Bambini dell'Uganda (foto di Numbercfoto - Pixabay)

L'Unione europea è ancora un punto di riferimento per la tutela dei diritti umani?

Africa: la bomba demografica
di Diego Grazioli

Le recenti migrazioni provenienti dall'Africa stanno mettendo a dura prova non solo la tenuta politica dei paesi dell'Unione Europea, ma anche il concetto di solidarietà dei suoi cittadini, pilastro indispensabile per un'Istituzione che e' stata e vuole essere un punto di riferimento a livello globale per quanto riguarda la tutela ed il rispetto dei diritti umani.

La partita che in questi giorni si sta giocando nelle acque del Mediterraneo, con le navi delle ONG che soccorrono le imbarcazioni di migranti e poi sono costrette a vagare tra le onde in attesa di un porto sicuro che le accolga (vedi la vicenda dell'Aquarius), e' solo l'antipasto di quello che inevitabilmente accadrà nel prossimo futuro. Per farci un'idea delle ragioni che spingono così tanti esseri umani a tentare la disperata impresa di varcare prima il deserto e poi affrontare la traversata dalla sponda sud a quella nord di quello che gli antichi romani definivano Mare Nostrum, bisogna analizzare i flussi demografici che fotografano la popolazione africana.

Secondo il rapporto redatto dalla Population Division dell'Organizzazione delle Nazioni Unite, nel 2010 gli abitanti del Continente Nero erano circa un miliardo, mentre oggi, dopo soli 8 anni da quella stima, la popolazione e' già aumentata di un quinto, vale a dire che si e' arrivati ad un miliardo e duecento milioni di persone. Una crescita inarrestabile, che porterà l'Africa a diventare entro il 2100 il continente più popoloso del pianeta, superando persino l'Asia che nel secolo a venire vedrà invece decrescere il proprio numero di abitanti. Sempre secondo le stime delle Nazioni Unite la popolazione africana, entro i prossimi 90 anni, e' destinata a crescere fino a superare i 4 miliardi di persone.

La prima ragione che determina un'impennata così importante del tasso demografico e' senza dubbio l'uso più consapevole e diffuso dei medicinali che, in questi ultimi anni, hanno consentito di debellare molte malattie che un tempo falcidiavano milioni di persone. Un altro dato interessante che emerge dal rapporto delle Nazioni Unite, e' l'alto tasso di natalità delle donne africane, che si attesta intorno ai 4 bambini, retaggio di un passato agricolo che obbligava le famiglie a procreare il più possibile, per consentire un'adeguata forza lavoro. L'assenza di strumenti culturali che possano regolamentare una consapevole pianificazione familiare e' un'altra ragione che spinge molti individui a procreare in maniera così significativa. Anche la mancanza di tecniche contraccettive adeguate e' un motivo che determina il boom demografico africano. Altro fattore che sta causando l'aumento della popolazione e' il progresso della tecnologia applicata alla filiera della produzione alimentare.

Le moderne tecniche d'irrigazione e lo sviluppo del tessuto industriale del continente stanno determinando una diffusione più endemica delle fonti di sostentamento. Queste sono solo alcune delle ragioni per le quali sarà impossibile arginare i flussi migratori che dal sud del mondo avanzano verso l'Europa o il Nord America, perché l'istinto di sopravvivenza della razza umana e' destinato ad abbattere qualunque muro il primo mondo tenti di erigere, con buona pace delle politiche di contrasto, di respingimento e dei cosiddetti hot spot che si vorrebbero costruire in Africa. Senza tralasciare le responsabilità politiche di paesi che hanno avuto un passato coloniale, colpevole ancora oggi del saccheggio delle ricchezze naturali e del deserto culturale perpetrato per oltre un secolo ai danni del Continente Nero, un tempo con l'occidentalizzazione forzata di interi paesi ed ora con la corruzione sistematica delle multinazionali che foraggia spesso capi di stato sanguinari e che inevitabilmente impedisce un corretto sviluppo democratico e un'adeguata ripartizione dei beni comuni.

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