Bansky sulla Brexit, foto di Duncan Hull, Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0)

Una ferita da sanare. Vincerà la “Soft” Theresa May? Cosa rischia l’Italia?

Brexit: addio o arrivederci?
di Gabriella Impallomeni

Brexit”è la terza parola più digitata in tutto il mondo su Google nel 2016. Nella sezione delle notizie globali, questo neologismo è ancor più ricercato sul web delle rivelazioni sui Panama Papers.
La permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea è una questione che ha ricevuto un’importante attenzione mediatica, occupando a più riprese le prime pagine dei principali quotidiani.

Portrait of British Prime Minister Theresa May. Di Controller of Her Majesty’s Stationery Office - https://www.gov.uk/government/uploads/system/uploads/attachment_data/file/588948/The_United_Kingdoms_exit_from_and_partnership_with_the_EU_Web.pdf, OGL 3, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=55774957

Il 24 giugno 2016 vengono resi noti i risultati del Referendum sulla “Brexit”. Con il 51,9% il Leave vince sul Remain: i cittadini inglesi decidono, a sorpresa, di lasciare l’Unione Europea. Lo stesso giorno, il Premier britannico David Cameron annuncia le sue dimissioni, asserendo che i negoziati con l’Europa necessitano la guida di un nuovo Primo Ministro: è proprio allora che Theresa May diventa il nuovo il nuovo inquilino di Dowining Street del paese anglosassone, la seconda donna al governo dopo Margareth Thatcher.
Tutto ciò accadeva più di un anno fa.
Attualmente, le domande che possiamo porci in merito alla questione sono almeno due. Una riguarda il presente, l’altra è rivolta al futuro. La prima concerne le condizioni odierne delle trattative per l’uscita dell’Inghilterra dall’UE: quali sono gli ultimi sviluppi in merito alla questione? E la seconda: dopo l’uscita definitiva della Gran Bretagna dalla Comunità, quali saranno le conseguenze per l’Italia?

Firenze: Piazzetta sotto al piazzale Michelangelo. Di Hasan Sami Bolak da tr, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=3049464

Per rispondere alla prima domanda riportiamo le lancette dell’orologio indietro di un mese. Il 22 settembre 2017, il Premier britannico ha scelto come teatro del suo discorso di “addio” all’Europa la città di Firenze. Pronuncerà allora la frase divenuta, ormai, sintesi della sua posizione “Soft Brexit”: We may be leaving the European Union, but we are not leaving Europe.”, stiamo lasciando l’Unione europea, ma non lasciamo l’Europa.Con questa affermazione, il Primo Ministro esprime il desiderio della Gran Bretagna di voler proseguire la partnership con quelli che lei definisce “European Friends” in ambiti come l’economia, l’immigrazione ed il terrorismo. La May entra poi nel merito delle linee guida di attuazione dell’articolo 50 del Titolo VI del TUE, che sancisce la possibilità per ogni Stato membro dell’UE, «di decidere, conformemente alle proprie norme costituzionali, di recedere dall’Unione». Legalmente, il paese cesserà di essere membro dell’UE entro il 29 marzo 2019: tuttavia, al di là di questa data, a Firenze la May parla di un “periodo di transizione di reciproco interesse” della durata di 2 anni, finalizzato all’attuazione degli accordi una volta usciti dall’Unione Europea, senza drammatiche fratture.

Michel Barnier (born 9 January 1951) is a French politician. He is the current European Commissioner for Internal Market and Services. Di Foto-AG Gymnasium Melle, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30983871

Le risposte a questa proposta, ovviamente, non hanno tardato ad arrivare: mentre Michel Barnier, capo-negoziatore dell'Ue per la Brexit, evidenzia la possibilità di dialogo in merito ad un periodo di transizione al prossimo summit, alcuni paesi del gruppo dei 27, capeggiati da Germania e Francia, hanno rigidamente rifiutato questa possibilità, affermando di non voler allentare la pressione sui tempi di allontanamento della Gran Bretagna dall’Unione.
Arriviamo inevitabilmente, dunque, alla seconda domanda: quando diverrà ufficiale il “divorzio” dell’Inghilterra da Bruxelles, nel 2019 o nel 2021, e quali saranno le conseguenze per l’Italia?
L’agenzia statunitense di rating Standard and Poor’s ha stilato un documento chiamato Brexit Sensivity Index (BSI), letteralmente “indice di sensibilità alla Brexit”, basato sull’analisi di fattori come esportazioni di beni e servizi verso il Regno Unito, flussi di emigrazione ed investimenti esteri rivolti alla Gran Bretagna. Lo studio sottolinea che le maggiori ricadute economiche dall’abbandono del regno di Sua maestà, verranno scontate da paesi come l’Irlanda, Malta e Lussemburgo, che occupano i primi posti della classifica BSI, ponendo, invece, agli ultimi l’Italia e l’Austria.
Stando a questi dati, dei 20 stati presi in esame, il nostro paese sarebbe quello con meno ricadute a livello economico.
Nulla di cui preoccuparsi, dunque?
In realtà, i timori non vanno mai in vacanza: Nel Documento Programmatico di bilancio del 2017 presentato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, si parla di “effetti iniziali limitati” della Brexit per l’Europa, ma di “rischi a medio-termine” significativi. In particolar modo si analizza per punti quali potrebbero essere i “canali” attraverso i quali si potrebbe propagare un effetto valanga nell’economia italiana.
Tra i fattori di rischio più evidenti, spicca quello dell’indefinitezza del risultato finale dei negoziati fra l’Inghilterra ed i partner dell’UE, e “l'effetto frenante di questa incertezza sulle attività di business e investimento”.
Nei prossimi summit di ottobre e dicembre, quindi, la leadership britannica giocherà un’importante partita, i cui esiti non sono prevedibili né scontati. Una cosa è certa: soltanto il tempo potrà dirci quando “Brexit” tornerà all’apice Google trends: nel 2019 o nel 2021?

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.