Symposium on Climate Change – Rome 2015. La sala. _©Tommaso Carmassi

Santa Sede e Casa Bianca unite dal clima
di Massimo Predieri

Nel suo secondo mandato presidenziale Obama ha posto il clima e i cambiamenti climatici in cima alle priorità. Per la prima volta nella storia degli Stati Uniti un presidente ha presentato un Piano d’Azione sul Clima. Con un discorso tenuto l’8 maggio il presidente dagli Stati Uniti Obama ha nuovamente chiesto urgenti azioni per contrastare il cambiamento climatico.
Da questa parte dell’oceano, Papa Francesco dedica la seconda enciclica del suo papato alla “cura della casa comune”. Anche qui si tratta della prima volta nella storia che una enciclica viene dedicata alla tutela dell’ambiente. Ci si aspetta nella lettera pastorale di Papa Francesco una forte attenzione sui cambiamenti climatici. La nuova enciclica si intitolerà Laudato Sii.
Bill Ritter al Symposium on Climate Change Rome 2015. ©Tommaso CarmassiA poco tempo di distanza due leader mondiali hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di affrontare i problemi dell’ambiente che affliggono l’umanità. La vicinanza di intenti tra due dei più carismatici e potenti uomini del mondo contemporaneo è emersa con evidenza durante il Symposium Internazionale sul Cambiamento Climatico Roma 2015 che si è tenuto dal 27 al 29 maggio scorsi sotto l’egida del nostro editore, la Fondazione Italiani.
Il Symposium Internazionale Roma 2015 è stata l’occasione per confrontarsi sul cambiamento climatico. Alcuni tra i massimi esperti mondiali hanno discusso per tre giorni e redatto un appello indirizzato al convegno delle Nazioni Unite COP21 che si terrà a novembre a Parigi. Tra gli esperti convenuti, molto interesse ha destato il consulente presidenziale della Casa Bianca Bill Ritter, ex governatore del Colorado e presidente dell’Agenzia Presidenziale ed Esecutiva per l’Energia Pulita in America. Ritter ha avvertito che la Casa Bianca non è il parlamento americano. La maggioranza repubblicana del congresso americano non condivide le posizioni ambientaliste del presidente Obama, e non sarò facile imporre le azioni per contrastare il cambiamento climatico. Se venisse eletto un presidente repubblicano al prossimo turno, ci sarebbero otto anni di marcia indietro sul progetto del cambiamento climatico. Ma questo, secondo Ritter, non avverrà, perché secondo il suo pronostico, il prossimo presidente sarà Hillary Clinton.
Tebaldo Vinciguerra, Officiale del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.Il Symposium Internazionale sul Cambiamento Climatico ha offerto a una ventina di massimi esperti mondiali la possibilità di discutere, fuori dai cerimoniali e dai protocolli governativi, le possibili vie di uscita dalla folle corsa verso il disastro ambientale causato dalle attività umane, prima di tutte la produzione di CO2 e il conseguente aumento delle temperature in tutto il mondo.
Il momento focale del Symposium è stato l’intervento di Tebaldo Vinciguerra, Officiale del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, il dicastero della Curia romana che sta preparando l’enciclica sull’ambiente annunciata da Papa Francesco. Vinciguerra ha ricordato che la strada verso il COP di Parigi 2015 è lastricata di contraddizioni e posizioni contrastanti e che solo una risposta collettiva potrà portare dei progressi. Gli esperti convenuti da tutto il mondo hanno ascoltato il discorso di Tebaldo Vinciguerra con molta attenzione e al termine gli hanno tributato un lungo applauso. Jeremy Leggett, autore, attivista e presidente di Carbon Tracker, ha riconosciuto il peso della enciclica papale a favore di una azione congiunta per affrontare il cambiamento climatico.
Il 2015 sarà un anno di forte attenzione sui problemi del cambiamento climatico e le loro soluzioni. Forse i potenti della terra stanno finalmente dedicandosi ad una questione che per la prima volta fu sollevata dal Club of Rome, fondato nel nostro paese quasi 50 anni fa, e che sta diventando sempre più urgente.

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