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Archivio Disarmo. L’approfondimento

Dal “nucleare” ai bambini soldato

di Maurizio Simoncelli (*)

Il 19 marzo 2015 si è svolto presso il Palazzo dell’ONU di Ginevra il primo Forum Informale tra Conferenza del Disarmo delle Nazioni Unite (CD) e una nutrita rappresentanza della Società Civile. L’obiettivo è stato quello di fornire un'occasione di incontro e conversazione non solo sui temi in agenda, ma anche sul contributo che la "Civil Society" potrebbe portare in seno alla Conferenza stessa. Il 27 maggio 2015 l’Acting Secretary-General della CD, Michael Møller ha voluto pubblicare i risultati ottenuti durante l'incontro. Roberta Daveri, già inviata dell'IRIAD all'evento, ci fornisce un'analisi sintetica di questo resoconto ufficiale (paper disponibile nella sezione “Nuclear News”). Ne emerge che, mentre la Società Civile preme per un impegno maggiore per il disarmo nucleare, la Conferenza ONU sul Disarmo mostra le sue difficoltà a produrre risultati concreti.
Il 22 maggio 2015 si è conclusa la Conferenza del Riesame del TNP che ha lo scopo di raggiungere l’adozione di un documento finale per implementare e rafforzare le disposizioni del Trattato. La Conferenza del 2015 si è però conclusa senza il consenso per un documento unitario, evidenziando forti divisioni tra i paesi nucleari e non nucleari, come appare dall’analisi di Chiara Ronga (paper disponibile nella sezione “Nuclear News”). La causa principale del fallimento è stata la questione del Medio Oriente, a cui si aggiunge l'incapacità dell'UE per una politica comune in questo ambito.
Si stima che siano almeno 250.000 i bambini attivamente coinvolti nei conflitti armati in tutto il mondo. Essi vengono utilizzati come combattenti, spie o forza lavoro. Le ragazze sono anche costrette a fornire prestazioni sessuali a commilitoni e nemici. Arruolare minori nei gruppi armati rappresenta una gravissima violazione del loro diritto all’infanzia e, nonostante gli strumenti giuridici internazionali di contrasto al fenomeno siano ormai diversi, il fenomeno dei bambini soldato sembra ben lontano dall’essere sconfitto. Questo è quanto emerge dallo studio di Antonio Santucci (paper disponibile nella home page).
Barbara Gallo, nella rubrica “Finestra sul mondo”, analizza i limiti e le prospettive della cooperazione internazionale sia dal storico/politico sia economico, illustrando i risultati raggiunti fino ad oggi (non sempre positivi), con un focus sull'Afghanistan.

(*) Maurizio Simoncelli

Vice Presidente
Istituto di ricerche internazionali Archivio Disarmo
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tel. 0636000343 fax 0636000345
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