"Su Santidad Papa Francisco" di Gabriel Andrés Trujillo Escobedo - Flickr: Su Santidad Papa Francisco. Con licenza CC BY-SA 2.0 tramite Wikimedia Commons - https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Su_Santidad_Papa_Francisco.jpg#/media/File:Su_Santidad_Papa_Francisco.jpg

Duro colpo del Papa ai negazionisti del clima
di Massimo Predieri

La pubblicazione dell’enciclica “Laudato Si’, sulla cura della casa comune” è stata accolta come fumo negli occhi dagli ambienti conservatori dei Repubblicani USA. Già gli anticipi sul contenuto dell’enciclica sull’ambiente avevano nei giorni scorsi scatenato negli Stati Uniti reazioni scomposte da parte di alti esponenti dei repubblicani.
James Inhofe, senatore per lo stato dell'Oklahoma, si è lanciato in una poco elegante dichiarazione, che tradotta in italiano suona più o meno così: “Il Papa si faccia i fatti suoi, che noi ci facciamo i nostri”. Il senatore repubblicano è noto per essere la guida ideologica dei negazionisti del riscaldamento globale. Celebri sono le sue azioni provocatorie, come il lancio di una palla di neve sul pavimento del Senato per dimostrare 'la più grande bufala mai perpetrata contro il popolo americano'.
Anche Jeb Bush, il cattolico candidato per le presidenziali del 2016, ha attaccato il pontefice per l'Enciclica sull’ambiente. "Non mi faccio dettare la politica economica dai miei vescovi, dai miei cardinali o dal mio Papa". Così avrebbe affermato pubblicamente l’ex governatore repubblicano della Florida nel suo primo giorno ufficiale di campagna elettorale questa settimana.
Le proteste dei negazionisti sono causate dall’esplicita critica che riserva loro Papa Francesco nell’enciclica, quando scrive “Gli atteggiamenti che ostacolano le vie di soluzione, anche fra i credenti, vanno dalla negazione del problema all’indifferenza, alla rassegnazione comoda, o alla fiducia cieca nelle soluzioni tecniche”.
Ma ancora di più innervosisce i negazionisti fomentati dalle lobby petrolifere il chiaro ed inequivocabile appello pontificio a “limitare al massimo l’uso delle risorse non rinnovabili” inserito proprio nel primo capitolo dell’enciclica.
Il Papa non solo sottolinea il consenso scientifico che esiste intorno al fenomeno del riscaldamento del sistema climatico, ma non ha dubbi sulle sue cause umane: “… numerosi studi scientifici indicano che la maggior parte del riscaldamento globale degli ultimi decenni è dovuta alla grande concentrazione di gas serra (anidride carbonica, metano, ossido di azoto ed altri) emessi soprattutto a causa dell’attività umana.”
L’enciclica è stata pubblicata il 18 giugno e si può leggere in cinque lingue sul sito web del Vaticano.
Il 2015 sarà un anno cruciale per la grande questione del cambiamento climatico. Dopo il Symposium Internazionale sul Cambiamento Climatico Roma 2015 organizzato dalla Fondazione Italiani, la pubblicazione dell’enciclica papale, siamo in attesa dell’incontro ai vertici organizzato dalle Nazioni Unite denominato COP21 che si terrà a Parigi a partire dal 30 novembre e che si spera porti a decisioni impegnative per accelerare l’uscita definitiva dall’era dei combustibili fossili.
Il testo dell’enciclica

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