Christoph Virchow, Vice presidente senior di Endurance RE, Zurigo

Posizioni sempre più conservative nella politica della confederazione elvetica

L’arroccamento della Svizzera
di Massimo Predieri

In uno dei locali alla moda del quartiere Prati di Roma e davanti a un Negroni, uno dei suoi aperitivi preferiti, abbiamo incontrato il manager svizzero Christoph Virchow per commentare gli sviluppi della politica svizzera. Vice presidente senior di Endurance RE, una azienda internazionale leader del settore assicurativo con sede europea a Zurigo, Christoph Virchow si occupa della riassicurazione nei rami speciali come l’agricoltura, l’edilizia, il credito e le cauzioni.
Il 2015 è stato un anno di svolta per la Svizzera, una nazione che ha sempre difeso gelosamente la sua autonomia,  impostando tuttavia con pragmatismo la sua politica interna ed estera, percorrendo la strada della concertazione e della mediazione. Il 15 gennaio scorso la banca centrale svizzera ha improvvisamente sganciato il franco svizzero dall’euro. Le elezione del 18 ottobre hanno visto il trionfo delle destra xenofoba del partito populista conservatore Udc guidato da Magdalena Martullo-Blocher, figlia del magnate zurighese Christoph Blocher. Il programma elettorale dell’Udc svizzera era incentrato sui provvedimenti da adottare per arginare i flussi dei migranti.

D: Dieci mesi fa la Banca Nazionale Svizzera sganciò il Franco Svizzero dall’Euro. Come si è sviluppato il mercato dei cambi da allora?
Dopo l'annuncio l'Euro è crollato, e per un po' andato anche sotto al franco svizzero. Ma poi ha sorprendentemente e lentamente recuperato ed è ritornato al cambio attuale circa di 1,10 Franchi per un Euro. La ragione è che abbiamo superato per il momento la crisi greca e che la zona euro non sta andando poi così male. Ma ci vorrà molto tempo prima che l'euro torni al cambio di 1,20.

D: La sua azienda è attiva all'estero. Quali sono le conseguenze di questo sviluppo per il vostro business?
L'impatto sulla nostra azienda è limitato perché siamo quotati alla borsa di New York e il nostro bilancio è in dollari. Il dollaro si è rafforzato rispetto all'euro. Sul medio termine ci potrebbe essere un effetto sulle assicurazioni bermudiane e statunitensi con uffici a Zurigo perché il costo del personale è abbastanza alto.

D: Due settimane fa ci sono state le elezioni parlamentari in Svizzera. I risultati mostrano un significativo spostamento a destra. Come interpreta questo risultato?
C'è uno sfortunato spostamento verso il populismo di destra in tutta Europa. In Svizzera lo trovo particolarmente triste, perché gli elettori svizzeri per oltre un secolo hanno respinto tutte le ideologie estremiste su entrambi i lati dello spettro politico .
Naturalmente un fattore determinante è il sistema del finanziamento ai partiti molto opaco e un sistema di proprietà dei media poco trasparente. Il partito popolare svizzero dell'Udc è finanziato in larga misura da Christoph Blocher con ai suoi milioni.


D: Possono entrambi i fenomeni essere interpretati come il desiderio di crescente isolamento e indipendenza della Svizzera ?
Non penso. La decisione della Banca Nazionale Svizzera è stata esclusivamente economica, perché in vista dell'annuncio fatto da Mario Draghi di avviare una iniziativa senza precedenti chiamata Quantitative Easing, la banca svizzera non aveva altra scelta che rinunciare alla difesa del cambio a 1,20.
Nel secondo aspetto, gli elettori svizzeri hanno una tendenza leggermente xenofoba, evidenziata anche in passato, ma non è estremismo. Non bisogna dimenticare che il voto favorevole dell'iniziativa contro l’immigrazione di massa è stata molto risicato. Ma gli elettori ingenui credono che con l'Unione Europea avrebbero avuto tutti i benefici, senza averne gli svantaggi percepiti

-
English -

Q: 10 months ago the Swiss National Bank abandoned the fix exchange between the Swiss franc and Euro. How has the exchange rate developed in this time?
Well, as you remember, after the announcement the Euro crashed completely and for a while even went below one Swiss Franc. But it is has surprisingly and slowly recovered since and has climbed back to about a rate of 1,10 currently. The reason for that is that we have got the Greek crisis behind us for the moment and that the Euro Zone is doing not that bad. But it will be a long time before the Euro comes back to the 1,20 that the Swiss Bank pegged it at before its announcement.

Q: Your Company operates internationally. What are the consequences of this development to your business?
The impact on our company is limited as we are quoted on the New York Stock Exchange and our balance sheet is in US dollars. The US dollar has strengthened against the euro. In the midterm it might have an effect on Bermudian and US insurers with offices in Zurich because of quite expensive staff costs.

Q: Last week there have been parliamentary elections in Switzerland. The results show a significant slip to the right. How do you interpret this result?
There is an unfortunate move to right wing populism all over Europe. In Switzerland I find it particularly sad because the Swiss voters for over a century rejected all extremist ideologies on either side of the political spectrum.
A contributing factor is of course
the very non-transparent party financing system and a fairly non-transparent media ownership system. The Swiss Popular party SVP is financed in a large degree by Christoph Blocher and  at his millions

Q: Can both events be interpreted as the desire of increasing isolation and independence of Switzerland?
I don't think so. Swiss National Bank decision was entirely economical, because in the forefront of the announcement of Mario Draghi to possibly start a never before seen movement of a quantitive easing and the Swiss bank had no other choice then giving up the pegging at 1.20 .
On the second part the Swiss voters have a slightly xenophobic side to them and they have shown in the past, but it is not extremism. Please do not forget that the vote in favour of the mass immigration initiative was very very slim. But the naives believe that they would have all the benefits from dealing with the European Union without having the perceived disadvantages.

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.