Immigrati Lampedusa  Ringrazio per la foto Matteo Penna. (foto di Vito Manzari - Flickr)

Il governo madrileno ha compreso che non basta solo l’accoglienza

È già finita la solidarietà spagnola verso i migranti
di Antonello Cannarozzo

Il 17 giugno di quest’anno doveva essere una data simbolica per la solidarietà e l’accoglienza grazie alla generosità dimostrata dalla Spagna contro l’egoismo dell’Italia, specialmente dopo l’insediamento agli Interni del “feroceMatteo Salvini.

 La storia è nota: la nave dell’ong Aquarius aveva raccolto nelle acque libiche oltre 600 migranti e, come da consuetudine, si stava dirigendo verso un porto italiano per farli sbarcare.

Peccato per loro che il nuovo governo italiano “giallo-verde” ha detto per la prima volta no a questa consuetudine. Un no chiaro e tondo: navi straniere non sbarcano più i clandestini in nessun porto della Penisola. Il classico fulmine a ciel sereno.

L’Italia era considerata ormai da tutti in Europa come una specie di porto franco per i migranti clandestini o meno e nessuno si aspettava un tale comportamento di tale indipendenza politica, dopo tante dimostrazioni di solidarietà all’Italia, solo a parole, ovviamente, per lo sforzo che stava compiendo. 

Infatti, solo dal 2014 al 1017 sono arrivati da noi ufficialmente ben 550 mila persone con un impatto socio-economico non indifferente.

Si è detto in questi anni, fino allo sfinimento, che la migrazione era un fenomeno epocale che non si poteva assolutamente ridurre e, comunque, dovevamo farcene una ragione essendo il primo porto di accoglienza nel Mediterraneo, ma è bastata una politica più responsabile dell’allora inquilino del Viminale Marco Minniti, per capovolgere la situazione.

 Tra il primo gennaio e luglio di quest’anno gli sbarchi sono diminuiti del 80% e nel solo mese di luglio sono sbarcati solo 1782 migranti. Mai così pochi in un mese estivo.

Ma torniamo alla data del 17 giugno, i fatti che si sono allora succeduti li ricordiamo bene. Pagine intere, servizi giornalistici, italiani e stranieri, per spiegare e condannare la crudeltà del nostro Paese che aveva costretto la nave Aquarius a rimanere per 9 giorni con il suo carico umano in mezzo al Mediterraneo ed stato solo grazie alla già citata generosità del nuovo governo spagnolo, guidato dal giovane socialista Pedro Sanchez, che la situazione si è sbloccata facendo giungere nel porto di Valencia la nave tra le lodi e il ringraziamento dalla comunità internazionale e da tutte quelle le organizzazioni aperte all’accoglienza.

A Valencia il giorno dell’arrivo dei migranti vennero schierati ad accogliere, tra applausi e striscioni di benvenuto, volontari, funzionari governativi, esercito e centinaia di giornalisti di ogni testata internazionale in risposta alla politica di chiusura italiana.

Sono passati appena tre mesi e sembrano siano passati anni luce. Il generoso Sanchez ha dovuto fare i conti con la realtà al di là della retorica politica.

Dopo la chiusura dei porti italiani e maltesi, gli sbarchi sono aumentati lungo la costa iberica e già solo quest’anno si sono avuti 22 mila sbarchi contro i 18 mila dell’Italia senza contare che la pressione finora sostenuta nell’enclave marocchina di Ceuta dove a luglio circa 600 migranti hanno sfondato le reti di recinzione che proteggono il confine spagnolo dopo una vera e propria battaglia con la Guardia Civil, ma ciononostante  dall’inizio dell’anno quasi 4 mila hanno già scavalcato questi reticolati.

Il sogno di solidarietà ben presto si sta trasformando per il governo di Madrid in un incubo anche perché la Spagna non è pronta per questo tipo di emergenza non avendo predisposto strutture atte a gestire questi flussi. Una generosità che ha cominciato a creare non poco malumore e proteste in molti settori della popolazione e non solo dalla destra populista.

Ormai, sui media nazionali si sente sempre più spesso lo slogan di salviniana memoria.”Non possiamo assorbire i milioni di africani che cercano in Europa un futuro migliore”.

A Medina, Sidonia, Chiclana de la Frontera e altre città del sud, con un sistema al collasso i migranti vagano senza meta e le autorità faticano a identificare tutte le persone correttamente.

A Cadice, Malaga, Tarifa, Algeciras, vengono aperti centri sportivi e padiglioni comunali per accogliere i migranti subsahariani e nord-africani creando non pochi problemi ai cittadini e in Andalusia ormai la situazione secondo le autorità è “al collasso” dove arriva l'80% dei migranti via mare, cresce la preoccupazione.  Un po’ come l’Italia qualche anno fa, all’inizio del grande flusso Mediterraneo.

Nelle province del sud andaluso, Il sindaco di Algeciras, José Ignacio Landaluce,avverte che lo stretto di Gibilterra sta diventando niente meno che la nuova Lampedusa ed anche qui la capacità di accoglienza “è al limite” e se il ritmo di crescita degli arrivi si mantiene a questi livelli la situazione “sarà difficile da reggere”.

Per questi motivi la Spagna, dopo appena due mesi, ha chiesto per far fronte a questi arrivi disordinati aiuto all’Europa, la quale prontamente ha offerto subito una trance di 55 milioni euro.

Mentre noi che dal 2014 al 1017 abbiamo sopportato gli sbarchi di oltre 600 mila persone ci sono stati accordati e non senza difficoltà in tre anni appena 80 milioni, nonostante i 5 miliardi spesi per l'accoglienza in base al piano di programmazione economica (Def) messo a punto dal governo Gentiloni. Sicuramente gli spagnoli sono stati più bravi di noi.

Intanto, il generoso e solidale governo spagnolo ha cominciato a cambiare registro. Mentre ai migranti della Aquarius era stato garantito uno status particolare, ora le nuove regole prevedono di considerare tutti gli stranieri, che sbarcano nei porti spagnoli come immigrati irregolari, cioè clandestini, sia da navi Ong che della guardiacostiera. Che differenza agli applausi di tre mesi fa.

Con la nuova legge i richiedenti asilo non otterranno il permesso di soggiorno straordinario di 45 giorni come ai migranti della Aquarius, ma andranno direttamente nei centri di accoglienza per stranieri, il Cate, dove saranno accolti per un massimo di appena 72 ore, mentre le autorità procederanno alla loro identificazione. Non c’è male come spirito di solidarietà.

I primi che hanno potuto constatare il nuovo spirito di solidarietà madrilena sono stati gli 87 immigratiche la Open Arms aveva recuperato il 2 agosto di fronte alla Libia è ha deciso di portarli direttamente in Spagna (20 (forse) andranno in Francia), senza provare neppure a chiedere l’autorizzazione allo sbarco all’Italia, sapendo già la risposta facendo approdare i migranti a Cadice.

Probabilmente, sia i profughi e sia i volontari, si attendevano un benvenuto caloroso come i loro confratelli dell’Aquarius, ma così non è stato. La nave della ong è arrivata alle 9.20 senza canti di gioia e striscioni di benvenuto per loro è stato ordinato uno sbarco discreto e austero. La musica è cambiata.

Chissà se la Spagna si è già pentita della sua generosa accoglienza. Vedremo in futuro, ma per i media e le forze progressiste è sempre solo il governo italiano egoista e crudele.  

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