Piazza del Campidoglio at night. By Socrammm - shot the photo with my nikon d610 in Rome, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=36409226

Le strane storie dei provvedimenti giudiziari ai politici 5stelle

O tempora, o mores...
di Roberto Mostarda

Tanti, tanti anni fa, forse non troppi, un presidente del Consiglio fu non molto cortesemente costretto a dimettersi per un “invito a comparire” della magistratura. A spingere ovviamente per correttezza e coerenza il tale politico, fu nientedimeno che il capo dello Stato, allora Oscar Luigi Scalfaro. Il politico era il leader del centrodestra vittorioso alle elezioni seguite al caos tragico di mani pulite e all’inizio della stagione che portò alla fine la prima repubblica: Silvio Berlusconi. Era il 22 novembre 1994. Qualche anno dopo, nel 2011, sempre in autunno, un altro capo dello Stato, Napolitano, si trovò nella condizione di indurre cortesemente, lo stesso premier a lasciare il governo, sulla base di una sfiducia espressa non dal Parlamento italiano, ma dalle istituzioni europee. In pochi giorni lo spread tra titoli italiani e tedeschi, già in sofferenza, schizzò da 200 a seicento punti base, costringendo l’esecutivo a dimettersi. La storia, tra qualche decennio, potrà ricostruire a mente fredda lo scenario di questi due episodi, tuttora contraddittori e quanto meno inquietanti per la nostra democrazia. Certamente molto più della prova referendaria del prossimo autunno.
La storia che abbiamo ricordato manca di un particolare: in quel momento il presidente del Consiglio presiedeva un una conferenza internazionale sulla criminalità organizzata a Napoli – spesso erroneamente scambiata per il G7 di Napoli, che si tenne qualche mese prima. G8 a Napoli. Fu uno straordinario caso di attacco politico nel corso di un summit internazionale. Da allora mai più sperimentato. Ancora una volta sarà la storia a dirci cosa esattamente accadde e perché in quei drammatici frangenti! Il risultato di questi due momenti storici è stato il dissolvimento del centrodestra italiano come lo avevamo conosciuto.
In questi giorni, dopo alterne vicende mediatiche e voci ricorrenti ogni giorno dopo il voto amministrativo, la giunta comunale della capitale è entrata in una fase di fibrillazione che ha portato alle dimissioni dei responsabili delle società partecipate, dell’assessore al bilancio e del vertice amministrativo della capitale. La risposta della sindaca Raggi è stata nella migliore delle tradizioni “democristiane” di questo paese: andiamo avanti, era tutto previsto, abbiamo applicato il nostro codice etico in costanza di indagini dell’Anac e via dicendo in ossequio al mantra “siamo i soli puliti, siamo i soli che possono governare, siamo invisi ai poteri forti, non ci faremo intimidire e nessuno potrà fermare il cambiamento” (interpretando le parole del vice presidente della Camera). O ancora il super mantra: Grillo è con noi!
Accade però che in commissione antimafia, dove la sindaca e l’assessore ai rifiuti Muraro, sono state audite in relazione alle numerose voci di infiltrazioni criminali e alle determinazioni assunte per bloccare il malaffare, l’assessore Muraro abbia sottolineato che dallo scorso aprile (dunque prima della sua nomina), sapeva di essere indagata dalla procura di Roma, salvo a negarlo da cinque mesi ogni volta che qualcuno lo faceva presente. E sino a qualche giorno fa quando ha detto “candidamente”: non ho ricevuto alcun provvedimento giudiziario”.
E, accade anche, che la prima cittadina della capitale, affermi “candidamente” che era a conoscenza della situazione dal 19 luglio, cioè nel pieno delle polemiche preferiali sui rifiuti e sulla contestata assessora! Cioè da oltre un mese e mezzo nel quale ha continuato a proteggere la Muraro e a negare quella che in commissione antimafia è divenuta plastica evidenza!
Qualcuno si è sollevato per chiedere le dimissioni della assessora e un atto di responsabilità conseguente del primo cittadino proprio sulla base dell’etica pentastellata? E, soprattutto, il guru ha tuonato contro il quanto meno incauto comportamento e lo scivoloso crinale assunto dalle due politiche romane? No, semplicemente no! Un silenzio pesante, un silenzio assordante. Forse, lo speriamo per il bene di quanti si sono affidati al movimento e alla sua aspirazione alla pulizia e al buon governo, un silenzio imbarazzato. Imbarazzo per una situazione dalla quale non si esce fuori con slogan e con parole d’ordine: In gioco vi è la decenza di una scommessa politica che riguarda la capitale italiana, conquistata non per meriti, ma per protesta di aree anche lontane dal movimento e dunque una realtà dove moralità, onestà e trasparenza dovrebbero essere le uniche regole di comportamento! Per marcare la differenza non nelle parole elettorali, ma nei fatti di ogni giorno! Fatti che onestamente tardano ad arrivare.
Quel che è avvenuto è certamente grave ed è un macigno ingombrante per la sindaca Raggi e per il movimento! Non la prima stranezza, ma certamente la più grave in tema di nomine e scelte per l’amministrazione. I prossimi giorni ci diranno dove fissare l’asticella e se il “nuovo” è veramente tale oppure prevale ancora una volta l’assioma “che tutto cambi perché nulla cambi”.
Intanto, non resta che fare qualche considerazione epocale: nel 1994 e nel 2011 ad operare fu una macchina politica ben identificabile e con un “nemico” anch’esso identificabile. Oggi non si sa chi sia il nemico e quelli che furono artefici della macchina suddetta sono stati espulsi dalla politica decisionale proprio a causa di quella partigianeria giocata sulla pelle del paese. Un suicidio politico senza precedenti che sarebbe avvenuto anche senza il rottamatore Renzi.
Il risultato nefasto per tutti noi è, come dicevano gli antichi romani, nella mutevolezza del sentire e dei cosiddetti valori in gioco. Oggi non c’è un nemico da abbattere e si lavora alla giornata per così dire!
O tempora... o mores”, dicevano. Oggi tra tempora e mores forgiati dal web, quel che si è persa è la decenza politica e amministrativa! “Panta rei”, diceva Eraclito, ma tutto scorre e si perde! Questa la tragica realtà dei nostri giorni!

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