"Omar al-Bashir, 12th AU Summit, 090131-N-0506A-342" by U.S. Navy photo by Mass Communication Specialist 2nd Class Jesse B. Awalt/Released - DefenseImagery.mil, VIRIN 090131-N-0506A-342. Licensed under Public Domain via Wikimedia Commons

Sponda sud del Mediterraneo

Si intensifica l’attività diplomatica
di Giorgio Castore

Si intensifica l'attività diplomatica dei paesi della sponda sud del Mediterraneo e di quelli del West Africa.
Lo scorso sabato 30 maggio, il presidente Sudanese Omar al-Bashir ha incontrato Nuri Mohamed Bait Almal, inviato personale del Primo ministro libico Abdullah al-Thani, che gli ha consegnato un messaggio sugli sviluppi della crisi libica.
Secondo fonti dell'African News, l'inviato ha dichiarato che "Il Presidente al-Bashir ha reiterato la volontà sudanese di aiutare la Libia attraverso un dialogo che conduca tutte insieme le parti rivali alla fine del conflitto".
Si tratta di una dichiarazione decisamente importante che segna una inversione di tendenza nei rapporti bilaterali tra i due paesi dopo le tensioni registrate recentemente.
"Sudan - Location Map (2011) - SDN - UNOCHA" by OCHA. Licensed under CC BY 3.0 via Wikimedia CommonsIl Sudan aveva promosso, alla fine dello scorso anno, una riunione di alcuni paesi confinanti con la Libia per affrontare la crisi della nazione nordafricana, ma i rapporti tra i due Paesi avevano registrato uno stato di tensione culminato in uno scambio di accuse.
Il comunicato rilasciato al termine della riunione, con l'invito condiviso alle parti belligeranti in Libia a ricorrere al dialogo per raggiungere la pace e la stabilità, si inserisce nell'azione promossa dall'ONU di dialogo e di stabilizzazione nella regione.
"Mali carte" L'utente che ha caricato in origine il file è stato Sting di Wikipedia in francese - Trasferito da fr.wikipedia su Commons.. Con licenza Pubblico dominio tramite Wikimedia Commons Martedì 2 giugno il Presidente François Hollande ha ricevuto all'Eliseo il Presidente del Niger Mahammadu Issoufou. Insieme, hanno constatato i progressi realizzati dai paesi del West Africa nella lotta alla setta terrorista di Boko Haram, registrando la disponibilità francese a proseguire nella cooperazione regionale, anche sul versante del Mali, stante la preoccupazione che suscita la resistenza delle parti che ancora non hanno sottoscritto l'accordo di Algeri. Da qui la preoccupazione per gli attacchi subiti anche recentemente dai caschi blu dell'operazione MINISMA.
L'ultimo argomento oggetto dell'incontro dei due capi di stato ha registrato un sostanziale accordo sul contenimento del traffico di esseri umani che vede il Niger come territorio attraversato in direzione della Libia.
Secondo il Kaleej Times, "le truppe francesi di stanza nella provincia di Gao, nel deserto settentrionale del Mali, si trovano a dover fronteggiare un nemico invisibile, sconosciuto, un maestro nella guerriglia, nell'arte del colpisci e sparisci". News24 riferisce di un clima di paura e di tensione generato dal sospetto.
In quella zona, siamo di fronte ad un conflitto datato da almeno due anni.
Da un lato un contingente militare francese, impegnato nell'Operazione Barkhane, a sostegno del governo maliano, dall'altro gruppi armati islamisti, i principali dei quali sono i tuareg del Movimento nazionale per la liberazione dell'Azawad, che rivendica il principio dell'autodeterminazione sul territorio maliano, ed il movimento salafista Ansar Dine.
I francesi, col mandato ONU, sostengono il governo maliano, che vuole proteggere l'integrità del proprio territorio, e si oppongono all'avanzata dei ribelli verso la capitale Bamako. In realtà, i francesi hanno anche un altro obiettivo, quello di proteggere le miniere d'uranio situate nel territorio del Niger, al confine con il Mali secondo un'intesa intervenuta tra Francia e Niger a seguito di una visita compiuta dal presidente nigerino del Niger all'Eliseo il 15 novembre 2012.
Nella preparazione delle operazioni militari la diplomazia francese aveva tenuto conto che gli interessi in gioco coinvolgevano non solo il Mali, ma anche l'ECOWAS, l'Economic Community of West Africa States (in francese CEDEAO), e l'Unione Africana, tutti organismi dell'ONU. La Francia, assumendosi il sostegno finanziario all'operazione militare, con l'accordo dei paesi direttamente o indirettamente coinvolti, con la copertura delle Nazioni Unite, col peso politico derivante dal ruolo di membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, ha ottenuto di impiegare un proprio contingente militare con la copertura dell'ONU.

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