Galileo mission patch. Di NASA - http://www.hq.nasa.gov/office/pao/History/other_patches.html, Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=407011

Incerti approdi, scenari, alleanze e contrapposizioni

L’Italia e la politica, eppur... si muove!
di Roberto Mostarda

Eppur si muove! La celebre frase attribuita (la paternità resta però contraddittoria) a Galilei in occasione della sua dimostrazione all’Inquisizione sul movimento della Terra intorno al sole (condizione astronomica ormai dimostrata sperimentalmente) e non il contrario (che ritroviamo persino in Dante quando parla del motor che move il sole e l’altre stelle, davanti alla immobilità della terra intorno alla quale tutto girava), ci aiuta a cogliere qualche timido segnale sul caso politico italiano.
Nulla di sbalorditivo, nulla di chiarificatore, ma soltanto un impercettibile muoversi verso qualcosa che coinvolge tutti gli attori nazionali, pretesi in ascesa, in discesa e in stallo!
Guardando queste calde giornate di un’estate torrida non è semplice cogliere il calore dello scontro politico, se si esclude il consueto balletto di chi attacca, di chi critica e di chi contrattacca e si difende. Tuttavia pur se ancora molto lentamente le pedine si cominciano a muovere, a volte di soppiatto, a volte apertamente. Unico dato, con nessuna chiarezza, ma questo è dato ontologico della politica nazionale.
Il paese attende di capire quale scelta compiere al momento del voto politico, attanagliato nelle emergenze quotidiane e in quelle prospettiche sul fronte del lavoro, delle retribuzioni, delle pensioni e di mille altri ambiti. Sinora non si vede nulla di nuovo all’orizzonte e dunque si parla del meno peggio al quale votarsi! Speriamo che le prossime settimane e l’autunno ci facciano capire di più. L’estate una volta vedeva la politica lontana dalle beghe e intenta a ragionare. Oggi si ragiona poco e le beghe ci accompagnano 365 giorni l’anno senza interruzione o vacanza per chi se la può permettere. 
L’offerta su mercato non cambia: abbiamo il nuovo dei cinquestelle, un nuovo già usurato e francamente poco chiaro, il cui unico appeal come ben sanno i suoi esponenti è e resta l’attacco, la protesta a testa bassa contro poteri di ogni genere, complotti di ogni natura. Duro e difficile manifestare e non sulla piattaforma Rousseau ma nel paese, ai cittadini, che cosa si intende fare, come lo si vuol fare, con quali interventi, con quali tempi. Tutto sarà detto a tempo debito, pare di sentire, la consultazione on line sul governo è in corso. Insomma siamo al vecchio, abusato, immarcescibile “non disturbate il manovratore” che non ci allontana molto dalla solita politica di elite che nei decenni ci ha consegnato a questa instabilità perenne.
Dunque il nuovo appare scialbo e annacquato quanto più violenti e altisonanti sono gli slogan e le proteste. Unico dato, la capacità quanto meno sospetta di intercettare il voto sia a destra sia a sinistra, con buona pace dei puristi in tal senso di casa nostra.
Accanto al grillismo in cerca di significato compiuto, abbiamo la sinistra del Pd e delle altre sigle vere o presunte. Qui siamo ad una sostanziale scomposizione che dovrebbe preludere ad una ricomposizione più ampia di quella che sarebbe ancora un’area potenzialmente maggioritaria nel paese seppur con qualche apporto centrista! Ma proprio questo è il nodo. Il voto ampio e interclassista al partito di Renzi. Ora alle prese con una disillusione, chi votava Pd come un partito sistema, si trova invischiato nelle beghe di cortile degli eterni discoli che a sinistra si divertono a spaccare il capello, incuranti del sentire del paese al quale si richiamano. E’ tanto vero questo che persino l’area potenziale di consenso ricercata da Pisapia ha chiaro che il Pd resta il perno e l’ago della bilancia per costruire un centrosinistra coerente. Con lo scorno conseguente per Mdp e satelliti incontentabili per i quali l’ex primo cittadino di Milano sembra il possibile federatore di una nuova forza che avrebbe mandato in soffitta l’odiato renzismo e il suo Pd! Illusione durata poco e che ora propone critiche feroci accanto ad accorati richiamo all’unità che per D’Alema, Bersani e company, altro non è che “insieme a noi” e contro chi sappiamo. Politica miope, dissennata e dannosa non solo per il Pd del quale potrebbe importare poco ai più, ma per l’equilibrio politico del paese.
E veniamo al terzo possibile attore, il centrodestra. Qui si vive una stagione a suo modo costituente favorita dalla sensazione di dissesto della sinistra. Più che accordi, intese, idem semtire, il collante sembra come sempre quello di sommarsi nelle diversità e riprovare a riagguantare il governo e le Camere favoriti dalle circostanze. Con la consapevolezza come a tutti che l’incognita cinquestelle è sempre lì e potrebbe se non rovinare, rendere la festa molto meno tranquilla e gioiosa. La non volontà dei grillini di allearsi con alcuno prefigurando vittorie totali, indica che il dopo da costruire potrebbe non essere così facile e sereno. Sarà dunque il voto degli italiani a farci capire che cosa ci si aspetta dalla politica, dopo la stagione delle riforme mancate e sempre alle prese con i problemi di sempre. Per ora persino il duopolio irrisolto sulla leadership rimane sullo sfondo tra Berlusconi che si ritiene il solo e l’eterno sfidante Salvini anche lui afflitto da egocentrismo ormai a livello nazionale.
Insomma, nessuna rosa sembra pronta a fiorire, anche per la siccità, e gli scenari appaiono indistinti e confusi da ogni lato li si guardi.
Tuttavia, pian piano, quasi immobili, la politica e il paese sembrano cominciare timidamente a fare qualche accenno di movimento, quasi invisibile. Per dove è impossibile dirlo!

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