Presidenta Cristina Fernandez emitió su voto. Foto http://www.casarosada.gob.ar/

Primarie presidenziali

Argentina: comincia la sfida
di Giorgio Castore

Col 38% dei voti (6,9 milioni), Daniel Scioli, governatore della provincia di Buenos Aires, candidato del Frente para la Victoria, ha vinto le primarie per la scelta dei candidati presidenti alle prossime elezioni previste per il 25 ottobre.
Ad una buona lunghezza dal candidato sostenuto dalla presidenta Cristina Fernández de Kirchner, si è attestato Mauricio Macri, sindaco di Buenos Aires, candidato della coalizione di opposizione Cambiemos col 31% (5,6 milioni di voti) mentre Sergio Massa di Unidos por Una Nueva Alternativa, col 20% (3,7 milioni di voti) esaurisce i candidati che potranno battersi per la poltrona presidenziale con le maggiori probabilità di successo.
I risultati hanno confermato in pieno soltanto le previsioni per Daniel Scioli e d’altra parte non gli è mai mancato, in questa corsa alle presidenziali, il sostegno della presidenta che lo ha appoggiato sia sul fronte internazionale anche con la visita al presidente cubano Raul Castro, sia sul fronte interno con l’accordo sindacale, intervenuto un attimo prima di queste elezioni, che ha fissato un consistente incremento del salario minimo (28,5%) che si attesta così a circa 600 dollari, e con l’erogazione di una prima tranche superiore alla metà del concordato prima del voto del 9.
Altro riconoscimento elettorale è stato concesso con la “Ley de mobilidad social”, che instaura un adeguamento del sistema di sostegno al welfare ponendo a carico della fiscalità generale i contributi per i figli (3,5 milioni di bambini), il sostegno alle nascite ed ai 2 milioni di famiglie con carico familiare.
La presidenta Cristina ha messo le mani avanti sull’aggravio a carico della spesa pubblica dichiarando che non di beneficienza si tratta, bensì di un aiuto alle fasce più deboli della popolazione che produce anche una maggiore capacità di spesa a sostegno dell’economia.
E’ opportuno ricordare, anche, che l’appoggio della Kirchner al candidato Scioli non intervenuto senza iniziali tentennamenti.
Il candidato del Frente para la Victoria non è figlio tout court del kirchnerismo. E’ vero che presentatosi alle elezioni del 2003 con Nestor Kirchner, egli è stato suo Vice Presidente fino al 2007, ma è anche vero che nel corso della sua vita politica ha anche avuto la capacità di non apparire un uomo appiattito sulla presidenta, che ha tentennato a lungo prima di manifestargli il proprio appoggio, e di disporre di una propria autonoma forza elettorale.
Infatti le vicissitudini giudiziarie che riguardano la presidenta e la sua famiglia potrebbero rischiare di travolgere qualsiasi candidato Cristina dipendente.

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