La porta di Brandeburgo illuminata a festa. Foto di Massimo Predieri.

Ottomila palloni bianchi nel cielo di Berlino

25 anni dalla caduta del Muro
di Massimo Predieri

Dal nostro inviato a Berlino. I berlinesi approfittano della splendida giornata di sole per passeggiare lungo il fiume Spree. Guardando eccitata la fila dei palloni bianchi, un bambina chiede al nonno: Era qui che passava il muro? Immaginiamo la commozione dell’anziano tedesco che annuisce con un sorriso.
Chissà se c’era anche il suo volto tra quelli trasmessi dalle televisioni di tutto il mondo 25 anni fa? Volti increduli e rigati di lacrime di gioia dei cittadini della Germania dell’Est che si riversarono attraverso le brecce del muro, una folla simile all’acqua di un lago che sfonda gli argini, un irrompere sfrenato verso la terra promessa: la libertà.L’installazione Lichtgrenze lungo il fiume Spree. Foto di Massimo Predieri.
In quello storico 9 novembre 1989 un grigio funzionario del comitato centrale della Germania dell’Est di nome Schabowski rilasciò durante una conferenza stampa un brevissimo comunicato: “Viaggi privati all'estero possono essere richiesti senza prove di idoneità quali scopo del viaggio o rapporti di parentela”. Alla richiesta di precisazione di un giornalista italiano, ripose: “Da subito, credo, immediatamente”. Dopo pochi minuti la notizia rimbalzava su tutte le emittenti televisive del mondo, e da lì nelle case dei cittadini della Germania dell’Est. Schabowski aveva, forse inconsapevolmente, dato il via alla caduta del muro di Berlino e all’inizio di una nuova era.
L’impatto di quella breve dichiarazione fatta a Berlino fu enorme. Tre giorni dopo, il 12 novembre alla Bolognina, Achille Occhetto avrebbe decretato la fine del Partito Comunista Italiano, il più grande partito comunista dell’occidente. Le ripercussioni per il rassetto degli equilibri europei furono di grande portata e in alcuni casi molto drammatiche, come nella ex Jugoslavia, in Romania e in Albania.
Dopo 25 anni non si riesce neanche più a immaginare dove fosse il muro che divideva Berlino e tagliava in due la capitale del popolo tedesco. Per evocarlo è stata realizzata una installazione di palloni banchi illuminati lungo il percorso del muro che fu.L’installazione Lichtgrenze. Foto di Massimo Predieri. Si chiama Lichtgrenze (confine di luce) ed è la principale attrazione dei festeggiamenti per commemorare i 25 anni dalla caduta del muro. I palloni bianchi, sostenuti da steli all’altezza di 3 metri e sessanta, esattamente l’altezza del muro, sono stati piazzati lungo il confine che per 30 anni era rimasto invalicabile per i cittadini dell’est.
L’ospite d’onore dei festeggiamenti, quello che qui chiamano l’eroe della caduta del muro, non è un tedesco. E’ Michail Gorbaciov, il segretario generale a capo della Unione Sovietica che avviò con la Perestroica e la Glasnost la fine della guerra fredda e dell’incubo della reciproca distruzione atomica.
I giovani tedeschi che sono cresciuti nella Germania riunificata non hanno vissuto la tragedia della divisione e la conoscono solo dal racconto dei loro genitori. Anche per loro, tuttavia, Gorbaciov, che oggi ha 83 anni, rappresenta un mito dei nostri tempi e si fanno fotografare davanti alla sua gigantografia affissa su un pezzo del muro installato per l’occasione ai bordi del viale Unter den Linden, a pochi passi dalla porta di Brandeburgo.
Il pellegrinaggio festoso lungo la frontiera virtuale marcata dai palloni continua tutto il fine settimana. I cittadini di Berlino e i molti visitatori accorsi da tutto il mondo percorrono incuriositi la lunga catena di sfere bianche scattando foto e ricordando quel periodo drammatico.
Alle 19:00 di domenica 9 novembre 8.000 volontari sono venuti alla Lichtgrenze con i loro amici e parenti, si sono accostati al pallone che hanno sponsorizzato, trasformando l’installazione in una catena umana lunga 15 chilometri, e hanno fatto salire i palloni nel cielo per simboleggiare la liberazione della città di Berlino dal giogo del muro.

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