Conclusione del COP21 © 2015 The Winning of The Carbon War

Paris: Acte de Triomphe
di Jeremy Leggett* dal COP21 di Parigi
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Jeremy Leggett, membro del consiglio di esperti del Symposium sul Cambiamento Climatico Roma 2015, ci ha scritto da Parigi al termine del convegno sul clima COP21.

Sabato 12 dicembre 2015 ho assistito a qualcosa che non ha precedenti nella storia umana in termini di dimensione e partecipazione. 195 nazioni hanno ratificato il primo accordo al mondo per contrastare una minaccia alla sopravvivenza della civiltà e, in sostanza, una minaccia alla vita come la conosciamo oggi.
All’avvio del vertice sul clima di Parigi, i possibili scenari erano tre. Il primo, che chiameremo "Nessun segnale", avrebbe consentito alle organizzazioni e alle istituzioni che emettono i gas serra di continuare la rotta rovinosa dello status quo. Avrebbe insabbiato l’ondata di iniziative partite da gruppi nazionali - stati, città, aziende, comunità, gruppi religiosi e molti altri – volte a convincere il mondo a cambiare.
Il secondo, "Segnale contestato", non sarebbe stato poi così male, ma avrebbe fornito un sacco di argomenti agli oppositori del cambiamento.
Invece, i governi di tutto il mondo ci hanno consegnato un "Segnale chiaro".
Il segnale chiaro, da non confondere con lo scenario "problema risolto" che non è mai stato sul tavolo delle trattative, avrà conseguenze soprattutto nel settore energetico, da dove deriva la maggior parte delle emissioni che minacciano il clima. Quale prima di una lunga serie di implicazioni, il segnale indicherà alle istituzioni finanziarie che le centinaia di miliardi di dollari investiti ogni anno in energia pulita da oggi diventeranno trilioni, e questo molto più velocemente di quanto la maggior parte delle persone abbia mai sospettato. Dirà all’industria tradizionale dell’energia che l'era dei combustibili fossili è finita: che ora si trova in un'epoca di transizione, di un rapido ritiro gestito, che lo voglia o no.
Voglio offrire un sentito "grazie" a tutti coloro che hanno reso possibile questa svolta dell’umanità. In cima alla lista deve essere la sorprendente Christiana Figueres, a capo delle Nazioni Unite nei negoziati sul clima, che tenacemente ha costruito una piattaforma per un accordo a Parigi, mantenendo per anni viva la speranza quando questa era in pericolo di vita. Questa signora merita un premio Nobel. Poi vengono i padroni di casa francesi, che hanno partecipato con tanto slancio e coinvolgimento emotivo, sia nell’allestimento del vertice, sia con la diplomazia necessaria per la stipula del contratto. Poi i governi. Essi sanno, dalle indicazioni dei loro scienziati, in quanti problemi ci troviamo, e, alla fine, hanno consentito che questa consapevolezza superi le inimicizie storiche e i conflitti in corso. Osservando i loro sforzi, era come se pareti di vetro fossero state erette tra l’impegno collettivo per salvare il clima e tutte le altre controversie sul nostro tormentato pianeta.
Per quanto riguarda i tanti e variegati importanti attori nazionali e della società civile, negli ultimi tre capitoli del mio libro The Winning of the Carbon War - da completare durante le vacanze di Capodanno - cercherò di rendere giustizia ai loro ruoli nel dramma, in un contesto globale olistico. Questo sarà la mia lettera di ringraziamento a loro.
Il libro completo sarà scaricabile gratuitamente nella prima settimana di gennaio. Una versione stampata del libro sarà pronto più tardi nel mese di gennaio. È possibile prenotare una copia o più copie, qui se lo si desideri con un buono di regalo natalizio. Tutti i profitti del libro saranno devoluti a SolarAid.
Auguro a tutti un 2016 pieno di speranza.

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* Jeremy Leggett è il fondatore e presidente della Solarcentury Electric Co, presidente di Carbon Tracker, autore e attivista. Il suo articolo è stato pubblicato con il titolo Act de Triumph sul suo blog .

Traduzione di Massimo Predieri per italiani.net.

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