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Tra Italia, Israele, Cipro e Grecia non solo gasdotto

La linea EastMed
di Giovanni Capozzolo

E’ un passo fondamentale per il fronte energetico nel Mediterraneo, il vertice, Israele – Italia, tenutosi a Roma il 1 Marzo, tra il Ministro per lo Sviluppo Economico, Carlo Calenda, e il Ministro Israeliano dell’Energia, delle Infrastrutture nazionali e Risorse Idriche, Yuval Steinitz.
Al centro della scena bilaterale: l’attuale situazione e le prospettive del mercato energetico; la possibilità di sviluppo della produzione del gas nel bacino del Levante; i canali di inserimento delle aziende italiane nel mercato israeliano.
Il vertice diplomatico conferma le ferrea volontà di Tel Aviv di diventare uno dei principali attori energetici del medioriente, da sempre messo all’angolo dall’Egitto detentore del super-giacimento petrolifero di Zohr individuato dal cane a sei zampe di Eni.
Dall’altra parte per le istituzioni energetiche italiane - pur riconoscendo il gas come elemento fondamentale per il raggiungimento sostenibile degli obiettivi de-carbonizzazione - è necessario, come si evince da una recente audizione parlamentare, valutare fonti alternative di approvvigionamento di gas e quindi investire sugli oneri di sistema per le fonti rinnovabili. Ma soprattutto, sentimento condiviso da più parti politiche, è indispensabile allentare la dipendenza dal gas russo e per questo l'approvvigionamento da Israele sarebbe ideale.
Le ambizioni italiane e israeliane, riassunte dalla tappa romana, tentano di trovare uno riscontro pratico attraverso il progetto del gasdotto EastMed. Destinato ad essere uno dei gasdotti sottomarini più lunghi al mondo, l’EastMed porterebbe circa 12 miliardi di metri cubi di gas naturale israeliano dai pozzi dei giacimenti offshore al largo di Gaza e di Israele verso la Grecia e l’Italia. Il gasdotto riceverebbe anche il gas naturale dei giacimenti offshore a Sud di Cipro. Il progetto dovrebbe essere realizzato da Edison, azienda italiana, interamente controllata dal colosso francese Électricité de France, in collaborazione con la società greca Depa.
Il perno energetico e geopolitico, della linea EastMed, è il giacimento petrolifero Leviathan. Scoperto nel 2009, il giacimento Leviathan nel Mediterraneo rappresenta una ricchezza che potrebbe arrivare fino a 96 miliardi di metri cubi di gas e 850 milioni di barili di petrolio. Dopo la scoperta, il giacimento è stato al centro di una dura contesa che ha innescato una pericolosa escalation tra il Libano e Israele. In più occasioni le autorità di Beirut hanno accusato Israele di rubare le risorse petrolifere e di gas sottomarine del Libano.
La tensione con il Libano - che potrebbe  consegnare un nuovo casus belli al fondamentalismo sciita libanese di Hezbollah contro lo stato israeliano - rischia di impedire la costruzione dell’hub mediterraneo.
Nonostante circoli un clima ottimistico e promettente tra gli ambienti di Bruxelles sul progetto EastMed, le autorità di Beirut hanno già annunciato quali siano i suoi confini marittimi precisi, dichiarandosi disposto a utilizzare tutti i mezzi a disposizione per difendere i suoi diritti e le sue risorse.

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