Entrance to Finsbury Park tube station, on Station Place. Railway station entrance just to the right of this, out of shot. Di Sunil060902 - Opera propria, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=4246238

Regno Unito: la sfida della convivenza
di Diego Grazioli

Odio chiama odio. Il quarto attentato terroristico nel Regno Unito in meno di un mese rischia di far precipitare il paese in una spirale di violenza destinata a plasmare radicalmente lo spirito di tolleranza che da sempre contraddistingue la società britannica.
Questa volta infatti a fare le spese della follia assassina è stata la comunità islamica di Londra colpita da un attacco perpetrato con la tecnica del camion killer lanciato tra la folla. Era da poco passata la mezzanotte di domenica scorsa quando Darren Osborne, un quarantasettenne residente a Cardiff, ha deciso d'investire con un furgone preso in affitto alcuni fedeli appena usciti dalla moschea di Finsbury Park dopo aver terminato la preghiera della notte durante il mese sacro del Ramadan.
Il bilancio dell'ennesimo atto omicida è di un morto e dieci feriti, alcuni dei quali versano in gravi condizioni negli ospedali cittadini. Un atto gravissimo che va aldilà della conta delle vittime perché rappresenta un pericoloso salto di qualità della tensione che da mesi si percepisce nel Regno Unito. Dopo le stragi di Manchester e Londra infatti il clima intorno alle varie comunità islamiche del paese si è fatto arroventato, con decine di aggressioni perpetrate ai danni della popolazione musulmana, ritenuta da alcune frange estremiste corresponsabile degli attentati compiuti dalle cellule terroristiche che si richiamano all'ISIS. È forse proprio questo lo scopo degli uomini del califfato, generare panico e tensione e soprattutto creare una frattura tra la cittadinanza, avvelenando lo spirito di convivenza pacifica tra le varie comunità del paese.
La sfida che il debole governo conservatore di Teresa May è costretto ad affrontare si annuncia dunque più che mai ardua. Da una parte infatti l'esecutivo è chiamato a implementare il lavoro dei propri servizi d'intelligence, sotto accusa per aver sottovalutato la pericolosità dei killer che hanno agito a Manchester e Londra, dall'altra deve assolutamente evitare possibili disordini sociali e atti d'intolleranza come quello di domenica notte. Un lavoro difficilissimo che avrà bisogno della buona volontà di tutta la popolazione e dell'esempio degli uomini di fede del paese.
Da questo punto di vista è importante sottolineare proprio la reazione dell'imam della moschea di Finsbury Park Mohammed Mahmoud che ha protetto l'assalitore dal linciaggio dei fedeli sopravvissuti all'attacco consegnandolo poi alla polizia. Un gesto enfatizzato dai vari leader politici accorsi sul luogo della tragedia dalla premier May a Jeremy Corbyn del partito laburista, passando per il sindaco di Londra il musulmano Sadiq Khan. Secondo molti osservatori dovrà essere proprio lui l'argine alla montante intolleranza, spendendo le parole giuste che possano stemperare gli animi più esagitati, rappresentando altresì la via dell'ineludibile convivenza che ha sempre dimostrato la città di Londra e tutto il Regno Unito.

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