Rendering of human brain. https://it.wikipedia.org/wiki/Comunicazione#/media/File:Nicolas_P._Rougier%27s_rendering_of_the_human_brain.png

Africa: revanchismo francese da abbandonare

USA: comunicazione da migliorare
di Giorgio Castore

I primi “cento giorni” di Donald Trump da presidente USA sono trascorsi e già si parla delle elezioni di metà mandato (Midterm Elections), in cui si eleggeranno, Congresso, assemblee elettive dei singoli stati ed alcuni dei Governatori dei singoli Stati, ma non il Presidente USA.
Avremo, quindi, il tempo necessario per comprendere, o meglio, decifrare il linguaggio in uso al Presidente certamente tra gli uomini più importanti della nostra terra; insistiamo sulla parola linguaggio che meglio esprime i concetti che vogliamo esprimere.
Non sappiamo, ad esempio, se appartengono a quel linguaggio le rotte che devono seguire le flotte statunitensi che ricevono gli ordini direttamente dal Presidente, nella sua qualità di comandante in capo delle forze armate statunitensi. Come anche non ancora sappiamo se appartengono a quel linguaggio o meno le dichiarazioni rilasciate dal Presidente dopo gli incontri con i leader dei paesi “subordinati” della NATO, finora ricevuti quasi col contagocce. Un atteggiamento prudente? Per la verità non sappiamo neanche se la prudenza sia anch’essa una parola esistente in quel vocabolario.
Naturalmente la colpa del ritardo nella comprensione del linguaggio in uso per gli scambi di impegni reciproci tra USA e paesi subordinati non è imputabile al soggetto forte della coppia, bensì al soggetto debole. E’ questo, infatti, che ha l’interesse a cercare protezione: nel caso di lite tra il soggetto debole (appartenente ad esempio alla Nato) ed un soggetto forzuto come ad esempio uno stato appartenente alla Federazione russa, il soggetto debole avrebbe tutto l’interesse ad invocare la protezione NATO! Ma il povero soggetto debole ha aderito alla richiesta (abbastanza perentoria, per la verità), di Donald Trump di corrispondere alla NATO le quote arretrate della contribuzione al Patto Atlantico?
Il nostro Presidente del Consiglio, secondo le sue dichiarazioni, si è impegnato al pagamento del dovuto: ci sono tuttavia sfuggiti i tempi e gli importi, fatto al momento non vitale.
Sarebbe opportuno, comunque, comprendere meglio ciò di cui parliamo.

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Parliamo dell’Africa, ad esempio, in un ragionamento utile per semplificare un concetto strategico dell’impegno che viene richiesto agli USA, da loro stessi (ma non c’è malizia).
Per mantenere un livello di protezione considerevole è utile che gli USA debbano proteggersi da attacchi esterni e debbano considerare le informazioni necessarie che possono ottenersi da luoghi strategici come le isole di un arcipelago nel mezzo dell’oceano Atlantico (e quale isola migliore di quella dove fu esiliato Napoleone o un’altra vicina?)
Se poi facciamo un salto dalla parte opposta verso l’Africa orientale, troviamo un rifiorire di pezzi di Africa “comprati” a Djibouti, tra Eritrea, Etiopia e Somalia, dove anche l’Italia ha qualche minimo interesse.
Ma non si tratta soltanto di due basi o qualcuna in più.
Recentemente, per esempio, sono stati rilasciati dati sulla presenza di truppe americane in Mali (Africa occidentale) di cui il grande pubblico non sapeva nulla.
L’interesse ora è cambiato (non sappiamo per quale motivo) e così i documenti militari USA, finora segreti, ora rivelano una costellazione di basi militari americane in tutta l'Africa: i dati di dieci anni sono improvvisamente cambiati. E così sono emersi anche i dati divulgati dal The Washington Post lo scorso ottobre in un articolo dal titolo "U.S. ha segretamente ampliato la propria rete mondiale di droni in Nord Africa."
La nostra preoccupazione non è dovuta a possibili mire espansionistiche: se così fosse sarebbe una tragedia per tutti. La nostra preoccupazione, invece, riguarda gli sforzi che stiamo compiendo per rafforzare la nostra presenza in Libia in un quadro di non belligeranza con l’accordo delle popolazioni locali e nel rispetto delle regole di pacifica convivenza. E un accordo con la Francia non guasterebbe affatto, sempre che sia possibile, con l’abbandono del colonialismo e del revanchismo a qualsiasi costo!
Kitty Hawk is maneuvered into the water following the completion of her five-month maintenance period in 2003.

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