United Arab Emirates F-16 Block 60 taking off from Naval Air Station Joint Reserve Base Fort Worth. http://en.wikipedia.org/wiki/General_Dynamics_F-16_Fighting_Falcon#/media/File:F-16e_block60.jpg

Perenne conflitto tra sciiti e sunniti

Yemen: la guerra per procura
di Diego Grazioli

La rivoluzione geopolitica che sta avvenendo in medio-oriente, figlia delle aperture di Washington al regime degli ayatollah iraniani, rischia di fomentare in maniera drammatica le tensioni tra mondo sciita e mondo sunnita.
La cronaca degli ultimi giorni ci parla del cambio di passo della guerra civile che da tempo di sta combattendo in Yemen.
L'avanzata dei ribelli sciiti Houthi, che nei giorni scorsi avevano preso il controllo della capitale Sana'a, defenestrando il presidente Abdrabbuh Mansour Hadi, sta subendo una pesante controffensiva dal cielo da parte di una coalizione di paesi arabi sunniti. Raid che hanno mietuto centinaia di vittime nelle principali città del paese e che sarebbero solo il preludio di un'invasione vera e propria da parte di un contingente di terra.
Proprio della realizzazione di una forza militare araba congiunta, che possa rappresentare in maniera stabile il braccio armato della Lega Araba, si è discusso nel recente vertice di Sharm El Sheikh, patrocinato dal presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi. Un avvenimento epocale, se si pensa che l'ultimo tentativo di creare una forza comune tra le potenze del mondo arabo, risale alla guerra del kippur del 1973.
La sfida che la galassia sunnita si trova ad affrontare, è di quelle che possono segnare un'epoca. Se la maratona negoziale in corso in Svizzera sul protocollo nucleare iraniano dovesse andare a buon fine, i rapporti di forza in medio-oriente subirebbero un drastico mutamento.
Un Iran dotato di tecnologia nucleare, assurgerebbe a vero competitor regionale d'Israele, affermando di conseguenza, la propria leadership nel mondo arabo. In quest'ottica la guerra civile che si sta combattendo in Yemen assume una valenza che va ben oltre le rivalità tra le varie tribù. L'Arabia Saudita e gli altri paesi della galassia sunnita hanno deciso di affermare con la forza i limiti di espansione territoriale dell'influenza iraniana. Un'offensiva che però si deve misurare con un altro fattore di primaria importanza della società yemenita.
Da sempre, il paese più a sud della penisola arabica, è culla della lettura più integralista della religione coranica, il wahabismo, il che vuol dire rappresentare il retroterra ideale per fornire campi d'addestramento e appoggio logistico ai miliziani di Al Qaeda.
Nelle acque dello Yemen, infatti, avvenne il grave attentato contro la nave americana USS Cole, preludio dell'attacco al World Trade Center. Una componente integralista che preoccupa non poco la stessa leadership saudita, pressata dall'esterno dalle istanze di un mondo sempre più globalizzato e dall'interno da predicatori che declamano una visione dell'Islam più conservatrice.
La partita che si sta giocando in Yemen rappresenta dunque l'ennesima tappa nella storia di questa terra travagliata, custode di alcuni dei gioielli architettonici più belli che l'umanità abbia mai prodotto e di diverse culture religiose che a volte sfociano in conflitto.

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.