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Ancora sulle elezioni degli italiani all’estero

Fabio Porta annuncia ricorso
di Giorgio Castore

Nell’articolo “Il caso «Fabio Porta»” pubblicato nell’edizione del 21 marzo scorso di italiani.net, avevamo dato conto del commento rilasciato alla testata italiachiamaitalia dall’onorevole Fabio Porta, candidato per la circoscrizione Sud America al Senato nelle ultime elezioni: “un imbroglio colossale”.

Nello stesso articolo si faceva menzione della sua volontà di andare fino in fondo nella vicenda.

Ed ecco che Fabio Porta, deputato uscente per il Partito Democratico, mantiene la parola e rilascia all’AISE una dichiarazione secondo cui mercoledì 18 aprile, alle ore 11:30 nel corso di una conferenza stampa nella sala stampa della Camera dei Deputati spiegherà i motivi che lo hanno portato a formalizzare un ricorso alla Giunta per le elezioni del Senato in relazione ad oltre diecimila voti ottenuti dall’USEI in alcune sezioni elettorali della circoscrizione consolare di Buenos Aires.

“Per la seconda volta in quattro elezioni – ha dichiarato l’esponente del PD all’AISE – il Partito Democratico perde in Sudamerica il seggio al Senato; come nel 2008 con il senatore di Forza Italia Esteban Caselli, anche quest’anno siamo di fronte ad evidenti anomalie verificatesi sempre a Buenos Aires”.

“La metà dei voti dell’USEI si è concentrata in un’unica città del Sudamerica e in un pugno di sezioni elettorali ci sono oltre la metà di questi voti; parliamo - continua Porta – di sezioni dove USEI ha ottenuto il 96% dei voti e dove il loro candidato eletto al Senato, per esempio, ha avuto in alcuni casi il 99% dei voti di preferenza; voti espressi spesso con la stessa calligrafia e la stessa penna: tutti elementi che saranno sottoposti all’attento vaglio della massima autorità elettorale del Parlamento”.

“Se vogliamo difendere il diritto-dovere di voto degli italiani all’estero e la rappresentanza in Parlamento degli italiani nel mondo dobbiamo avere il coraggio di denunciare tali episodi, sanzionando eventuali brogli e intervenendo per modificare il risultato e ripristinare la correttezza dell’esito delle elezioni”, sostiene il capolista al Senato della lista del Partito Democratico in Sudamerica.

“In caso contrario – avverte l’ex Presidente del Comitato italiani nel mondo della Camera dei Deputati – tali fenomeni si ripeteranno in proporzioni ancora maggiori, con il rischio concreto di seppellire definitivamente il voto all’estero. Non è più prorogabile – conclude - una seria riflessione sulle eventuali modifiche delle modalità di voto nella Circoscrizione Estero, possibilmente preceduta da una analisi degli effetti e delle distorsioni del voto di preferenza nelle attuali quattro enormi ripartizioni”.

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