L’Albero della Vita – Foto Giuseppe Bellavia

Guida alla sopravvivenza

Expo 2015
di Giuseppe Bellavia

Fiumi di inchiostro sono stati dedicati all’Esposizione Universale 2015 (EXPO) che si tiene alla Fiera di Rho (MI) dal 1 maggio al 31 ottobre 2015. Ma anche noi vogliamo proporre la nostra personalissima guida all’evento, cercando di evitarvi inutili patimenti o spiacevoli delusioni.
La prima esposizione universale ha avuto luogo a Londra nel 1851, un altro EXPO memorabile è stato sicuramente Parigi nel 1889 con la costruzione della Torre Eiffel. Dunque, è stato molto lungo e tortuoso il cammino che ha portato Milano a divenirne città ospitante prima del prossimo di Dubai nel 2020. Ma a differenza di tutte le altre edizioni, questa italiana, differisce per non essere esclusivamente una fiera del progresso umano, bensì anche un veicolo di cooperazione e diffusione planetaria con l’intento di accrescere la sensibilità verso: la qualità della vita e la protezione dell’ambiente.
Partiamo dal presupposto che EXPO sarà un’esperienza faticosa ed intensa sotto molti aspetti. Preparatevi dunque a lunghe ed estenuanti code per visitare qualsiasi padiglione o stand. Ciò va tradotto in: portate scarpe molto comode e acqua. Premunitevi di una mappa dell’Esposizione e individuate subito luoghi di interesse e percorsi per raggiungerli.
Rinunciate da subito a voler vedere tutto a tutti i costi, specialmente se il tempo a disposizione è solo un weekend. Sarebbe consigliabile visitare EXPO infrasettimanalmente per evitare le orde barbariche che inevitabilmente ingorgheranno un’avventura diversamente molto piacevole. Molto spesso si fanno scelte irragionevoli a causa della mancanza di pianificazione. È fondamentale arrivare presto ai varchi d’ingresso che aprono alle 9. Prima di mettersi in fila per visitare uno spazio espositivo assicurarsi che ne valga la pena. In media si riescono a vedere al massimo 6 padiglioni, pertanto vanno selezionati accuratamente. Si rischia infatti, pur di fare file brevi (1:30 h) di restare delusi e insoddisfatti.
L’EXPO 2015 è intitolato “nutrire il pianeta”, quando si tratterà di nutrirvi, per l’appunto, fatelo controtendenza. È caldamente sconsigliato procacciarsi dei viveri tra le 12 e le 15, dato che avrete già fatto ore di fila per i padiglioni eviterei di intrattenermi in interminabili code anche per mangiare. Per andare sul sicuro, consiglierei di frequentare i margini dell’area espositiva, che per ragioni logistiche sono poco gremiti. Potrete così imbattervi, oltre a numerosi street food, nello stand di Davide Oldani, chef stellato che ha reinventato per l’occasione alcune pietre miliari della cucina milanese.

Top 6

  • 1. Giappone
    Harmonious Diversity”. Caratterizzato da un intricato intreccio di strutture in legno che ricordano il tempio di Horyuji, senza l’utilizzo di elementi in metallo. I temi fondamentali sono: gratitudine prima e dopo i pasti, evitare gli sprechi e convivialità come condimento dei cibi. (Da provare il tonno katsuobushi ed il pesce palla, difficilissimo da assaggiare fuori dal giappone)
    Il padiglione del Giappone - Foto Giuseppe Bellavia
  • 2. Austria
    Breathe Austria”. Il padiglione austriaco si è brillantemente fatto promotore della sensibilizzazione sull’uso responsabile delle risorse con metodi sostenibili di produzione alimentare. Il padiglione produce l’ossigeno necessario a 1,800 persone ogni ora attraverso i 54 alberi piantati all’interno e che contribuiscono a rinfrescare la temperatura interna di 5 gradi rispetto all’esterno. (Da provare le polpette di capriolo e l’apfelstrudel con la panna fresca)
    Padiglione Austria
  • 3. Svizzera
    Confooderatio Helvetica”. 4 silos alti 14 metri sono stati riempiti con prodotti svizzeri disponibili gratuitamente a tutti i visitatori: mele, sale, acqua e caffè solubile in quantità stimate tali da poter durare sei mesi. Lo scopo? Un quadro realistico della scarsità di risorse e la faccia nascosta del benessere.
    All’interno del padiglione svizzero - Foto Giuseppe Bellavia
  • 4. Brasile
    Feeding the world with solutions”. Il Brasile è uno dei maggiori produttori agricoli del mondo. Il padiglione illustra la ricerca brasiliana sulla tutela delle biodiversità combinando tecnologia, cultura e società. La peculiarità del padiglione è certamente la rete che permette ai visitatori di sorvolare le piante ed i raccolti sottostanti.
    L’interno del padiglione - Foto Giuseppe Bellavia
  • 5. Marocco
    Morocco, a journey of flavors”. Il padiglione del Marocco è improntato alla scoperta del cibo e della cucina attraverso i sensi come riflesso della variegata diversità del Paese. I visitatori potranno affrontare un percorso educativo coinvolgente tutti e 5 i sensi attraverso elementi esotici connessi alla cultura marocchina. Infine grande attenzione è data all’utilizzo ragionevole della preziosissima acqua.
    Ufficio stampa dell’Ambasciata del Marocco in Italia
  • 6. UK
    Grown in Britain: shared globally”. Il progetto è ispirato al ruolo unico giocato dagli alveari nel nostro ecosistema. Il progetto mescola alto design con parametri ambientalisti, attraverso l’impiego dei più sofisticati e recenti ritrovati scientifici, agro-tecnologici ed ingegneristici.
    L’alveare - Foto Giuseppe Bellavia

Bonus 6

  • 1. Padiglione zero
    Divinus alitus terrae”. Semplicemente da scoprire!
  • 2. Slow food
    Un’interessante parco giochi sensoriale, per sollecitare la nostra sensibilità sopita. Un ottimo contesto di apprendimento sul cibo per prendere coscienza effettiva del percorso e degli scenari che precedono il suo approdo sulle nostre tavole.
  • 3. Emirati arabi
    Food for thought – Shaping and sharing the future”. A firma del celeberrimo Norman Foster, il padiglione richiama le onde delle dune del deserto. La struttura modulare verrà ri-assemblata negli Emirati (prossima sede dell’EXPO). Gli interni ipertecnologici garantiscono il coinvolgimento dei visitatori, almeno in alcuni tratti.
  • 4. Nepal
    Food security and sustainability for development” vale la visita, anche solo dall’esterno, per la bellezza della riproduzione di un tempio tradizionale con sculture in legno intarsiato a mano.
  • 5. Germania
    Fields of ideas”. 2 sono i campi di idee percorribili: 1) attraverso l’esterno, con gli stand dei 16 Länder tedeschi o 2) attraverso gli interni del padiglione, con un viaggio dalle fonti nutritive al consumo di massa. Alla fine del percorso un divertente live show renderà i visitatori veri protagonisti.
  • 6. Padiglione Vino
    Per il padiglione vino rimandiamo al nostro precedente articolo: http://italiani.net/index.php/economia/575-guida-alla-scoperta-del-padiglione-vino.html

Galleria fotografica

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