e ogni giorno, però deve fare i conti con Salvini che pensa alla Lega come alla soluzione del futuro in chiave italiana più che lumbard o veneta e che nelle due regioni ha in mano i governi locali sostenuti dall’ex cavaliere. Salvini sulla leadership non arretra - sostenuto strumentalmente da Fratelli d’Italia - e questo potrebbe essere l’innesco per la deflagrazione elettorale o nella migliore delle ipotesi, post elettorale. Il rischio che a prevalere sia questo variegato fronte “sovranista” non è del tutto astratto e questo potrebbe portare a scenari imprevedibili.
Altro interrogativo, che cosa potrà accadere: esistere o sparire, ai moderati usciti da Forza Italia e che hanno sostenuto il governo Renzi e alla galassia centrista intenta alla scissione del neutrino piuttosto che ad ipotesi di coordinamento ed alleanza. Questo è forse il mistero più misterioso di tutti gli altri!
Per una volta abbiamo tenuto la sinistra o il centrosinistra alla conclusione. Questo perché se ciò di cui abbiamo parlato non appare particolarmente leggibile, è qui che ogni capacità interpretativa vacilla e rischia di perdersi! Proviamo ad andare con ordine. Il segretario del Pd procede per la sua strada privilegiando il blocco a lui fedele, appoggiando a corrente alterna il governo che ne è espressione presieduto da Gentiloni che spesso appare ormai battitore libero. Nessuno sa con esattezza quanto ampio sia questo blocco e questo perché voci sempre più insistenti indicano una consistente fronda interna che si coagulerebbe intorno a Franceschini e al guardasigilli Orlando oppositore interno della prima ora e alle ultime primarie. Quindi componente renziana, componente governativa e componente alternativa ancora indistinta ma di cui si avverte l’esistenza. Tutto dipende da Renzi e da come procederà, per comporre o per dividere!
Analogo discorso vale per la sinistra esterna e per gli scissionisti. Pisapia pensava che il suo motto “Insieme” avrebbe galvanizzato l’area creando la premessa per un nuovo centrosinistra ampio e inclusivo. Si trova invece tra Scilla e Cariddi. Il Pd lo blandisce per accreditarsi a sinistra in modo più netto ancorché moderato, gli scissionisti di Bersani e D’Alema lo bacchettano ogni giorno fedeli alla consegna “insieme sì, certo, ma non con quello lì (alludendo al segretario Pd). Per l’ex sindaco di Milano poi la battaglia è quella dell’esistenza politica autonoma ancorché inclusiva. Nessuno gli farà da portatore d’acqua ma proverà ad usarlo. E i primi a farlo saranno proprio i fuoriusciti per evitare il destino probabile di una ridotta di esuli e provare ad accreditarsi come legittimo interlocutore “a sinistra”. Destino peraltro non evitabile comunque e per di più insidiato dalle mille anime sigle della fu sinistra extraparlamentare che si agitano intorno ad essi!
Mistero Italia, dunque, o Italia dei misteri. Ci vivrà vedrà! Forse.

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