“La Rousseff” ha vinto. Foto: site oficial candidata Dilma

Brasile, il PSDB: nessuna tregua

Dilma: sfide del bis
di Edoardo Fiora

traduzione di Giuliana Giannessi
San Paolo (Brasile). Per altri quattro anni, 180 milioni di brasiliani saranno governati dal partito che, dopo aver assunto l’apice del potere nel gennaio 2005, non è mai uscito di là. Domenica 26, contati i voti di quasi 143 milioni di elettori (21,2% di astensione in una Paese dove il voto è obbligatorio), il risultato delle urne ha portato la presidente Dilma Rousseff ad un secondo mandato che rappresenta il partito dei lavoratori.La previsione, fatta durante il secondo turno della campagna, di un paese politicamente diviso, si è concretizzata. "La Rousseff", con il 51,64% dei voti validi (esclusi bianchi e nulli) ha sconfitto il socialdemocratico Aécio Neves, che ha conquistato il 48,36% dei voti validi.
La Rousseff ha vinto con un vantaggio di 3,4 milioni di voti. Aécio Neves, a sua volta, lascia lo scontro elettorale a testa alta, dopo aver portato il suo partito, il PSDB, alla migliore prestazione sin dalle elezioni del 2004, la prima vinta dal PT. Nella mappa elettorale, il presidente rieletto ha vinto in 15 stati ed in 11 l’avversario, oltre la capitale, Brasilia.
Dilma, che sta governando il Brasile con forti politiche sociali rivolte alle classi di reddito più basse, assumerà la carica il 1 gennaio per un Bis in cui dovrà dare anche attenzione alla classe media, che per lo più ha votato per Aécio Neves esigendo cambiamenti radicali nel modo PT di gestire il paese. Questi cambiamenti che iniziano con il controllo dei conti pubblici e l'inflazione comportano, necessariamente, la fine della corruzione nella macchina che governa il paese.
Dilma, nel suo primo discorso da presidente rieletto, ha indicato un primo cambiamento importante: la riforma elettorale. "Il mio impegno, come è stato chiaro in tutta la campagna, è deflagrare questa riforma che è responsabilità istituzionale del Congresso e dovrebbe mobilitare la società in un referendum popolare. Con questo intervento, il referendum, troveremo la forza e legittimità richieste nel bel mezzo di questo momento di trasformazione per portare avanti la riforma politica."
Ma per gli elettori di Aécio, la priorità sembra essere un’altra. Sicuramente saranno loro a fare pressione sul governo e l'alto potere giudiziario del paese a rivelare tutta la verità sul gigantesco schema di massiccia corruzione e il riciclaggio di denaro nella più grande impresa statale del paese, Petróleo Brasileiro S.A (Petrobras), attraverso il quale scorrevano 10 miliardi di reali (tre miliardi di euro) con l'obiettivo di favorire il PT e almeno due partiti alleati, PP e PMDB, quest'ultimo con il maggior numero di seggi al Senato e alla Camera. Tale scandalo che ha portato all'arresto esponenti del PT, era già stato smascherato nel 2005. Decisamente, chi ha votato in Aécio ha lasciato ben chiaro che non può più tollerare la corruzione nella "res publica" brasiliana.
Trascorsi soli due giorni dalla sconfitta elettorale, il PSDB ha cercato di dare una risposta al suo elettorato. Chi è venuto in pubblico a parlare a nome del partito è stato il senatore Aloysio Nunes Ferreira, che nella lista di Aécio Neves è stato presentato come vice presidente. Ha promesso una forte opposizione e ha detto che la Rousseff "non ha diritto alla luna di miele che ogni governante neoeletto gode quando ha un nuovo mandato. Lavoreremo per esigere quello che ha promesso, per rivelare ciò che aveva nascosto (in relazione alla corruzione). Da parte nostra non daremo tregua", ha detto il senatore socialdemocratico.
"La Rousseff" sa bene che sarà incalzata da un gruppo di forze dell’opposizione non più disposte ad ascoltare le vecchie scuse di sempre. Per i prossimi quattro anni, lei dovrà far fronte ad un messaggio proveniente da settori organizzati della classe media, la stampa, la Camera dei Deputati ed il Senato, "Quosque tandem abutere, Dilma, patientia nostra"

Stampa

Italian Media s.r.l. - via del Babuino 107, Roma, c.a.p. 00187, p.IVA 09099241003, edita il settimanale Italiani con registrazione al Tribunale di Roma n. 158/2013 del 25.06.2013 - email: info@italianmedia.eu

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.
Questo sito usa i cookie per migliorare la tua esperienza d'uso e usa cookie di terze parti. Proseguendo nella navigazione si presta implicitamente il consenso all’utilizzo di questi strumenti. Si rimanda alla nostra privacy policy per maggiori informazioni e per la possibilità di negare il consenso.