Fermati i miliziani di Boko Haram 

Nigeria: restano omicidi, saccheggi, rapimenti.
di Giorgio Castore

Il mondo è troppo occupato per preoccuparsi delle vicende nigeriane! Basta scorrere i lanci di agenzia per comprendere quanto scarsa sia l’importanza riservata dai media alle prossime elezioni presidenziali e legislative in Nigeria.
Il rinvio di sei settimane deciso il 7 febbraio scorso dalla Commissione indipendente per le elezioni ha spostato al prossimo 28 marzo la data di quelle elezioni: un colpo di fortuna ed una boccata di ossigeno per il presidente in carica, Jonathan Goodluck che si trovava in considerevoli difficoltà.
6 settimane che sono state sufficienti per le forze della coalizione sostenuta dall’Unione Africana per ribaltare una situazione che appariva ampiamente compromessa con i miliziani di Boko Haram che erano arrivati ad imperversare non solo nello Stato nigeriano di Borno, soggiogandone la capitale Maiduguri, ma anche a razziare indisturbati negli stati di Yobe ed Ademawa, sconfinando anche in Niger, nella città di Diffa, e nel Chad.
Nella ripresa del controllo da parte dei governativi, l’ultima azione delle forze della coalizione ha registrato nel passato fine settimana l’intervento in forze delle truppe del Chad, sostenute da due elicotteri che hanno bombardato le posizioni dei miliziani uccidendone alcune dozzine ai confini col Niger e distruggendo un gran numero di motociclette ed automezzi che trasportavano i miliziani nel villaggio di Djaboullam, secondo quanto ha dichiarato alla Reuters un ufficiale superiore del Niger che ha lodato l’ottima performance dei servizi di intelligence.
L’Agenzia Reuters non si è limitata a ricercare notizie belliche, ma ha anche raccolto il racconto di numerosi protagonisti civili che avevano subito gli attacchi dei miliziani e, secondo le fonti intervistate il quadro emerso è risultato a dir poco devastante. Le vittime civili di questa insensata campagna dei miliziani sono innumerevoli e non hanno lasciato scampo non solo agli uomini, in grado di combattere, ma anche e soprattutto a donne e bambini.
I disastri sono risultati innumerevoli. Nei villaggi e nelle città abbandonate fanno mostra di sé abitazioni distrutte ed incendiate. Le donne che non sono riuscite a fuggire abbandonando le proprie abitazioni sono state rapite e se risultate incinte, in molti casi sono state ammazzate.
Una domanda rimane, comunque, senza risposta: se e quali coperture politiche e finanziarie siano state date sia in passato che nel conflitto in corso da parte delle forze politiche nigeriane al potere ai miliziani di Boko Haram.

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