Rescued migrants, October 2013. By Official U.S. Navy Page from United States of America U.S. Navy photo/ Public Domain, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=30912042 Rescued migrants, October 2013

Che piaccia o no, guardiamo in faccia la realtà

Sahel: muri che non proteggono
di Giorgio Castore
Lago Ciad https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/a/a0/Lakechad_mapfr.png

Secondo le Nazioni Unite nel prossimo anno, la povertà, i conflitti e il cambiamento climatico lasceranno nella cintura del Sahel in Africa 15 milioni di persone nella necessità di aiuti per salvare la loro vita. Il fabbisogno umanitario delle Nazioni Unite, per il 2017 in quei paesi è di 2miliardi e 700milioni di dollari USA.
Circa il 40 per cento del denaro costituisce il fabbisogno di aiuti per circa sette milioni di persone colpite in Nigeria dal gruppo jihadista di Boko Haram da sette anni in rivolta.
Secondo la stessa fonte il fabbisogno di 2miliardi di dollari per l’anno corrente è stato coperto solo per la metà.
Il punto più critico di questa situazione è costituito dalle aree che circondano il lago Ciad sul quale si affacciano ben quattro paesi Niger, Nigeria, Camerun e Ciad, preso di mira dalla setta Boko Haram che, rifugiatasi nella vicina foresta Sambisa, in Nigeria, al confine con Camerun e Ciad lancia attacchi di ogni specie per rendere insicura tutta l’area limitrofa. Il risultato è che la pesca nel lago è divenuta impraticabile e tutte le popolazioni che vi traevano il proprio sostentamento hanno ormai abbandonato l’area e sono emigrate là dove hanno potuto.
Secondo i dati dell’ONU sono 11 milioni le persone ormai senza lavoro che sono state costrette ad emigrare.
I soli giovani e giovanissimi rimasti nei luoghi dove una volta potevano lavorare oggi, rimasti senza lavoro, costituiscono facilissima preda della setta che li utilizza nelle proprie scorribande e costituiscono una riserva molto importante di manodopera per il terrore.
Una macchina del terrore che ha affinato obiettivi e modalità di guerriglia con il ricorso sempre più frequente alle bambine kamikaze: obbligate all’uso di indumenti imposti dalla religione che ricoprono integralmente il corpo, le bambine inconsapevoli hanno grande facilità nel nascondere sul proprio corpo cinture esplosive, che fanno esplodere in mercati affollati.
I continui attacchi rendono le città-obiettivo sempre meno sicure, spingendone gli abitanti ad abbandonarle. E’ valutato intorno a 4milioni e mezzo il numero delle persone che sono o saranno coinvolte nel conseguente processo migratorio forzato.
Secondo l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, nel 2016 la Nigeria è stato il principale paese di origine per i migranti che arrivano in Italia via mare, passando dai 22.200 del 2015 ai 34.000 attuali.
A poco valgono le dichiarazioni rilasciate sui successi vantati dal Maggior generale Leo Irbor con la liberazione, lo scorso novembre, di 5.200 persone: l’altro lato della medaglia è che un numero così elevato di persone liberate evidenzierebbe la capacità della setta di catturare e di mantenere sotto controllo, ancora oggi, aree così densamente popolate.
Se non vogliamo bendarci gli occhi, dobbiamo guardare in faccia alla realtà e non distrarci dinanzi alle notizie che ci “proteggono” dalle informazioni scomode.

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Le informazioni relative ai dati delle Nazioni Unite sono fornite dalla Reuters Fondazione Thomson

Nota
La cintura del Sahel, letteralmente “bordo del deserto”, è una fascia che divide i paesi dell’Africa del nord che inglobano il deserto del Sahara e che si estendono dalle coste dell’Oceano Atlantico della Mauritania fino a quelle dell’Eritrea sul Mar Rosso.
L’epoca post coloniale, a partire dagli anni ’70 del secolo scorso ha registrato forti stravolgimenti col risultato che i paesi della fascia del Sahel oggi si trovano a fronteggiare crisi alimentari indicibili.

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