Panorama avenida Paulista Avenue dove ha sede il Consolato Generale d’Italia a San Paolo – Brasile. By Articotropical - Flickr, CC BY 2.0,

Elezioni nella circoscrizione estero

Il caso “Fabio Porta”
di Giorgio Castore

La stampa degli italiani all’estero è in subbuglio. Fabio Porta, deputato della circoscrizione estero del PD nella passata legislatura, candidato in questa legislatura per il Senato, deve lasciare il passo al Adriano Cairo, candidato dell’USEI (Unione Sudamericana Emigrati Italiani).

Secondo i dati pubblicati sul sito web dell’USEI, i voti ottenuti alla Camera dei deputati sono passati dai 44mila delle politiche del 2013 ai 65mila del 2018, mentre quelli per il Senato sono passati dai 38mila ai 65mila.

Nell’intervista rilasciata in esclusiva a ItaliachiamaItalia Fabio Porta richiesto di un commento sul voto degli italiani all’estero parla di “un imbroglio colossale”, mentre l’autore dell’articolo, Ricki Filosa, commenta, riferendosi a Ricardo Merlo, il più votato in assoluto per il MAIE, Movimento Associativo per gli Italiani all’Estero, che da quel che sappiamo però, non è pienamente soddisfatto, perché se si fossero verificati i fatti che sono stati denunciati in alcune sezioni elettorali di Buenos Aires (che comunque non mettono in discussione i voti conquistati dal MAIE e il suo successo), il discredito cadrà su tutti gli eletti all’estero.

Dal canto loro, M5S, Forza Italia e MAIE assicurano: presenteremo progetto di modifica.

Secondo Fabio Porta “Non è giusto continuare a macchiare la grande conquista rappresentata dal voto all’estero da episodi che nulla hanno a che vedere con l’onestà e la dignità degli italiani nel mondo. Per quanto mi riguarda, continuerò a lavorare con serietà e competenza con e per gli italiani del Sudamerica e del mondo, convinto che l’Italia di oggi e quella di domani hanno sempre più bisogno di questo straordinario tesoro. Un patrimonio da valorizzare, non da “sfruttare” per finalità elettorali o interessi personali. Non dimentichiamolo mai!”

Sotto accusa è il sistema di voto per corrispondenza, in vigore per le elezioni all’estero. Secondo la procedura adottata, l’elettore riceve un plico contenente, fra l’altro, una scheda che dovrà essere riconsegnata, votata e inserita in una apposita busta, all’ufficio consolare, che provvederà ad inviarla, in un plico e unitamente a tutte le altre schede votate, all’ufficio elettorale in Italia per lo spoglio, entro la data prefissata.

Il problema sollevato fin dall’inizio dell’introduzione del sistema di voto nella circoscrizione “estero” riguarda la caratteristica del voto che, secondo la norma deve essere personale e segreto. Gli oppositori dell’attuale sistema di voto sostengono che, a differenza di quanto avviene nel sistema di voto nei seggi elettorali nazionali, nei quali la scheda votata viene inserita nell’urna dallo stesso elettore, la procedura secondo cui la scheda che viene restituita votata e inserita all’interno di una busta non garantisce che a votare quella scheda sia il titolare stesso del diritto di voto.

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